Silvia Maglio guarda al futuro: “I miei primi passi da agente di calciatrici”

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Silvia maglio

ESCLUSIVA – Intervista con Silvia Maglio 

Silvia Maglio si racconta in esclusiva per SportPaper. Piemontese, classe 1996, e con il sogno – pardon l’obiettivo – di diventare procuratrice sportiva. Gestire un calciatore o una calciatrice – per dare un calcio al genere e agli stereotipi – non è di certo cosa semplice ma l’esperienza sul rettangolo verde potrebbe esserle d’aiuto: “Sono stata giocatrice, ho iniziato nella squadra dell’oratorio per poi passare a soli 10 anni nel Torino. Da piccola ero l’unica femmina in mezzo a 40 bambini”. 

Una serie di infortuni mi ha indotto a smettere ma non ho mai voluto abbandonare il mondo del calcio e dello sport in generale. E quale ruolo migliore, che mi permettesse anche di poter sfruttare le esperienze, soprattutto in serie C, se non quello di procuratrice?” continua. 

Idee ben chiare 

Ci sarà il tempo per farsi le ossa, anzi quello è già iniziato, ma di ostacoli da superare saranno tanti. Il primo, forse il più difficile, è quello di affacciarsi in un mondo da sempre pensato “ad uso e consumo” del genere maschile. E, questo, Silvia Maglio lo sa bene. 

Il rischio più grosso è quello di avere poca credibilità ma devo essere sincera, ad oggi anche grazie alle persone che ho intorno e che mi supportano, non ho ancora incontrato nessuno che mi inducesse anche a solo a pensare di non potercela fare. Il calcio non conosce genere, è di tutti. 

Eppure ha già le idee ben chiare su cosa poter fare e come poter lavorare: “Soprattutto nel mondo del calcio femminile mancano persone competenti che capiscano le ragazze. Ci vogliono persone che si specializzino in questo settore perché in questo ambito si devono tenere presenti molti più aspetti rispetto al calcio maschile. Pensiamo solo al mancato status di professionista”. 

Le ragazze, magari conoscendo anche la sua esperienza personale, è probabile che da Silvia Maglio si aspettino qualcosa in più rispetto al “classico” agente esterno: “Sicuramente è così perché sanno che posso capirle meglio. Capire bisogni ed esigenze dettate anche da uno stato di incertezza sul futuro” spiega. 

Ma su una cosa non transige: “Serve rispetto reciproco e fiducia. Per me il bene della ragazza verrà sempre prima di tutto” poi, un po’ a sorpresa continua: “Può sembrare banale quello che ho detto ma ho conosciuto realtà in cui non è proprio così. Certamente anche le calciatrici devono dimostrare massimo impegno non solo in campo”. 

Prima esperienza 

Giovane ma con tanta voglia di fare, Silvia Maglio, ha già iniziato a collaborare con un’agenzia, la Music and Sport Production: “Sono stata contatta da Samuel Patellaro e abbiamo iniziato a chiacchierare e così gli ho detto che volevo diventare procuratrice. Lui e tutti gli altri della società mi stanno aiutando a conoscere questo mondo a 360° gradi. 

Ho già mosso i miei primi passi, ho portato alcune ragazze in agenzia e le sto seguendo” racconta ma il covid-19 anche qui gioca un brutto scherzo: “Purtroppo con la situazione sanitaria non permette di fare un granché. Adesso lavoriamo ‘solo’ sul far conoscere le nostre calciatrici”. 

Silvia Maglio però cerca di vedere il lato positivo anche in questa situazione difficile: “È vero che potrebbe esser visto come un momento controproducente perché proprio perché non si possono fare eventi o similari. Ma se si riesce a fare qualcosa ora dopo si può solo migliorare. Nel frattempo studio per poi poter dare l’esame e prendere questa qualifica a tutti gli effetti”.