
Le evidenti difficoltà ad operare sul mercato, in casa Lazio, derivano anche dall’abbondanza di una rosa extra-large che, ogni anno di questi tempi, rappresenta sistematicamente uno dei problemi principali a cui Lotito e Tare non riescono a porre rimedio. Nonostante i contratti in scadenza di alcune “zavorre” come Makinwa e Del Nero, il gruppo supera ancora abbondantemente le 30 unità, senza considerare i fuori rosa come Sculli e Foggia, invitati a non allenarsi con la squadra. Ad oggi nella casella acquisti si annovera soltanto il nome dello svincolato (e per giunta già infortunato) Ederson, mentre – per un motivo o per l’altro – sono sfumati gli altri tre obiettivi primari del presidente biancoceleste: Breno, Yilmaz e Balzaretti, per il quale bisogna oltretutto digerire la beffa del suo approdo sull’altra sponda del Tevere. Sfoltire, prima di comprare: sempre dunque ancora questo il diktat a Formello, ad un mese esatto dal gong del mercato, anche perché di soldi in cassa non ce ne sono e, oltre a liberare posti, il bilancio dev’essere alleggerito di qualche ingaggio pesante. Il primo a partire sarà Guglielmo Stendardo: il difensore partenopeo tornerà a titolo gratuito all’Atalanta, pronto a firmare un contratto triennale con gli orobici. L’arrivo alla corte di Colantuono sancirà di fatto l’addio definitivo di “Willy” alla Lazio dopo sette anni di alti e bassi (anche con una parentesi in prestito alla Juve), considerando che il suo contratto scadrebbe il prossimo 30 giugno. Mancano solo i dettagli, nelle prossime ore l’accordo sarà ufficializzato. Sembra sfumato, invece, l’asse con il Pescara: gli abruzzesi avevano mostrato interesse per Foggia, Carrizo e Floccari, ma anche questa opportunità in uscita si concluderà con un nulla di fatto. Il perché lo ha spiegato il neo-promosso presidente Sebastiani: “I valori sono esagerati rispetto a quello che è il mercato oggi. Le valutazioni di Lotito sono inarrivabili, del resto ognuno in casa sua decide di chiedere ciò che vuole. Ormai abbiamo abbandonato l’idea…”.


