Lotta scudetto, la situazione dopo metà campionato

Corsa al tricolore, la lotta scudetto entra nel vivo

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Edin Dzeko ( ph: Fornelli/Keypress )

Gennaio non è un mese qualunque per il calcio italiano e per la Serie A. Gennaio è il giro di boa, il mese in cui si iniziano a tirare le somme e i primi bilanci. I pronostici si fanno più intensi, seri, affidabili. Gennaio è il mese in cui questa serie A ha già sancito una linea di demarcazione, una direzione, un potenziale vincitore tricolore. Al giro di boa l’evidenza è sotto gli occhi di tutti. L’Inter di Simone Inzaghi corre più del solito, corre più del Milan, del Napoli e dell’Atalanta. Corre più della Juventus, che pone una strenua resistenza in questo torneo 2021-22. Per farsi un’idea affidabile sull’evoluzione del campionato e per avere una visione più limpida del potenziale dei cinque club di vertice può essere utile dare ascolto alle valutazioni statistiche degli esperti, dando un’occhiata al confronto delle quote scudetto 2022 per comprendere le reali chance in gioco. Per il primo posto e non solo. Avvincente, ad esempio, è capire se la Juve o l’Atalanta saranno tra le prime quattro a fine campionato, se l’Inter riuscirà a mantenere la miglior difesa, se il Napoli sarà in grado di acciuffare una volta per tutte uno scudetto che manca dal 1990.

Intanto l’Inter di Simone Inzaghi ha preso a correre. Il potenziale del gruppo, almeno per questa serie A, è formidabile. Nonostante le cessioni di Hakimi e big Romero, Inzaghi è riuscito a dare un’anima nuova e stimoli intensi a tutta la squadra. De Vrij, Barella e Bastoni parlano del mister con aggettivi entusiastici: Inzaghi restituisce alla squadra fantasia e libertà, qualità nuove post Conte in cui regnava ordine e geometria. L’Inter è senza dubbio la squadra da battere. Inzaghi ha alzato il baricentro del gioco, domina le partite con il possesso pur lasciando inventiva all’estro dei suoi. Le rifinitura dell’azione coinvolge sistematicamente i braccetti come Skriniar e Bastoni che fraseggiano con esterni, mezzali o punte per guadagnare il fondo o l’area. Dalla sua, Inzaghi può contare sul dinamismo di Çalhanoğlu, l’ingranaggio turco che crea ordine a centrocampo con improvvise giocate da maestro, e su un possibile rinforzo in arrivo durante il calciomercato. Sotto lo stesso cielo della Madonnina, l’altro club di Milano, quello dei rossoneri di Ibra, tenta di stare al passo.

Così come ci provano il Napoli e la Dea. La Juventus di Allegri, più che ambire al tricolore, sembra chiamata a compiere uno sforzo inaudito per conquistare almeno la zona Champions. I bianconeri sono in crisi di identità, con giocatori sopra le righe tipo De Ligt, Dybala e Chiesa (definitivamente out dopo l’infortunio al crociato) e altri sotto la media tra cui Bentancur, Rabiot e Morata. Difficile il possesso palla a difesa schierata, evidenti i problemi di costruzione. Allegri deve lavorare sulle trame offensive e sperare nella difesa granitica dei baluardi Bonucci-Chiellini. Quasi impossibile scalfire le altre sfidanti: Milan, Napoli o Atalanta.

La Dea di Gasperini è tornata al calcio totale: è un’Atalanta rigida e meno fantasiosa eppure straordinariamente dirompente quando partecipa alla manovra con tutti i suoi effettivi. Una squadra che ha imparato ad avere pazienza e che può contare sulla solita potenza di fuoco degli avanti come Ilicic e Muriel, oltre che di tutti gli altri uomini di reparto pronti ad andare in rete proprio come il Total Voetbal degli olandesi anni ‘70. La Dea sembra essere sempre così vicina e tremendamente lontana dallo scudetto. Restiamo in attesa al giro di boa per vedere cosa succede. Milan e Napoli sono le vere sfidanti dell’Inter. I rossoneri di Pioli puntano alle idee di gioco verticali, al calcio offensivo e frenetico, all’intensità e alla fase difensiva modulata sul piano dell’attacco, con tanta aggressività in difesa per recuperare la sfera. Il Napoli di Spalletti ha mostrato le prime falle, specie con le piccole, ma il suo non è un blocco monolitico: sperimenta, esplora alternative in difesa, centrocampo e attacco. Nell’attesa del rientro di Osimhen. Nel complesso saranno loro a preoccupare per davvero l’Inter di Inzaghi.