Continua la crisi per la Lazio, effetto Reja già sfumato?

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Reja arrivato nella capitale per gestire una situazione delicata e d’emergenza avrà bisogno di tempo per risolvere e gestire i problemi in casa Lazio. Il goriziano è un allenatore pragmatico che non si preoccupa degli esteti del calcio, che pensa soltanto alla concretezza. Per adesso vuole fare punti, quello che serve maggiormente per risalire la china e restituire fiducia al gruppo. Obiettivo centrato, con una vittoria e un pareggio in 2 giornate: il massimo che si potesse chiedere. La squadra, sicuramente più compatta e messa meglio in campo rispetto a prima, può muoversi con alcune certezze in più: l’assetto complessivo, titolari ritrovati, elementi al posto giusto, fiducia nelle possibilità, la ritrovata solidità della difesa.

Il gioco, è il primo punto debole: prima era un optional, oggi sembra ancora peggio. Inesistente e privo di sostanza. La Lazio si presenta come una squadra scolastica, senza fantasia, senza profondità nella manovra. Nota negativa anche riguardo la condizone fisica, emersa fuori nella partita contro il Bologna: forse è stata sbagliata la preparazione, perché impostata sulla Supercoppa, forse è colpa del richiamo invernale. Di sicuro la squadra non ha né ritmo, né cambi di passo, né velocità. Novanta minuti di calcio ruminato e prevedibile sono la conseguenza della mancanza di gioco e della scadente forma di molti calciatori. Il tecnico era convinto di poter investire e sperare nelle nuove leve e nella freschezza dei più giovani, ma a suo malgrado avrà bisogno della vecchia guardia e di affidarsi ai veterani per cercare di ri- costruire un minimo di feeling tattico.

Appello che Reja ha proposto al presidente Lotito, è l’emergenza dal punto di vista dei rinforzi. Necessità quindi, bisogno di restaurare una squadra solida capace di creare una nuova pagina, una nuova “era” in casa biancoceleste.