San Siro trema: Vibrazioni e caduta calcinacci, che succede?

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San Siro, è sicuro?

San Siro trema ancora e tra i tifosi inizia a subentrare un po’ di paura. Dopo le oscillazioni della scorsa partita Inter-Atalanta, il caso ritorna poi durante la partita Inter-Juventus  quando i tifosi segnalano anche cadute di calcinacci da una colonna e una crepa  nel secondo anello della Curva Nord. I club Inter e Milan fanno giustamente sapere che la situazione è sotto controllo, la sicurezza è fondamentale e non c’è pericolo anche se ora stanno studiando come mettere in sicurezza anche in occasione dei concerti estivi.

L’inchiesta da parte del Quotidiano sportivo rivela nuovi particolari sulla situazione dello Stadio San Siro che i Club Inter e Milan vorrebbero presto cambiare anche se, non per queste problematiche. Ma per il nuovo impianto sportivo mancano ancora parecchi anni e i tifosi hanno iniziato a segnalare alcuni casi di caduta calcinacci dove portano preoccupazioni: le vibrazioni che partono dal terzo anello ma anche nel secondo quando i tifosi iniziano a saltare e queste vibrazioni vanno verso sui settori più bassi, la caduta di calcinacci con successivo intervento dei vigili del fuoco, le crepe in una balaustra e spettatori che, nel dubbio, preferiscono lasciare lo stadio in anticipo.

Il monitoraggio della situazione, fanno sapere le società, è continuo. Le vibrazioni sono giudicate fisiologiche anche se alcuni tifosi affermano di non averle mai notate prima (almeno di questa entità) e la chiusura del terzo anello – come nel caso di Inter-Juve – è dettato solo dai costi di gestione e non di sicurezza.

Infine, bisognerà capire se la stagione estiva dei concerti potrà in qualche modo influenzare la situazione: il mix tra salti del pubblico e decibel della musica verrà seguita con attenzione. Non a caso Gian Michele Calvi, ingegnere strutturista incaricato dal Comune di Milano di analizzare le vibrazioni in seguito a Inter-Atalanta, aveva anche abbozzato l’ipotesi che il fitto calendario di eventi potesse essere modificato in corso d’opera.