Ciro, Cristiano e Romelu: a voi il rush finale di questo campionato

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La 24a giornata di campionato sarà una tappa importante di questa stagione. Dopo (almeno) otto anni, la Serie A è tornata ad essere un campionato combattuto. Va da sé che la Juventus, che da otto stagioni consecutive ha “tatuato” sulla propria maglia il simbolo dello scudetto, è ancora in testa alla classifica, ma da domenica è a braccetto con l’Inter di Antonio Conte e dietro di loro, ad un punto, c’è la sorprendente Lazio di Simone Inzaghi. La classifica è la seguente: Inter e Juventus punti 54, Lazio punti 53. Al quarto posto, a 42 punti, c’è l’Atalanta, una consolidata bella realtà del nostro calcio.

Senza nulla togliere all’Atalanta, alla Roma (quinta a tre punti dalla Dea) e al sorprendente Verona (a oggi qualificato in Europa), quest’anno lo scudetto sarà una sfida tra nerazzurri, interisti e biancocelesti. Molti addetti ai lavori però sono convinti che a vincere sarà ancora la Vecchia Signora per almeno due motivi: ha una rosa più lunga rispetto all’Inter (che si è mossa brillantemente nel mercato invernale) e alla Lazio (che alla casella “acquisti” e “cessioni” non ha visto movimenti importanti); è più abituata a “combattere” le vertigini di classifica rispetto alle due avversarie (che non vincono lo scudetto dal 2010 e dal 2000).

Molti pensano che saranno proprio i capitolini a beneficiare della situazione, poiché Lulic e soci non hanno partite europee da disputare, poiché eliminati nella prima fase a gironi di Europa League (e molti laziali avrebbero voluto che la loro squadra continuasse la marcia nella coppa), mentre Juventus e Inter saranno impegnate in Champions League, Europa League e Coppa Italia dove nel giro di due settimane affronteranno Olympique Lione, Ludogorets, Milan e Napoli. E i nerazzurri in Europa giocheranno il giovedì mentre i bianconeri di martedì e/o mercoledì, guadagnando un giorno di riposo in più.

E se le due squadre arriveranno in fondo alle due competizioni (come sperano i loro tifosi), potrebbero arrivare a maggio stanchi e magari con troppi punti lasciati per strada in campionato poiché con la testa all’Europa. E qui i tifosi biancocelesti sperano che la loro squadra possa non perdere punti ed arrivare a vincere quello scudetto che dalle parti di Formello manca da vent’anni giusti giusti.

E proprio i prossimo week end potrebbe essere molto interessante nella corsa scudetto, perché Lazio ed Inter si sfideranno domenica sera all’”Olimpico”, mentre i campioni d’Italia sono attesi dal più morbido (anche se nel calcio non c’è mai nulla da dare per scontato) incontro casalingo, nel pomeriggio, contro il Brescia di Balotelli, in piena bagarre retrocessione. Ronaldo e compagni (che in casa, in campionato, hanno totalizzato 31 punti sui trentatre possibili) potrebbero beneficiare di un passo falso di entrambe e arrivare poi al 1° marzo a giocarsi buona parte della possibilità di vittoria del titolo nello scontro diretto contro l’Inter.

Ricapitolando: da qua al 1° marzo, l’Inter affronterà fuori casa Lazio e Juventus ed in casa la Sampdoria; la Juventus in casa Brescia e Inter ed in mezzo la Spal al “Mazza”; la Lazio se la vedrà con Inter e Bologna in casa e Genoa fuori.

Signore e signori, che inizi la corsa scudetto. Una corsa scudetto che (finalmente, diciamocelo pure) sta diventando davvero molto interessante.

A oggi, chi sta meglio delle tre squadre in corsa sono Inter e Lazio: i nerazzurri sono in serie positiva da sedici turni (dalla sconfitta alla 7a giornata contro la Juventus al “Meazza”) e domenica hanno fatto una remuntada incredibile nel derby contro il Milan (da 0-2 a 4-2 tra il 51′ ed il 93′) e la Lazio dei record ha sconfitto al “Tardini” il Parma, con l’ottavo centro stagionale di Caicedo, mai così letale da quando veste la maglia laziale.

La Juventus, diciamolo, delle tre è quella più in crisi. La sconfitta in rimonta contro il Verona (la terza in campionato) ha messo ko l’umore dei propri tifosi che hanno visto la loro squadra perdere sì contro una della squadre più in forma e sorprendenti del campionato, ma lontana dalla forma migliore, con un centrocampo in difficoltà, una difesa un po’ troppo ballerina (23 reti subite finora, + 8 rispetto alla scorsa stagione) ed un attacco troppo “CR7 dipendente”. E l’asso portoghese contro i gialloblu ha segnato la sua ventesima rete in campionato, la 14a rete segnata nelle ultime nove partite.

Tutti puntano il dito contro Maurizio Sarri, reo di aver dato alla Juventus del…non gioco. Proprio lui, quello che è da almeno tre stagioni considerato come il tecnico più capace e fonte di ispirazione per tanti. Oggi Sarri sembra in difficoltà, ma ha a disposizione una corazzata e sa che la strada verso il successo non è finita con la sconfitta contro Pazzini e compagni, ma tutto si risolverà (almeno) nelle prossime tre settimane. I tifosi bianconeri rivogliono Allegri e questo è molto sintomatico: i tifosi bianconeri non sono più abituati a soffrire e quindi hanno paura di non poter vincere il nono scudetto consecutivo e rivorrebbero colui che in cascina ne ha portati cinque, oltre a quattro Coppe Italia, due Supercoppe e due finali (perse) di Champions League. Di conseguenza, meglio un risultatista di un prestazionista. Molti tifosi, comunque, sono divisi tra il #SarriOut e l’#AllegriIn.

Eppure grazie a questa Juve che segna con pochi giocatori (nel 2020 ha segnato tredici reti con quattro giocatori, tra cui CR7 con dieci reti) e incassa troppo, unito al fatto che finalmente dopo anni ci sono una/due squadre competitive, la Serie A è diventata interessante.

Come interessante sta anche diventando la corsa per la vittoria della classifica marcatori, anche se solo in ventisei occasioni, da quando esiste il girone unico (1929/1930), la squadra che ha vinto la classifica finale ha fatto il double con la vittoria di un suo giocatore nella classifica marcatori: l’ultimo è stato I’Ibrahimovic nerazzurro nella stagione 2008/2009.

I protagonisti sono i cannonieri delle tre squadre ad occupare i primi tre posti della classifica: Ciro Immobile con 25 reti, CR7 con venti e Lukaku con diciassette.

Immobile contro il Parma non ha segnato, ha siglato venticinque reti ed in carriera solo due volte ha segnato di più. Tra lui e Caicedo c’è un buon feeling e se non segna lui, segna il compagno e viceversa. Lui punta a vincere la sua terza classifica marcatori personale e a regalare quel tricolore che lo consacrerebbe tra i miti biancocelesti. Sarebbe bello (anche per le statistiche) se riuscisse ad eguagliare (o superare) il record di Gonzalez Higuain con  36 marcature in una sola stagione: gli mancherebbero undici reti e dodici partite per eguagliarlo.

CR7 a oggi ha segnato complessivamente 51 reti da quando milita nella Juve e con il gran gol al Verona di sabato sera è a quota 20 reti in campionato, ad una rete dal suo primato di 21 reti. E’ in una condizione fisica e mentale incredibile e, dopo la crisi di gol autunnale, si sta caricando la Juventus (ed il suo attacco) sulle spalle. Non segnerà come quando giocava nel Real Madrid (quando in una sola stagione segnò ben sessantuno reti), ma le sue prestazioni sono da top player quale lui è.

La Juventus deve fare in modo di non essere troppo “Ronaldo dipendente” e deve mandare in gol non solo tutti gli attaccanti, ma anche i centrocampisti e anche i difensori. E poi deve cercare di prendere meno gol, perché rispetto allo scorso hanno ha un gap di otto reti. Troppe per una squadra che ha scritto la storia del calcio italiano come reparto difensivo negli ultimi otto anni.

E poi c’è Romelu Menama Lukaku Bolingoli. Il numero 9 nerazzurro, nonostante l’assenza forzata di Lautaro Martinez, viaggia a numeri incredibili e dopo il tanto scetticismo iniziale è nel cuore dei tifosi. Ha una forza dirompente, ha un fiuto del gol importante e gli viene facile segnare grazie al suo talento e ad una squadra che è competitiva in ogni reparto (e domenica ne è stata la riprova). Di questo passo, Rumelu supererà abbondantemente quota 20 reti e proverà a superare il record di 28 gol di Dries Mertens stabilito quattro stagioni fa, diventando il miglior marcatore belga in Italia in una stagione. Anche se siamo sicuri che gli interisti baratterebbero che il loro bomberone arrivi a 19 gol fino a maggio, ma che faccia vincere scudetto, Coppa Italia ed Europa League alla Beneamata.

Come detto, dopo dieci anni la nostra Serie A sta diventando interessante e competitiva grazie a Inter, Juventus e Lazio e ai loro bomber.

Sperando che questi attaccanti possano non fermare la loro sete di gol anche in vista degli Europei itineranti della prossima estate dove le loro Nazioni siamo sicuri (e almeno, per l’Italia ce lo aspettiamo) saranno tra le protagoniste.