Premio Cesarini, Fabrizio Castori (Salernitana): “Un allenatore senza società non va da nessuna parte”

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Salernitana protagonista al Premio Renato Cesarini 2021 con l’allenatore Fabrizio Castori. A Castori è stato assegnato ieri sera a Senigallia un prestigioso riconoscimento per la straordinaria stagione disputata l’anno scorso alla guida della Salernitana (ritorno in Serie A dopo 23 anni).  Nel corso della sua carriera Fabrizio Castori ha vinto ben dieci campionati ma ha ammesso, davanti alla ricca platea del Premio Cesarini, che alla base dei suoi successi non vi è nessun tipo di segreto. Sicuramente la Serie A conquistata al timone della Salernitana rappresenta una autentica impresa che rimarrà scolpita nella memoria di tutti. “Ringrazio gli organizzatori di questo premio che mi lusinga non poco. Riceverlo nella mia terra (Castori è nato nelle Marche, ndr) è motivo di ulteriore gratificazione. Un premio che va condiviso con la società nelle persone dei presidenti Lotito e e Mezzaroma, col direttore Fabiani e tutti i collaboratori e calciatori. Sono loro alla fine i veri protagonisti che vanno in campo…  Un ringraziamento sincero a tutti”. Fabrizio Castori non vuol sentir parlare di premio alla carriera, preferisce l’etichetta di ‘premio speciale’: ” Non credo sia un premio alla carriera perché non voglio smettere – sorride Fabrizio Castori davanti ai presenti, nel corso dell’evento seguito alla perfezione da tvArancia- Di solito i riconoscimenti alla carriera vanno dati quando uno smette… Che dire, fa sempre piacere essere premiato, il riconoscimento al lavoro è sempre motivo di soddisfazioni a prescindere dalla provenienza. Se ci sono segreti nel vincere 10 campionati? Assolutamente no, non ci sono segreti. Il segreto è un atto di presunzione che non mi appartiene; si vince con impegno, dedizione, volontà, con la squadra e con la società che mette a dispozione il materiale che un allenatore vuole. Un allenatore senza società non va da nessuna parte, è chiaro che lui ci deve mettere un po’ del suo e lavorare bene sulla squadra. Ma prima viene la società, poi il lavoro sul campo che è fondamentale. Ci deve essere in sostanza una sorta di sinergia positiva da parte di tutte le componenti, altrimenti non si va da nessuna parte”. A Fabrizio Castori, che sembra vedere molto bene la Roma in chiave scudetto (oltre alle solite Inter, Juventus…), è stato assegnato un riconoscimento anche dall’Università di Camerino. 

Ai talk-show del Premio Cesarini, tenutosi ieri sera a Senigallia e condotto da Luca Marchetti Sky, Sandro Sabatini Mediaset e Luigi Brecciaroli (Aranciatv che ha seguito e “guidato” in maniera eccezionale l’evento), hanno partecipato, tra gli altri, i presidenti Massimo Ferrero (Samp) e Fabrizio Corsi (Empoli), l’allenatore Fabrizio Castori, Enrico Varriale e Josè Altafini (Juventus, Milan e Napoli) e altri personaggi del mondo dello sport. Nell’edizione 2019 vinsero Cutrone, Caicedo e Cutrone a pari merito e furono assegnati prestigiosi riconoscimenti, fra gli altri, nel corso degli anni ad Arrigo Sacchi (Milan degli Immortali), Ariedo Braida, Fabrizio Ravanelli, Massimo Pulcinelli (patron Ascoli Calcio), Stefano Barigelli (Direttore Gazzetta dello Sport), Piercarlo Presutti (Caporedattore dell’Ansa Sport), Enrico Varriale (Rai), Andrea Balzanetti (Caporedattore quotidiano Corriere della Sera), Luca Marchetti (giornalista Sky Sport esperto calciomercato), Daniele Bartocci (miglior giornalista sportivo giovane), Xavier Jacobelli (Tuttosport) e Daniele Massaro (Milan). Il premio Renato Cesarini si assegna dal 2016: la prima edizione fu vinta da Eros Pisano (Hellas Verona), in seguito da Dybala, Zapata e Immobile (a pari merito), Barella (Cagliari, 2018),Ciofani (Frosinone) e nel 2020 a pari merito da Cutrone, Caicedo e Mertens.