Il Var, continua a fare danni nel calcio italiano

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La tecnologia in campo, divide il campionato di Serie A

Il Var sta distruggendo il già polemico ed ormai noioso campionato italiano. Ieri, nella 23ma giornata di Serie A, due episodi, quello del San Paolo in Napoli-Lecce, e quello del Tardini in Parma-Lazio, fanno pensare a qualcosa che non funziona.

Soprattutto nel sistema arbitrale italiano, e di chi lo comanda dall’alto, ovvero Nicchi e Rizzoli. Il nuovo sistema tecnologico, ossia il Var, era destinato, ad aiutare i direttori di gara a correggere i loro eventuali errori, aiutati dai colleghi dinanzi agli schermi.

Ma il protocollo del Var, è rispettato, o no? gli arbitri italiani, lo conoscono questo protocollo?

Ieri, in Napoli-Lecce, l’arbitro Giua di Olbia, nell’azione in cui Milik, tenta di superare i difensori del Lecce, è nettamente toccato in area e forse evidenzia un po’ la caduta.

Ma il replay parla chiaro, il calcio c’è. Perché l’arbitro richiamato da Abisso, non va? E duramente sostiene “decido io”? E’ il quindicesimo rigore non dato al Napoli. Aldilà della pessima stagione degli azzurri.

Alle 18, in Parma-Lazio, gara vinta dai biancocelesti per 0-1 al 90° l’arbitro Di Bello non vede la strattonata di Acerbi su Corneliusson. D’Aversa, infuriato: “Cosa c’è da commentare? E’ rigore. Se fosse andato a rivederlo al VAR avrebbe dovuto fischiarlo. E’ inutile che l’arbitro faccia il simpatico nell’intervallo”.

Dopo calciopoli, sta nascendo Varsopoli? E Nicchi, la settimana scorsa, disse che gli arbitri erano disgustati. E i tifosi che pagano? misteri del calcio italiano.