ESCLUSIVA – Pellegatti: “Milan protagonista in Europa, club di vincenti da 70 anni”

Queste le parole del noto giornalista rossonero Carlo Pellegatti

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Pellegatti

FACE TO FACE CON CARLO PELLEGATTI: IL NUOVO PODCAST IN COLLABORAZIONE CON STARCASINÒ SPORT

Il giornalista e telecronista sportivo Carlo Pellegatti, si è concesso ai nostri microfoni in ESCLUSIVA per raccontare il suo progetto dedicato al Milan realizzato con StarCasinò Sport. E non solo…

Insieme a StarCasinò Sport sta realizzando un podcast in cui ripercorre la gloriosa storia del Milan. Può raccontarci di più sulla serie? Da dove nasce questa idea? Quanti episodi la compongono?

“Avevo questa idea da qualche tempo. StarCasinò Sport ha creduto nel progetto e abbiamo iniziato a lavorarci. Il podcast “La storia del Milan raccontata da Carlo Pellegatti” è composto da 30 episodi ed è disponibile su Spotify e sui principali digital store. Si parte dal presente: dalla vittoria dello scudetto 2022 e si arriva fino alla nascita del Milan nel 1899 con Herbert Kilpin. Racconteremo tutta la storia del Milan: gli Scudetti vinti, le Coppe dei Campioni, il Presidente Berlusconi, Rivera, Nordahl, per poi arrivare fino all’inizio del secolo scorso”.

Il primo episodio è dedicato all’ultima stagione del Milan, conclusa con la vittoria del 19° scudetto.

“Iniziamo con l’ultimo scudetto del Milan, quello del 22 maggio del 2022, un mese e mezzo fa. Poi abbiamo il penultimo trionfo, quello di Doha, ai calci di rigore contro la Juventus, con la parata di Donnarumma e il goal di Pašalić. Poi il 2012, l’anno difficile, con gli addii dei grandi giocatori, il goal non visto di Muntari, il mancato acquisto di Tevez. Poi arriviamo allo scudetto di Massimiliano Allegri con un focus sull’acquisto di Zlatan. La storia è piena di episodi, di aneddoti e di curiosità che magari molti non conoscono, come quello legato all’acquisto del fuoriclasse svedese. Si passa al 2007, con l’addio di Ancelotti, Kaká e Maldini e successivamente raccontare la vittoria della Champions League, quella dello scudetto e via via tutto il resto”.

Quanto è stato emozionante riviverla in cuffia?

“Direi che è stato molto bello. Alcuni episodi sono andato a ripescarli… Non li ricordavo più neanche io. Il Milan è un club di vincenti, ormai da 70 anni e oltre. Negli anni ‘20, ‘30 e ‘40 del secolo scorso abbiamo attraversato delle stagioni particolari, ma siamo sempre risorti. Insomma, è stato divertente: ho rivissuto tanti momenti epici e altri che non avevo vissuto personalmente”.

Nel secondo episodio si sofferma sulla vittoria della Supercoppa a Doha contro la Juventus, lei lì era presente. Come ricorda quel momento?

“In generale quando si vince ai calci di rigore contro una rivale storica come la Juventus, partendo da sfavorito (perché il Milan lo era, ma ha giocato una partita splendida), è chiaro che le emozioni siano ancora più forti. Vincere ai rigori è emozionante: ci ha fatto tornare indietro di 13 anni, alla vittoria contro la Juventus a Manchester. Poi l’atmosfera: a me piace viaggiare, scoprire posti nuovi e gente nuova. Le prime trasferte le ricordo sempre bene. Come, ad esempio, la prima volta a Tokyo quando il Milan ha vinto la coppa intercontinentale. È sempre bello rivivere queste esperienze!”

Il Milan ha vissuto grandi vittorie sia in Europa che in Campionato, qual è il campione che ricorda con maggiore affetto? 

“È una domanda che mi rivolgono spesso. Diciamo che avendo vissuto tanti anni rossoneri non ce ne può essere uno solo. Nel senso che ognuno dei campioni ha contraddistinto un’epoca: Altafini, Rivera, il Milan di Baresi, quello degli olandesi, Savićević e Weah. Ci sono state le vittorie di Maldini, con Kakà, Rui Costa (che è sempre stato un mio idolo), Shevchenko e Inzaghi (uno dei pochi giocatori con cui ho ancora uno splendido rapporto). Poi l’immenso Ibrahimović e Carlo Ancelotti, passato da giocatore ad allenatore. Il Milan ha la fortuna di avere avuto tanti fuoriclasse: sarebbe quindi sciocco identificarne uno solo perché ognuno ha contraddistinto un’epoca di vittorie e di gioie”.

Invece il suo ricordo più bello legato alla squadra? Ci sarà spazio per raccontarlo nel podcast?

“In generale, le mie emozioni più forti sono quasi sempre figlie delle vittorie in Champions League. Ma lo scudetto di quest’anno, forse perché è più fresco, ha avuto un grande significato: anche in questa occasione il Milan è partito da sfavorito per poi chiudere in bellezza regalando emozioni fortissime al proprio pubblico. Ci siamo veramente divertiti tutti! Questo scudetto, per me, è alla pari delle grandi vittorie in Champions”.

Le faccio l’ultima domanda e la ringrazio per la disponibilità. Riguarda il futuro, soprattutto legato al calciomercato e alla serie A: come vede l’estate rossonera? Lei su chi punterebbe?

“Il Milan non è lontano dal diventare una squadra molto forte e mi sembra che i dirigenti ne stiano prendendo consapevolezza. Con due, o meglio tre/quattro acquisti – come Dybala, Renato Sanches o vediamo chi altro – il Milan potrebbe essere sicuramente ancora grande protagonista in Campionato e in Europa. Il futuro del Milan? Penso che dipenderà molto da che cosa i dirigenti riusciranno a regalare a questa meravigliosa squadra”.

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