
Daniele De Rossi sprizza felicità da tutti i pori nel corso della conferenza stampa, tenuta insieme al direttore generale Franco Baldini, che annuncia il suo matrimonio a vita con la sua Roma. Un epilogo scontato, alla fine della giostra, ma più sofferto del previsto, se è vero che dallo scorso 1 febbraio il numero 16 giallorosso avrebbe potuto firmare con chiunque (tutte le big d’Europa) fosse stato disposto ad investire su di lui, ancor più massicciamente con il cartellino a costo zero. “Quello che mi ha spinto a restare è la passione per questa squadra e questa gente – ha spiegato a Trigoria ‘Capitan Futuro’ – Mi sono reso conto che quello di cui ho bisogno sta qui. Insomma, ho bisogno della Roma per giocare in un certo modo. Non è cambiato molto dal primo contratto firmato ad oggi”. Le cifre dell’accordo quinquennale, con il contratto che andrà a decorrere dal 30 giugno prossimo al 30 giugno 2017, recitano di uno stipendio da 10 milioni lordi a stagione, 5 milioni e mezzo netti più bonus e premi individuali, correlati sia al raggiungimento di prefissati obiettivi di squadra che alle presenze del calciatore nelle varie competizioni. Come recita il comunicato ufficiale emesso dalla Roma, il club giallorosso acquisisce il “50% dei diritti di sfruttamento commerciale dell’immagine del calciatore”. A sorpresa, nel contratto non è stata inserita nessuna clausola rescissoria, interpretabile come un escamotage per andar via ma senza svincolarsi a parametro zero, il che rivaluta ulteriormente la firma del calciatore. “Non ha firmato per i soldi, ma per vincere”, ha sottolineato in proposito Baldini.
Il diretto interessato non nega di averci pensato su più del previsto: “Il percorso per arrivare alla firma del contratto è stato più lungo del previsto, con alti e bassi. Qualche indecisione l’ho avuta, non posso negarlo, specie perché nell’ultimo anno avevo sentito che l’amore nei miei confronti era un po’ scemato. Inoltre avevo pensato di andare altrove sia per zittire la gente che parlava di me come di un giocatore in fase calante a 27 anni, sia per dimostrare a me stesso che potevo davvero competere a certi livelli. Adesso ci proverò da qui. So che significa restare a Roma e magari non cogliere altre occasioni, ma la mia è una scelta di testa oltre che di cuore: credo molto in questo progetto e mi aspetto molto da questa società. Ho una grande voglia di mettere qualcosa in bacheca”. De Rossi conferma che la scelta di rimanere a Roma è personale e non ha subito nessun decisivo condizionamento: “Ho sentito mille persone ma alla fine ho scelto io quello che sapevo avrei scelto. Totti non mi ha mai pressato, anche se la sua immagine di uomo felice a Roma è sempre stata fondamentale. E’ impossibile raggiungere i suoi record, ma fare il suo percorso, essere amato da tutti fuori e decisivo in campo, mi renderà felice”. Ad influire pesantemente è stata anche la presenza di Luis Enrique: “Mi ha convinto non solo a parole, dimostrando di avere le idee molto chiare. A livello tattico ho trovato un allenatore che mi valorizza tanto, dandomi responsabilità e motivazioni. Non faccio il ruffiano, ma mi trovo sulla sua stessa lunghezza d’onda in tutto quello che decide”.
ph: Fornelli / Key Press Media
Inserita il 6 febbraio 2012
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