Inter, quanto fa male il poker del Cagliari

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Una vera e propria bufera, tra l’altro assolutamente non annunciata. Dopo la bella prestazione contro l’Atalanta, nessuno si aspettava uno scivolone pesante come quello contro il Cagliari e in casa Inter si è ovviamente scatenato il consueto processone del day after. Già, perché indubbiamente l’espulsione di Nagatomo è stata affrettata e in inferiorità numerica non è mai semplice, specie in serie A contro squadre bisognose di punti quali il Cagliari di Zeman. Ma la “bambola” che ha preso l’Inter dopo il rosso al giapponese resta in ogni caso inspiegabile e ingiustificabile. Una grande squadra può e deve stringere i denti, alzare il livello della concentrazione, puntare sugli evidenti margini tecnici favorevoli e cercare di non disunirsi. I nerazzurri invece sono crollati, facendo tornare alla mente i fantasmi dello scorso anno e dell’anno precedente, quando a fronte di prestazioni incoraggianti incappavano in ko disarmanti.

Mazzarri, probabilmente con l’intento di difendere la squadra, si è assunto le colpe della disfatta, mentre il fresco di rinnovo Ausilio ha messo sull’attenti tutto l’ambiente, auspicando un cambio di rotta immediato. Perfino una bandiera come Sandro Mazzola, solitamente pacato negli interventi, non ha nascosto sorpesa e ha messo in dubbio la caratura di Walter Mazzarri in una big come l’Inter che deve sempre puntare al top. Oggi ad Appiano Gentile è stato il giorno del confronto tra squadra e tecnico, una chiacchierata in cui l’ex allenatore del Napoli ha fatto di tutto per capire cosa sia successo contro il Cagliari e per spronare il gruppo ad una pronta reazione sia in Europa League giovedì che a Firenze domenica. “Non è una tragedia” ha commentato Mazzarri nel dopo partita di ieri. La sensazione, però, è che al suo secondo anno di lavoro e dopo una campagna acquisti in cui la società lo ha accontentato quasi su tutto, il tempo stringa. E la pazienza del popolo nerazzurro sembra mostrare segni di cedimento.

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