Perotti: “Siamo da scudetto. E snobba la Juve…”

186

L’argentino è rinato con la Serie A e con il Genoa. A Roma è diventato ancora più forte

Il quotidiano giallorosso “Il Romanista”, si è recato a Trigoria per poter intervistare l’attaccante argentino Diego Perotti. Il giocatore quest’anno, tra campionato e Champions League ha totalizzato 11 presenze e 4 gol.

Diego inizia a rispondere alle prime domande, racconta di come sia stato semplice per lui scegliere la Roma; volo diretto per lui e la sua famiglia fino a casa sua a Buenos Aires, città storica e affascinante, squadra blasonata. E poi c’era un compagno di squadra che gli parlava sempre di come fosse giocare con la Roma; era l’altro argentino del Genoa, Burdisso. Il difensore con i suoi racconti della squadra, dell’ambiente, dello stadio e dei tifosi aveva fatto innamorare l’attaccante ancora prima di venire contattato dal club.

L’Argentino continua a raccontarsi, rivela la sua voglia di smettere nel periodo più buio della sua carriera a causa degli infortuni e racconta del suo incontro con Monchi, di come per lui sia uno dei migliori in circolazione. “Ha qualcosa che altri non hanno. Non è normale che abbia preso tanti giocatori sconosciuti e li abbia rivenduti al triplo o anche più. Dani Alves, Rakitic, Bacca, Fazio…”

Con Spalletti non sarei rimasto

Quando gli viene chiesto se spera in una qualificazione per il mondiale, Perotti risponde così:“Se non fossi mai andato in nazionale direi di no. Ma dopo la convocazione, anche se ho ancora poche possibilità di farmi vedere fino al Mondiale, ci penso. Gioco la Champions e sono in una squadra che punta allo scudetto e sto avendo continuità, a differenza del finale della stagione scorsa. Con Spalletti non so se sarei rimasto, probabilmente no, non sarei rimasto. È vero che quel gol al Genoa mi ha cambiato molto. Il calcio a volte è ingrato, un episodio ti toglie tanto e un episodio ti restituisce tanto”.

Parole al miele per Di Francesco

“Per me è importante, è bello avere un allenatore che ti supporta, che ti motiva a puntare l’uomo, che quando prendi palla sai di avere la sua fiducia. Con un allenatore che ama di più il possesso palla magari mi troverei un po’ in difficoltà, perché il mio forte è puntare l’uomo. Quel lavoro che mi ha fatto fare da Pinzolo penso si stia vedendo in campo. Di Francesco mi piace perché pretende sempre di più. Vuole attaccare. Qualche volta devi avere equilibrio, è vero, ma a me da attaccante questa libertà dà molta fiducia. Di Francesco mi ha fatto crescere e mi ha fatto fare meglio dell’anno scorso. Noi crediamo in lui fin dal primo giorno, ma anche in noi stessi, nel gruppo. Il bello è che non ti rilassi con lui”.

Napoli squadra più forte. Noi possiamo con le carte in regola per vincere lo scudetto

“La più forte è il Napoli nel modo di giocare, soprattutto quando non riesci a prendere palla. A me è capitato contro il Barcellona di Guardiola, tu andavi lì e non potevi fare nulla, magari il Napoli non ti fa sei gol, ma nel possesso palla sono molto vicini. Ma se giocano sempre gli stessi sentiranno un po’ di stanchezza. Finora hanno fatto un calcio bello ed efficace. Ha giocato bene, ha vinto e per questo sono davanti. Noi quest’anno abbiamo la squadra per vincere lo Scudetto, anche se è vero che nella passata stagione non c’erano altre squadre come l’Inter.

E quando gli viene fatto notare che tra le più forti non è stata citata la Juventus, risponde così: “Non mi sembra stia come le precedenti stagioni. L’ho battuta sia col Genoa che con la Roma, ma la vedo indebolita. Non tanto per i giocatori che restano fortissimi, come Higuain e Dybala, ma non vincono le partite con la stessa facilità che ha il Napoli che ti spacca la porta. Non è impossibile come negli altri anni. Certamente resta una delle più importanti del campionato”

Articolo precedenteIl derby d’Italia è servito, Juventus-Inter torna a profumare di scudetto
Prossimo articoloLazio, che numeri da record!