Giro d’Italia, tappa 13: Ulissi fa doppietta. Highlights

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Giro d’Italia, la tappa di oggi

Diego Ulissi ha fatto doppietta: dopo Agrigento ha conquistato la tappa di Monselice. Il toscano ha sfruttato alla grande tutte le sue qualità perché il percorso era molto insidioso. La prima parte, tra Emilia-Romagna e Veneto, era tutta pianeggiante, mentre l’ultima trentina di chilometri è stata movimentata da due salite brevi ma intense sui Colli Euganei. Sembrava un po’ il tracciato della Sanremo, che ha al suo interno il Poggio, inserito dal 1960 per impedire che vincessero solo i velocisti. Lo stesso effetto è riuscito oggi, visto che Arnaud Demare si è staccato su entrambe le salite, mentre Peter Sagan ha imposto il ritmo sulla prima (grazie al solito lavoro superbo di Matteo Fabbro), ma ha capitolato sotto l’attacco di Valerio Conti. Il romano ha selezionato il gruppetto giusto che è arrivato all’arrivo. Lì il compagno Diego Ulissi l’ha ringraziato nel migliore dei modi: vincendo la tappa grazie alla sua grande velocità sul breve. Soltanto un gruppo molto esclusivo di corridori ha resistito all’azione di Conti, tra cui la maglia rosa. Joao Almeida ha dato prova della sua brillante forma fisica andando addirittura a pochi centimetri dalla conquista della tappa. Domani dovrà mostrare di nuovo le proprie qualità anche a cronometro, mentre domenica sarà chiamato a resistere in salita. Dalla sua parte però può fare affidamento su una squadra in ottimo stato, capace di tenere il passo anche in salita. Una rarità in questo Giro.

Giro d’Italia, la sintesi della tappa

Giro d’Italia, la tappa di domani

Domani la cronometro del Giro parte da Conegliano e arriva a Valdobbiadene. Un tour tra colline davvero pregiate perché sono le uniche a produrre la materia prima per il famoso prosecco che porta il nome delle due città. Una delle (tante) eccellenze del territorio italiano e non lo dice un ignorante qualsiasi che si diletta a scrivere di sport, ma l’UNESCO che ha inserito queste colline tra i Patrimoni dell’umanità. Peccato non ci sia un riconoscimento simile per i corridori. Un patrimonio del ciclismo sarebbe senza dubbio Alberto Contador, che ha vinto sette grandi giri, prima e dopo lo scandalo doping in cui è stato coinvolto e per cui gli sono stati revocati altri due trionfi. Una volta girato pagina, ha conquistato il Giro d’Italia del 2015 prendendosi la maglia rosa proprio ad una cronometro e proprio con arrivo a Valdobbiadene. Riuscì a staccare Fabio Aru di 2’28’’ in classifica generale. Lo spagnolo più vicino al primo posto oggi è Pello Bilbao, chissà.