La Dea ricompatta il campionato; Milan campione d’inverno ma le altre si avvicinano

Ilicic sbanca San Siro ma l'Inter non passa ad Udine

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Zaza salva la prima di Nicola, Pellegrini la panchina di Fonseca

Sembrava cominciare davvero nel peggiore dei modi l’avventura di Nicola, chiamato dal presidente Cairo a salvare il Torino; l’arrembante Benevento di Inzaghi, grazie alla “doppietta” firmata Viola – Lapadula aveva messo una seria ipoteca sul risultato finale ma quando ormai non ci sperava quasi più, la formazione granata ha trovato il pareggio al 93’ con il redivivo Zaza, autore addirittura di due reti.

Stesso minuto, o quasi, quello decisivo per la Roma che allontana i fantasmi di una settimana terrificante grazie al gol vittoria di Pellegrini al 92’. Lo Spezia ha fatto il suo dovere fino alla fine ma per i giallorossi due tonfi clamorosi in quattro giorni, nello stesso stadio e con la stessa avversaria, sarebbero stati davvero troppi. Da sottolineare l’approccio molto positivo di Borja Mayoral che ritrova la via della rete smarrita in Coppa Italia. Ora che il gruppo appare ricompattato bisognerà capire come stanno davvero le cose all’interno, soprattutto tra il tecnico ed il capitano, il cui diplomatico forfait per infortunio non ha convinto proprio nessuno.

Il Milan crolla sotto i colpi del “Gasp” ma l’Inter non ne approfitta

Clamoroso successo dell’Atalanta al Meazza; i nerazzurri hanno dominato per lunghi tratti della gara lasciando al Milan soltanto le briciole e la consolazione di aver tagliato comunque per primo il traguardo del girone d’andata. Un titolo, quello d’inverno, soltanto platonico, ma spesso significativo e foriero di vittoria finale. Il derby di Coppa di martedì potrà già dire se il colpo sarà stato assorbito, od avrà lasciato un segno pericoloso.

Conte furioso ed espulso nel finale di Udine la dice lunga sul rammarico degli interisti per aver fallito l’aggancio in vetta al campionato. Al Friuli Gotti salva la panchina grazie ad una gara piena di sofferenza e tenacia; l’egoismo di Lautaro e l’imprecisione di Hakimi sotto porta hanno fatto il resto.

Juric affonda il Napoli; la Lazio fa poker contro il Sassuolo, la Samp espugna Parma

Continua l’altalena partenopea: dopo aver rifilato sei reti alla Fiorentina (che si riscatta superando il Crotone), gli azzurri cadono a Verona al cospetto di un Hellas sempre più convinto di poter puntare alla qualificazione in Europa. Juric, un tecnico pragmatico e senza fronzoli inutili, impartisce una severa lezione a Gattuso, tradito dai suoi proprio quando, con il vantaggio rapidissimo di Lozano, sembravano aver imboccato la direzione giusta.

Direzione che hanno decisamente preso il Genoa, salito a +4 sulla zona pericolo, e la Lazio, al quarto successo consecutivo in campionato. I capitolini hanno dovuto faticare non poco per domare i neroverdi, passati in vantaggio con Caputo dopo un buon avvio. Milinkovic ha dato il via alla rimonta, completata con merito dal solito, implacabile, Immobile. Ora i biancocelesti hanno agguantato il Napoli in classifica e la doppia trasferta di Bergamo con l’Atalanta, tra Coppa Italia e campionato, sa tanto di svolta decisiva per il futuro stagionale della squadra di Inzaghi.

Il pullman di Ranieri porta via tre punti  molto pesanti che inguaiano pesantemente il Parma, fermato a più riprese da legni e salvataggi nei pressi della linea bianca della porta avversaria. Sfortuna ed errori marchiani condannano i gialloblù ma la prestazione per gli uomini di D’Aversa è di buon auspicio per tentare di risalire la china.