Basket A1: Milano male alla prima. Volano Trento Avellino e Venezia

127

Serie A1: che i playoff abbiano inizio

Il primo turno di questi playoff di A1 è stato consegnato agli annali. Proviamo a fare un breve recap di questa prima giornata andando a scoprire le sorprese e i protagonisti rispetto a quanto avevamo già detto.

EA7 Milano – Betaland Capo d’Orlando: 80-87 

Nessuno se lo sarebbe mai aspettato, eppure è successo. Capo d’Orlando sbanca il Mediolanum Forum. Straordinaria la prova dei siciliani che impongono il loro gioco, e ritmo, ai rivali lombardi. Capo mette in campo tanto cuore e tantissima grinta e Milano recita la parte dello spettatore non pagante. Troppo molli gli uomini di Repesa per vincere una partita che i siciliani avevano impostato sull’intensità e sulla voglia di stupire. Tra i migliori in campo nelle fila dell’Orlandina sicuramente Antonio Iannuzzi. L’ala campana mette a referto 18 punti conditi con 8 rimbalzi e guida i suoi alla vittoria; ottime le prove anche di Tepic ( 17 punti) e Ivanovic ( 13 punti). Sottotono invece Archie e Diener. Nell’Emporio Armani si salvano davvero in pochissimi. Solo un grande, ed orgoglioso, Pascolo ( 24 punti) e Ricky Hickman (13 punti) portano avanti la baracca.

Per Milano serve subito una scossa, sopratutto dagli uomini-chiave. Capo d’Orlando ora può sognare. I sogni ogni tanto si avverano. La A1 ci regala la prima, piccola, favola.

Dolomiti Energia Trento – Banco di Sardegna Sassari : 65-55

Trento vince ma non convince, Sassari stecca la prima. Con questa frase potrebbe essere riassunta la prima gara tra la compagine trentina e quella sarda. Partita a basso punteggio; brillano le difese, meno gli attacchi. Trento priva di Baldi Rossi e Moraschini si affida alle iniziative, e al cuore, dei suoi uomini leader. A prendersi la scena è Joao Gomes. Il portoghese con 8 punti e 7 rimbalzi guida i suoi alla vittoria; positiva anche la prova di Dustin Hogue che chiude con 12 punti e 7 rimbalzi. Partita molto scialba quella giocata da Sassari. Gli uomini di Pasquini giocano una partita ricca di errori e un fatale parziale di 25-8 subito nel terzo quarto ne pregiudica la vittoria. Nelle fila sarde male più o meno tutti; l’unico a raggiungere la doppia cifra è Bell; da una squadra come la Dinamo è lecito attendersi di più.

Umana Reyer Venezia – Flexx Pistoia: 84 -71

Tutto secondo i piani per la Reyer. I veneti non steccano la prima al “Taliercio” e portano la serie sull’1-0. Normale amministrazione per Venezia che controlla la partita, salvo qualche sussulto pistoiese. Positive le prove di Haynes ( 23 punti), Ejim ( 8 punti e +/- di 12 per lui ) e Bramos (14 punti). Vicino alla doppia-doppia Stone con 9 punti e 9 rimbalzi. Per Pistoia l’impegno era proibitivo ma la voglia non è mancata. Guidati da Petteway ( 17 punti) e Crosariol ( 14 punti ) i toscani hanno provato a impensierire la Reyer. Tuttavia la superiorità degli uomini di coach De Raffaele si è fatta sentire durante tutta la partita. Per Venezia ora la serie è in discesa, Pistoia dovrà fare qualcosa in più per sperare nel colpaccio.

Sidigas Avellino – Grissinbon Reggio Emilia : 82-64

In un “Giacomo del Mauro” caldissimo la Scandone Avellino si sbarazza dei rivali emiliani. Superiorità a tratti schiacciante quella dei campani che giocano una grande partita bucando spesso e volentieri la difesa della Grissinbon. Mattatore della partita è il rientrante Kyrylo Fesenko. Il centro ucraino banchetta nel pitturato d Reggio e mette a referto 24 punti con 9 rimbalzi. Ottima prova del duo americano Ragland ( 10 punti 10 assist) e Logan ( 17 punti 5 rimbalzi 6 assist). Menzione d’onore per Cusin, autentico grattacapo per la difesa di Reggio. La grande prova di Avellino mette in ombra la Grissinbon; tuttavia qualcosa di buono c’è stato. Di sicuro Pietro Aradori ( 14 punti) e Julian Wright ( 15 punti ) ci hanno provato ma è sembrato mancare qualcosa. Di sicuro ci si aspetta molto di più da Della Valle ( 4 punti) e Cervi (0 punti annullato da Fesenko).

Per la Grissinbon urge correre ai ripari. Questa Avellino fa davvero paura.