Il calcio italiano alle prese con un mercato low cost
di Nicola Balzani

seriea

Una cosa è certa. Il mercato in questo momento è in mano a chi ha i soldi e non a chi ha la capacità di saper portare a casa un campione. Il sacrificio economico che spinge il Milan a cedere Ibrahimovic e Thiago Silva in un solo colpo al Psg è frutto del difficile momento che sta vivendo il calcio italiano. Se anche il club più mediatico e potente d’Italia è costretto ad una campagna di lacrime e sangue, tutto il sistema italiano vive riflesso in questa situazione drammatica e difficile.

Galliani, a detta dei più, compirebbe un vero e proprio affare cedendo entrambi ai francesi, risistemando il bilancio per i prossimi cinque o sei anni e puntando su una squadra di giovani ed italiani, il primo dei quali Mattia Destro, pronto ad ereditare in futuro la maglia azzurra della Nazionale di Prandelli per i Mondiali del 2014.

C’è di più: il faraonico ingaggio di Ibra avrebbe costretto i rossoneri ad altri due anni di sacrifici dolorosi per il mercato in entrata, fatto prevalentemente di prestiti e scambi. Così, con due ingaggi, compreso quello del centrale brasiliano risparmiati, il Milan avrebbe la possibilità di operare più liberamente sul mercato.

Stessa situazione e stessa filosofia in casa Inter, dove i nerazzurri stanno cedendo i big del triplete per risparmiare sul monte ingaggi. La questione Julio Cesar rappresenta il caso più spinoso: da una parte i tifosi contestano la società per il trattamento riservato al portiere, considerato una bandiera, dall’altra Moratti non ci sente e non ha esitato un attimo a dare il benservito al brasiliano, così come già accaduto per Lucio, sbarcato alla Juve, e così come accadrà per Maicon e Stankovic, sul piede di partenza. La regola è chiara: prima risparmiare e poi comprare.

La Juventus aspetta il top player, ma anche qui i soldi richiesti sono tanti, sia per Van Persie, Higuain e Suarez. Marotta sembra essersi convinto che Jovetic è l’unica soluzione praticabile, ma la Fiorentina non lo cederà per meno di 30ml di euro.

Cifre attualmente impossibili per quasi tutti i club italiani, dalle milanesi alle romane, dal Napoli, all’Udinese, caso emblematico di una squadra che si appresta ad affrontare il preliminare di Champions per il secondo anno consecutivo senza questa volta Isla, Asamoah ed Handanovic, gli ultimi gioielli rimasti.

Per un Lavezzi che parte, un Sabatini che annuncia come in casa Roma non sono previsti big nonostante le lamentele di Totti e un Lotito che punta al risparmio, il quadro della serie A si presenta ai nastri di partenza più fosco di una tela di Munch.

Una volta arrivavano Ronaldo, Sheva, Nedved, Zidane e Ibra. Oggi i primi quattro appendono le scarpe al chiodo e il quarto saluta.

Tempo di crisi, tempo di lacrime e sangue, e sarà così anche per i prossimi anni nel nostro campionato, che deve assolutamente decidersi a puntare sui giovani italiani partendo dal vivaio.

Inserita il 13 luglio 2012

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