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Lazio, adesso non bisogna commettere gli errori del passato

Udinese Lazio, risultato, tabellino e highlights

In casa Lazio nonostante l’ottimo momento in campionato si predica calma. Le ultime stagioni insegnano che per la Champions non si può abbassare la guardia

Quattro vittorie consecutive e terzo posto in classifica. Dati che la dicono lunga sulla continuità finalmente trovata dagli uomini di mister Simone Inzaghi, che ora non devono commettere l’errore di rilassarsi.

Gli ultimi campionati d’altronde sono eloquenti in tal senso. Quando la squadra sembrava aver acquisito quella giusta maturità per centrare la tanto sospirata qualificazione in Champions League, puntualmente è arrivato qualche fattore che alla fine ha fatto sfumare il sogno. Infortuni e mancanza di cattiveria nelle partite decisive, episodi arbitrali controversi, ma soprattutto quella consapevolezza di potercela fare, sono i fattori che hanno impedito all’aquila di tornare nell’Europa che conta.

Quest’anno però qualcosa sembra cambiato. Ottimo attacco (il secondo della Serie A) e difesa che seppur non ancora impenetrabile, è decisamente migliorata rispetto alle ultime due annate. Il surplus sono i goal di Immobile e Correa, che con 20 goal in due sono al momento la miglior coppia goal dei primi cinque campionati del Vecchio Continente.

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Inoltre la quasi certa eliminazione dall’Europa League (serve un autentico miracolo per passare il turno), nonostante sia un fallimento, deve diventare un ulteriore stimolo per far bene in campionato. Provare a tornare a calcare i campi internazionali dalla porta principale, diventa quasi un obbligo.

Non avere più il doppio impegno può, inoltre, aiutare a gestire meglio la rosa. In particolar modo, quegli elementi fondamentali un po’ più avanti con l’età (Parolo, Radu e Lulic su tutti), possono godere di maggior riposo tra un match e l’altro.

Ma a prescindere da tutti questi fattori, servirà grande determinazione. La concorrenza è foltissima e nessuno vuole perdere l’opportunità di sentire la famosa “musichetta”.

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