Alla scoperta del VAR, l’intervento dell’occhio elettronico

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L’importanza della VAR

Il minuto 37′ di Juventus-Cagliari, prima giornata dello scorso campionato, è stato un evento memorabile per la storia del nostro calcio: fallo di Alex Sandro su Cop e rigore concesso dall’arbitro Maresca. Un fallo di gioco, uno dei tanti che succedono sui campi da gioco anche se in area di rigore. Il rigore di Farias fu poi parato da Buffon e la partita proseguì. Il match si concluse con la vittoria bianconera per 3-0 con reti di Mandžukić, Dybala e Higuain, ma a noi interessa soffermarci su quel fallo da rigore.

Il penalty in favore dei sardi è stato concesso tramite la Video Assistant Referee, altresì detta (appunto) VAR. Per la prima volta nella storia della nostra massima serie, veniva utilizzata questa nuova tecnologia che, in casi di falli dubbi, fuorigiochi millimetrici o metrici non fischiati, marcature, espulsioni o ammonizioni e scambi di giocatori ha rivoluzionato il pallone nazionale. Senza se e senza ma.

La scorsa stagione calcistica la VAR è stata utilizzata in 397 incontri su 459 fra Serie A e Coppa Italia, con 2.023 controlli e centodiciassette decisioni cambiate ed il suo utilizzo è arrivato fino a Russia 2018. Il Mondiale terminato da meno di un mese è stato il primo a vedere l’impiego di questa technology che prevede l’arbitro richiamato a bordo campo solo ed esclusivamente dai suoi collaboratori e vedere, tramite una televisione, l’azione messa in dubbio. Quest’ultimo, dopo aver fatto il gesto del “rettangolo”, deciderà se fischiare o meno. La kermesse russa ha visto l’utilizzo della VAR in molte occasioni, sopratutto nell’assegnazione dei calci di rigore. E proprio un rigore è stato assegnato nella finale tra Francia e Croazia per fallo di mano di Perisic: l’arbitro argentino Néstor Pitana, su segnalazione della Video Assistant Referee, concesse il penalty che Antoine Griezmann non sbagliò.

La VAR in Italia è in procinto di soffiare sulla prima candelina, ma in Serie B e nei campionati inferiori questa non è stata ancora accettata e l’arbitro di turno dovrà confrontarsi con la sua vista e con i suoi collaboratori. Così come in Europa: se la Liga da questa stagione la otterrà, non si può ancora dirlo per le coppe europee, con il Presidente della Uefa, Aleksander Čeferin, dubbioso sul suo impiego. Legittimo, ci mancherebbe, ma la VAR è uno strumento che non solo affianca l’arbitro, ma nel caso può, aiutarlo a dirigere al meglio l’incontro. Una vera conquista

Non siamo a scuola e non si possono dare voti, ma questa tecnologia mancava al calcio anche se, come ogni cosa, divide. Ma non piacerebbe che un incontro possa per una volta fugare da dubbi per una settimana e parlare solo delle belle giocate, delle belle parate o di gesti atletici? Va bene che i “bar sport” da bar, ufficio e piazze finirebbero di esistere, ma è bello vedere in un incontro non ci sono errori marchiani che possono cambiare in peggio un incontro di calcio.