Il punto GG – Qatar 2022, quarti di nobiltà; clamorosamente fuori la Spagna

Ai quarti di finale approdano tutte le grandi. Resta fuori soltanto la Spagna

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Qatar

Sorprese finite: ai quarti arrivano tutte le favorite, tranne la Spagna

Dopo una fase a gironi particolarmente ricca di sorprese, con risultati impensabili e l’eliminazione di formazioni date tra le favorite alla vigilia come la Germania, possibili outsiders come Serbia e Belgio e ricche di tradizione come l’Uruguay, negli ottavi si è tornati alla “normalità” e tutte le “grandi” hanno valicato il confine arrivando ai quarti, dando vita a scontri che rinverdiranno le sfide più nobili della storia del calcio come Olanda – Argentina e Francia – Inghilterra. Meno tradizione ma tanta attesa anche per Brasile – Croazia e Portogallo – Marocco. Gli africani, eliminando la Spagna, unica grande a fallire in questa tornata, sono diventati la vera sorpresa del Mondiale, soppiantando Corea e Giappone.

Brasile gol e spettacolo, Croazia di rigore

Il Brasile, che già era considerato tra le migliori dopo la prima fase, ha letteralmente sbaragliato i coreani, annichiliti con trame di gioco e reti assolutamente spettacolari, in poco più di mezzora. La squadra di Tite, da allenatore discusso a “ballerino” d’onore in mezzo al gruppo dopo le reti, ha mostrato il suo lato migliore dilagando con una scioltezza che da una parte ha forse destato più di una perplessità sulla solidità degli asiatici ma dall’altra ha senza dubbio convinto anche i più diffidenti sulle reali potenzialità degli uomini in verdeoro. Alzi la mano, ora, chi ancora pensa che Richarlison, tanto per fare un esempio, non sia degno di occupare il posto al centro dell’attacco carioca. Ed in più, in anticipo sulle previsioni, è tornato pure Neymar… Ad opporsi allo strapotere brasiliano saranno i croati capitanati da Modric. La formazione di Dalic ha faticato non poco per domare il coriaceo Giappone che era anche passato in vantaggio. Ai rigori però la maggior freddezza dei vice campioni del mondo è stata decisiva, esaltando la bravura del portiere Livakovic, abile nell’ipnotizzare i rivali. Il pronostico sembrerebbe scontato ma Perisic e compagni hanno già più volte sovvertito le previsioni avverse…

Olanda – Argentina, revival della finalissima del 1978. Messi come Kempes?

Non è più tempo di colonnelli e non sarà una finale, ma quella tra Olanda e Argentina è senza dubbio una gara ricca di fascino e per molti carica di nostalgia. L’Olanda ci arriva di gran carriera e forse con la spensieratezza giusta per giocarsi le sue carte fino all’ultimo. Gli uomini di Van Gaal non hanno espresso un gioco esaltante ma complice un calendario non certo impossibile, hanno anche bruciato poche energie fisiche e mentali. Contro gli Stati Uniti, rimasto a secco per la prima volta Gapko, ha ritrovato la via del gol Depay e questo per i tulipani è senza dubbio un grande viatico per la sfida all’albiceleste che, di contro, è cresciuta partita dopo partita e nell’ottavo con l’Australia ha dominato ben più di quanto non dica il risultato finale (2-1), mostrando tuttavia un accenno di stanchezza nei minuti conclusivi. Messi è tornato su livelli molto alti e i giovani lanciati in corso d’opera da Scaloni stanno reggendo botta. Il pronostico “abla” spagnolo ma non sarà una sfida dall’esito scontato.

Francia sulle ali di Mbappé, Southgate si affida alla gioventù

Anche la Francia ha dominato dall’inizio alla fine la gara con la Polonia, eccezion fatta per la clamorosa occasione fallita da Zielinski sullo 0-0. I blues, insieme al Brasile, hanno lasciato la migliore impressione in assoluto dando sempre la sensazione di poter cambiare l’inerzia delle partite in qualsiasi momento con il loro buon impianto di gioco, l’ottima organizzazione difensiva e naturalmente la classe dei loro campioni, Mbappè in primis ma non solo. Gli inglesi però, attenti, veloci, mortiferi, promettono battaglia senza esclusione di colpi (di classe) e con la consapevolezza di essere ormai competitivi in maniera continuativa dopo il secondo posto europeo ed il quarto raggiunto nella precedente manifestazione iridata. Foden, Saka e Bellingham hanno tutta l’intenzione di essere il nuovo che avanza.

Il Portogallo ci crede anche senza CR7, il Marocco vorrebbe ancora stupire

Più che il successo a valanga sulla malcapitata e sconclusionata Svizzera, nel Portogallo ha meravigliato la scioltezza nel gioco, che fino a quel momento non si era mai concretamente manifestata, e la capacità di essere finalmente letale in zona gol nonostante il suo elemento più rappresentativo fosse rimasto in panchina per una scelta coraggiosa ma evidentemente azzeccata del mister Fernando Santos. Che poi Ramos, sostituto designato di Ronaldo, abbia realizzato addirittura una tripletta è forse il segno di un cambiamento ormai incontrovertibile. Dall’altra parte il Marocco che ha sbattuto fuori la Spagna contro ogni pronostico. Formazione molto ben organizzata e innervata da elementi con esperienza internazionale maturata soprattutto nei club europei, i terribili rossi di Regragrui contro gli iberici hanno saputo aspettare, lasciando agli avversari un possesso palla che definire sterile è poco, per vincere poi sorprendentemente ai rigori, un fondamentale che sarebbe dovuto essere più familiare agli spagnoli che invece, evidentemente, non hanno retto all’affronto subito peccando di presunzione. Ora però pensare che i marocchini si facciano beffe anche del Portogallo per approdare in semifinale ci riesce francamente un pochino difficile…

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Giampiero Giuffre, redattore di SportPaper.it e di Komunicare Editore, esperto di calcio italiano ed estero