Barcellona-Juventus: è sempre la stessa storia. Ma…

388

Barcellona-Juventus: una lezione dura da imparare

Poteva esser un dolce risveglio per la Juventus ma così non è stato. I bianconeri sono usciti dal Camp Nou a testa bassa, schiacciati da un Barcellona ridimensionato dalla partenza del fenomeno Neymar, ma pur sempre superiore ai bianconeri. Un paradosso se si considera che lo scorso 11 aprile avvenne l’esatto opposto.

Ma come recita un brano della band punk-rock italiana ‘The Sun’, “Anche le disfatte son partite aperte”. Sì, perché la Juventus da questa debacle ha molto, anzi moltissimo da imparare. Come il non concedere campo aperto(parole di Allegri) ad un extraterrestre come Messi, capace di rendere semplici anche le cose più complicate. Il reparto arretrato, sicuramente, dev’essere oggetto di revisione.

Poi c’è il capitolo Higuain, grande assente in campo nelle gare che contano. Insomma, gli spunti positivi ci sono(ottimo il primo tempo), ma ad oggi emergono con maggior vigore quelli negativi. Come da routine insomma.

Barcellona-Juventus: è sempre la stessa storia

Perché ‘come da routine’? Semplice. L’inizio della Champions League per la Juventus non è mai stato particolarmente felice in questi ultimi tre anni. Alzi la mano chi dava i bianconeri in finale lo scorso anno, dopo uno 0 a 0 con il Siviglia. Nessuno. Nel 2014 e nel 2015 il debutto andò meglio con la vittoria sul Malmo e sul Manchester City, ma il proseguo nel girone non andò proprio a gonfie vele, inasprendo così le critiche nei confronti della squadra di Massimiliano Allegri. Come proseguì poi il cammino bianconero lo sappiamo tutti.

La differenza sostanziale, quest’anno, l’ha fatta l’avversaria. Che di nome fa Barcellona. Un club che sembrava destinato, lo scorso anno, a tramontare dopo anni di domini. Tutte chiacchiere da bar. I blaugrana vogliono ancora dominare i palcoscenici mondiali, e ieri lo hanno dimostrato. Complice anche la reazione(assente) della Vecchia Signora vero, ma la qualità degli interpreti non si discute. Le lacune della Juventus, in quest’arco di stagione, come sempre sono molte da colmare, e Messi, con la sua classe sopraffina, le ha messe in luce come mai nessuno aveva fatto negli anni precedenti.

Perché se analizziamo i tiri sullo specchio da parte del Barcellona, sono solamente 5. Contro i 6 bianconeri. La differenza però l’ha fatta il 10 blaugrana, mettendo in fondo al sacco due conclusioni, e sbattendo sul palo la terza. Se fosse stato bloccato prima, evidentemente ora saremmo qui a parlare di un’altra partita. Ma con i se e con i ma la storia non si fa. Allegri questo lo sa benissimo. Insomma, la Juve arranca sempre inizialmente per poi migliorare passo dopo passo, ed arrivare così agli ottavi per dire la sua.  Poiché ‘Anche le disfatte son partite aperte’.