Fabio Sabatini dice basta: “Lascio un ciclismo cambiato”

Si ritira un simbolo del ciclismo moderno, Fabio Sabatini il pilota delle volate dei grandi campioni. Grazie a lui molte vittorie di Kittel e Viviani.

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Ciclismo Lappartient Cassani

Fabio Sabatini ha corsa alla Coppa Agostoni ‘ultima corsa della sua carriera. Lo attende un futuro da DS, il ciclismo resterà la sua ragione di vita.

Nato il 18 febbraio 1985 a Pescia, ha indossato le casacche di Milram, Liquigas, Quick Step e infine Cofidis, squadra per cui ha corso in queste ultime due stagioni. Fabio Sabatini ha partecipato a ben 21 Grandi Giri (11 Giri d’Italia, 6 Tour de France, 4 Vuelta di Spagna) e a 22 Classiche Monumento, ottenendo come miglior risultato un secondo posto in una tappa della Corsa Rosa 2010 e la seconda piazza in una frazione della Vuelta 2009.

Fabio Sabatini, l’ultimo grande “ultimo uomo”

L’ultimo uomo nel ciclismo moderno è una figura coniata da Mario Cipollini. E’ l’ultimo vagone di un treno in grado di lanciare a velocità folle il velocista verso gli ultimi 50 metri dello sprint. Deve essere un corridore veloce e potente ma anche abile e scaltro in grado di pilotare il capitano fuori dai guai della volata. Negli ultimi anni, e di questo Sabatini è stato un capostipite, è diminuita la necessità di potenza e velocità ma è aumentato notevolmente il bisogno di saper prendere decisioni istantanee e saper condurre senza indugi il proprio capitano fuori da situazioni ingarbugliate, figlie di volate sempre meno organizzate e sempre più caotiche.

Fabio Sabatini dice basta dopo essere stato la fortuna di grandissimi campioni come Petacchi, che lui ritiene il suo vero e proprio mentore, ma anche come Cavendish, Kittel e soprattutto Elia Viviani.

Ciclismo Viviani

Sabatini saluta e dice: “Lascio un ciclismo profondamente cambiato”. Sicuramente le volate non saranno più le stesse senza di lui.