Samir Handanovič para, l’Inter ringrazia

18

Samir Handanovič para, l’Inter ringrazia

Minuto 87 di Inter-Barcellona: gol di Mauro Icardi e nerazzurri che agguantano i catalani passati in vantaggio quattro minuti prima con Malcom. Inter che consolida il secondo posto nel girone, con tre punti di vantaggio sul Tottenham ieri vittorioso contro il PSV Eindhoven.

Di primo acchito si potrebbe pensare che il capitano nerazzurro sia l’uomo in più di questa Champions League interista, avendo segnato tre importantissime reti nelle sue prime quattro partite in carriera nella manifestazione più importante d’Europa. Nulla da eccepire quindi su Icardi, anzi.

Eppure tra le fila della Beneamata c’è un giocatore di cui si parla davvero, sempre troppo poco quando invece è l’uomo in più della squadra. Ha il numero 1, arriva da Lubiana e da sette stagioni difende la porta dell’Inter, risultando sempre uno dei migliori: Samir Handanovič.

Il portiere sloveno dell’Inter sia ieri sia nel match di andata contro il Barça ha compiuto davvero dei miracoli sulle ripartenze e sulle occasioni dei blaugrana: ieri ha compiuto almeno otto parate decisive ed altrettante nel match del Nou Camp. Per non parlare del fatto che se l’Inter oggi ha subito solo sei reti in undici partite di campionato (miglior difesa del campionato), un certo merito lo ha anche lui, con buona pace del fatto che se il portiere è il migliore in campo qualcosa nella squadra non ha girato. E molti pensano che se l’Inter ieri non ha preso un’imbarcata lo deve solo ed esclusivamente al suo numero 1 e alla freddezza del suo numero 9 in area.

Samir Handanovič è una sorta di “Dorian Gray della porta”: ogni stagione che passa, invecchia ma para sempre più con efficacia. Un vero portento, tanto da essere uno dei migliori portieri della Serie A ed almeno tra i top 5 d’Europa.

La domanda da porsi è: perché si parla sempre poco di Samir Handanovič? Peccato, perché l’estremo difensore interista è molto efficace (vedasi tutte le parate contro il Barcellona, per esempio) e molto efficiente (molte volte ha una media voto più alta dei compagni di difesa) e fa la fortuna di chi lo ha al fantacalcio. Per non parlare del fatto che è un pararigori: detiene da otto stagioni, il record di penalty parati in una singolo campionato.

I top team europei si sono interessati a lui ed i nerazzurri, in molte occasioni, hanno vacillato non perché non avessero fiducia in lui, ma perché hanno ricevuto sempre offerte sontuose, decidendo sempre di proseguire con l’ex Nazionale sloveno.

Da oggi alla scadenza del suo contratto (fissato nel giugno 2021), come si dice a Milano, ghe temp e da qui alla fine siamo sicuri che la porta interista si gonfierà poco, perché avere in campo uno con le caratteristiche di Handanovic fa più che la differenza.

Cresciuto con il mito di Peter Schmeichel, Samir Handanovič a 34 anni, è il grande protagonista di questa Inter che in campionato sta risalendo la china partita dopo partita e che in Champions vuole andare il più avanti possibile. Magari arrivando a Madrid, città che il 22 maggio 2010 l’ha vista compiere l’Impresa.

Il percorso è ancora lungo e ci saranno da fare ancora tante parate, magari parare rigori e fare sempre un gol in più dell’avversario. Ma qua Samir Handanovič non c’entra: non deve fare gol lui, lui non deve prenderne.