Dal sesto posto alla lotta scudetto: la “rivoluzione” Pioli

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Pioli
Stefano Pioli ph: Fornelli/Keypress

Considerato spesso alle griglie di partenza non all’altezza di squadre come la Juventus e l’Inter, il Milan di Stefano Pioli, in piena lotta per il titolo, ha lasciato tutti a bocca aperta nelle ultime due stagioni. Dopo il secondo posto dello scorso anno, in pochi avrebbero puntato sui rossoneri per la vittoria finale. Attraverso un mercato oculato e un’ottima gestione dei calciatori, la dirigenza e l’allenatore stanno riportando un club prestigioso come il Milan ai livelli ai quali ci ha sempre abituati. Nonostante un girone di Champions League nefasto chiuso all’ultimo posto con avversari come Liverpool, Atletico Madrid e Porto, la stagione dei ragazzi di Pioli si può già considerare più che positiva. A prescindere dall’esito del campionato, il Milan è riuscito a confermare il livello raggiunto lo scorso anno e ad assicurarsi il pass per la prossima Champions League.

Inoltre c’è da considerare anche il cammino effettuato in Coppa Italia, che attualmente vede i rossoneri in semifinale e in piena corsa per il raggiungimento dell’ultimo step. Dopo anni colmi di tante aspettative e di pochi risultati, l’ex allenatore della Lazio, smentendo quanto inizialmente indicato dai pronostici sulle squadre di Serie A, ha regalato nuovamente entusiasmo ad una tifoseria delusa, e soprattutto buona organizzazione di gioco e incredibili risultati. Dopo un primo anno di ambientamento e di assestamento, in cui, prima di chiudere con la qualificazione all’Europa League, ha rischiato anche l’esonero, Pioli ha saputo dare nuova linfa al gioco della squadra, che ora si esprime con qualità e con intensità in campo. Anche la gestione di un campione come Zlatan Ibrahimovic, che ha compiuto da poco 40 anni, è stata fino ad ora impeccabile.

Il tecnico parmense è riuscito a rendere apparentemente semplice una cosa che non lo è assolutamente: far capire ad un campione di quel calibro che il posto da titolare non sarebbe più potuto essere garantito. L’alternanza con Olivier Giroud non ha creato alcun problema all’interno dello spogliatoio rossonero, che, anzi, può contare su una prima punta di livello assoluto in qualsiasi momento della gara e della stagione. Anche nei momenti di maggiore difficoltà, in cui tutti hanno pensato ad un possibile crollo da un momento all’altro, il Milan ha saputo sempre reagire con forza, ripartendo più forte e convinta di prima. Una mentalità vincente, forgiata dall’allenatore, che sta permettendo ai rossoneri di competere con squadre tecnicamente superiori.

Dal punto di vista tattico, i ragazzi di Pioli sembrano avere diverse soluzioni per far male alla squadra avversaria. Il gioco si sviluppa soprattutto con la costruzione dal basso e con la palla a terra, ma non mancano, soprattutto in momenti di affanno, le soluzioni dirette a cercare direttamente l’attaccante. Tra i primissimi marcatori della Serie A non figura nessun giocatore rossonero, questo a testimonianza del fatto che il gioco espresso non si basa sulle individualità. Il coraggio è un altro fattore importante della squadra di Pioli, che in fase di non possesso, anziché limitarsi ad aspettare nella propria metà campo, si riversa in quella opposta per aggredire il portatore di palla e per contrattaccare.

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