
Quando dopo una bella vittoria con annesso passaggio alle semifinali di Coppa Italia si parla di un problema, significa che qualcosa non va. Già, perché le note positive il giorno dopo la vittoria sulla Lazio non mancano in casa rossonera: El Sharaawy ha fornito conferme importanti, Mesbah ha dimostrato di poter giocare nel Milan, Mexes ha fatto il suo, Seedorf da trequartista è tornato a segnare e sorridere… Ma la notizia, oggi, è e rimane il lungo riscaldamento di Filippo Inzaghi: 40’ di corsetta, piegamenti e stretching, dopodiché Super Pippo ha dovuto assistere all’ingresso in campo di Simone Calvano. Per capirci, mentre Calvano, classe ’93, veniva al mondo, Filippo Inzaghi già segnava gol a grappoli e si apprestava a diventare uno dei centravanti più forti e prolifici della storia del nostro calcio. Il Pippo nazionale non ci è rimasto bene e potrebbe quindi tornare sui suoi passi, dopo aver rifiutato il trasferimento al Parma come svelato nei giorni scorsi dal presidente dei ducali Ghirardi. Anzi, a pensarci bene, l’esclusione di Inzaghi anche in Coppa Italia potrebbe essere stata una mossa strategica di Allegri, imbeccato forse da Galliani: se infatti il 38enne bomber decidesse di cambiare aria, il mercato in entrata per quanto riguarda l’attacco sarebbe quantomeno più agevole.
Ed è in attacco che in questo momento sono pronti i fuochi d’artificio: senza Inzaghi il Milan si toglierebbe dal groppone un ingaggio pesante, seppur per metà stagione, e potrebbe davvero centrare l’accoppiata argentina Maxi Lopez-Tevez. Su questo fronte, è proprio il caso di dire che gli ultimi minuti sono stati frenetici, con un’accelerata da parte del Milan: Maxi Lopez è stato convocato ed è ora in sede e contemporaneamente Galliani ha inviato un ultimatum a Manchester, con cui comunica che il Milan aspetterà Tevez fino alle 18,30, dopodiché mollerà definitivamente l’osso. Ma anche questo ultimatum sembra strategico: in realtà per Maxi Lopez si tratterebbe di definire gli ultimi dettagli e mettere nero su bianco, senza per questo abbandonare la pista Tevez, per il quale sull’asse Milano-Manchester si sta cercando di trovare la formula che accontenti tutte le parti. Se non la si trovasse, a quel punto i rossoneri un attaccante l’avrebbero comunque preso.
Inserita il 27 gennaio 2012
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