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Qatar 2022, tra sorprese e conferme: ora è tutto nelle mani di Messi. E Dybala spera..

La "Joya" pronto ad insidiarsi in attacco

L’ESULTANZA DI PAULO DYBALA SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Mondiale, ora tocca all’Argentina smentire tutti

La prima giornata del mondiale più discusso e discutibile degli ultimi quarant’anni si chiude con il volo leggiadro dei verdeoro del bistrattato Tite su una Serbia meno valida di quanto previsto.
Gli uomini di Stojković recitano sui binari della monotonia, mancano di fantasia e spirito d’iniziativa, proprio le doti che il Brasile sprigiona nella ripresa, trovando in Richarlison lo splendido realizzatore dei propri sogni.
Detto dell’ingorda goleada spagnola che conferma gli iberici tra i possibili protagonisti assoluti del Campionato, non resta che menzionare il clamoroso capitombolo tedesco al cospetto della nazionale nipponica; un risultato simile non si registrava dai tempi di “Holly e Benji”. Notevoli i progressi tattici della Corea dei Kim e da registrare l’ennesimo record di Cristiano Ronaldo, il disoccupato più eccellente del mondo e da ieri primo calciatore a segnare in cinque edizioni dei Mondiali.
Nelle primissime partite due sono state a mio avviso le sorprese.
La prima naturalmente l‘inopinata ed inaspettata sconfitta dell’Argentina con l’Arabia Saudita.

Mondiale, Francia e Brasile le favorite?

Se Messi voleva emulare Maradona ha certamente iniziato dalla parte sbagliata ricalcando la sconfitta rimediata dall’albiceleste nella gara inaugurale dal Camerun a San Siro nel 1990. L’immenso Diego poi, arrampicandosi sugli specchi della sua grandezza, riuscì a condurre i suoi fino alla finale, collezionando gli scalpi di Italia e Brasile grazie alle sue magie e alle rapinose doti di Caniggia.

Vedremo se la “pulce” saprà fare almeno altrettanto. La seconda sorpresa è per me la Francia di Deschamps, soldatino di piombo mai domo.
Non tanto per aver spezzato le reni ad un’Australia piuttosto deficitaria, quanto per la facilità con la quale se ne è sbarazzata dopo i primi 15 minuti di apparente difficoltà. Azioni semplici quanto efficaci incarnate alla perfezione dal fenomeno Mbappé ma direi soprattutto dal più normale quanto mortifero dei centravanti, quel Giroud dato per vecchio già quattro anni orsono ed invece sempre comodamente adagiato sulla cresta dell’onda.

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