E se fosse la Juve l’antiJuve?

55

Esiste l’anti Juve?

La seconda pausa del campionato in vista delle due partite della Nazionale (questa sera a Genova in amichevole contro l’Ucraina, contro la Polonia per la terza giornata di UEFA Nations League di domenica prossima), permette di fare una breve analisi sul campionato. Più che focalizzarci sul torneo in sé, interessa soffermarci sulla squadra che sta guidando la classifica: la Juventus.

Dopo otto giornate disputate, i bianconeri sono da soli in testa con 24 punti, con sei punti sulla seconda (il Napoli) e nove sulla quarta, la Lazio. Addirittura ce ne sono ben venticinque nei confronti dell’ultima, il ChievoVerona fermo a -1 e con un nuovo tecnico (Ventura al posto di d’Anna, esonerato ieri).

Otto giornate sono settecentoventi minuti (senza recuperi), il 21% del campionato disputato. Pochi numeri, ma importanti. La Juventus ha segnato 18 reti e ne ha incassate cinque: miglior attacco, seconda difesa (dietro la Sampdoria). I capocannonieri dei piemontesi sono Mario Mandžukić e Cristiano Ronaldo con quattro reti, cinque in meno dell’inaspettato capocannoniere, il polacco Krzysztof Piątek del Genoa (convocato giustamente per la partita contro l’Italia).

Poche giornate, distacco importante con, a detta di molti, la Juventus già proiettata all’ottavo scudetto consecutivo. Un record che andrebbe ad incrementare i vari record della squadra di Allegri, in attesa di debuttare in Coppa Italia (negli ottavi a gennaio) e puntare ad un incredibile cinquina della coppa domestica.

Se analizziamo gli ultimi sette campionati (vinti quasi tutti in scioltezza dalla Vecchia Signora), mai la Juventus aveva totalizzato 24 punti su ventiquattro nelle prime otto giornate. Neanche nell’anno dei 102 punti con Conte (stagione 2013/2014), quando Buffon e compagni nelle prime otto giornate avevano totalizzato diciannove punti. Come dire: se la Juventus ha vinto il titolo anche perdendo quattro partite nelle prime dieci giornate come nella stagione 2015/2016, figurarsi cosa potrà fare quest’anno. Sempre che il ritmo rimarrà questo. Difficilmente la Juventus farà 38 vittorie su trentotto partite: a) è impossibile b) non è mai successo nella storia del nostro calcio.

Molti potrebbero dire: il calendario dei bianconeri, fino a questo momento, è stato più facile rispetto alle altre. E’ vero, ma le avversarie sono tutte da incontrare. E poi facile fino ad un certo punto, perché i torinesi hanno battuto tra le mura domestiche la Lazio (che fa l’Europa League) ed il Napoli, con un 3-1 perentorio ribaltando lo 0-1 dello scorso campionato che aveva fatto sognare i partenopei.

Anche in Champions il percorso è netto: doppia vittoria contro Valencia con doppietta (con doppio rigore) di Miralem Pjanić e Young Boys con un Dybala finalmente in formato Champions. E con queste due vittorie la squadra campionessa d’Italia ha portato a dieci partite ufficiali vinte su dieci finora disputate. Insomma, record su record. Ma per la Champions League c’è da affrontare un discorso a parte: il club di viale Galileo Ferraris quest’anno punterà, ancora più degli anni scorsi, a vincere la coppa più importante altrimenti non si spiegherebbe l’acquisto di Cristiano Ronaldo, uno che da solo ha vinto più del doppio delle Champions contenute nella bacheca del club.

I pericoli però sono dietro l’angolo: in Champions i bianconeri affronteranno due volte nel giro di due settimane il Manchester United per il primo posto nel girone e prima di Natale affronteranno tutte le altre candidate alla vittoria del titolo ed il derby all’“Olimpico-Grande Torino”. La strada verso lo scudetto numero xxxv è ancora lunga, ma già dopo otto giornate di campionato le avversarie hanno perso almeno due partite, faticano (giocando bene però) e sembrano lottare per il secondo posto, quella di vincitore del campionato…senza la Juve.

La Juve di quest’anno ha abbondanza, i ruoli sono tutti coperti con almeno due giocatori per ruolo, gli acquisti estivi non hanno tradito, Bernardeschi è tornato sui livelli della Fiorentina, Cancelo a destra è azzeccato, Mandžukić sembra indistruttibile, il centrocampo è ricco e di qualità. Si attende ancora il miglior Dybala, anche se la Joya senza CR7 in campo ha asfaltato da solo gli svizzeri dello Young Boys. Se c’è da trovare una pecca, forse per quanto riguarda i portieri: Szczęsny ha preso finora cinque reti in sette partite giocate, mentre Perin non ha fatto vedere praticamente nulla avendo giocato una sola partita finora (contro il Bologna nel turno “infra” del 26 settembre). Fatto sta che entrambi sono stati convocati dalle loro Nazionali, quindi è un problema-non problema.

Che meriti ha finora Allegri, il tanto contestato Allegri? Tanti: legge le partite, azzecca i cambi, diverte. E proprio questa è la novità di questa stagione: la Juve, accusata negli ultimi quattro anni di non divertire, fa divertire. Merito della rosa più forte che il tecnico livornese abbia mai avuto nella sua carriera, ma è lo stesso Allegri che è “migliorato” perché ora non punta solo al risultato ma punta a fare risultato e a giocare bene, una cosa difficile da fare nel calcio. Sopratutto per quanto riguarda le occasioni da rete: una statistica ha conteggiato in campionato 125 occasioni da rete, settantadue tiri da parte degli avversari e quattordici cross per l’undici bianconero. Le avversarie sono distaccate di molto.

Allegri sa che, di questo passo, avrà tutte le potenzialità per eguagliare, se non superare, il record di sempre di punti conquistati in un campionato con la vittoria da tre punti. E il primato spetta (guarda un po’) alla Juventus dei 102 punti di Conte.

La strada è lunga non solo per battere i record, ma anche per puntare al Sogno dei sogni: la terza Champions League. Dei top club europei, la Juventus è l’unica insieme a PSG ad avere un forte vantaggio sulle inseguitrici. Anzi la squadra di Buffon in Francia finora ha fatto 9 su 9 in campionato e ha un vantaggio di otto punti sulla seconda. Negli altri campionati, c’è più battaglia: dalla Spagna alla Germania alla Premier dove ci sono tre squadre in vetta (Liverpool, Chelsea, Manchester City) e il campionato è da sempre il meno scontato.

E questo il problema: se la Juventus dovesse continuare così, il torneo diventerà di una noia mortale, togliendo appeal allo stesso.

Per questo la paura è che tutto sia finito, praticamente, ancora prima che cominci ma visto l’andamento che sta prendendo il campionato, solo la Juve può perdere il campionato, diventando la peggiore rivale di se stessa.