Spalletti spegne il mercato dell’Inter: “Cancelo e Rafinha non si possono riscattare. E Icardi…”

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Luciano Spalletti spaventa i tifosi dell’Inter – Il tecnico toscano commenta le voci di mercato ed in parte spegne i sogni di gloria nerazzurri. Allontana Rafinha e Cancelo dal club nerazzurro e mette in dubbio il futuro di capitan Icardi.

Le parole di Spalletti come riportate da mediaset:

Quando ha capito che l’Inter sarebbe entrata in Champions?
“Il momento più bello l’ultima partita, il peggiore la sconfitta con la Juve, per come è maturata in quei pochi istanti. Il momento più brutto per me è stato quello che è accaduto alla famiglia Astori e sono vicino a loro”.
Si può colmare il gap con le prime tre della classifica. Ma come?
“Noi dobbiamo essere ambiziosi. Dobbiamo migliorare perché qui siamo arrivato e vogliamo starci. Ci stiamo bene. Ci sono cose da fare meglio e solo così ridurremo lo spazio con chi ci sta davanti. Abbiamo già fatto tanto. I numeri sono lì, a confermare la crescita della squadra. Ora siamo saliti sul pianerottolo superiore della scala, e bisogna lavorare bene, essere bravi. All’inizio abbiamo sbagliato qualcosa la scorsa estate, abbiamo illuso i nostri tifosi, c’è quel rumore lì che ci circonda e bisogna essere all’altezza. Non bisogna raccontare cose sbagliate come la scorsa estate, poi diventa tutto più difficile”.
Che tipo di mercato verrà fatto per affrontare la stagione?
“La società si è già mossa, e bene. Poi bisogna far tornare dei conti, per rispettare certi paletti. Il calcio è cambiato, col Var se ti danno un calcio di rigore si può tornare in dietro, prima no. Così ci sono regole da rispettare, la proprietà precedente aveva firmato un patto con l’Uefa e noi dobbiamo rispettarlo. Prima di fine mese noi dobbiamo fare tornare i conti e dunque risanare la società nei modi previsti, coi numeri a posto. Poi scatta la nuova stagione e si possono fare altre cose, ma prima occorre far bene quello che sta scritto nei patti con l’Uefa. E allora dico questo: in questo momento Cancelo e Rafinha non si possono riscattare. Poi vedremo in un secondo momento che cosa si potrà fare. Questa è la realtà. Poi, ripeto, vedremo cosa si potrà fare in seguito”.
Icardi deve restare a tutti i costi? Lei rinnoverà il contratto?
“Per quanto mi riguarda, ho un contratto ancora per una stagione e non mi sembra importante discutere la mia posizione, il contratto lo si costruisce giorno per giorno, gara dopo gara e a me non interessa avere lo stipendio assicurato. Se noi avessimo continuato a non vincere come è accaduto in inverno, il mio contratto non avrebbe avuto senso. Icardi? Dipende da cosa gli propone il mercato, non ha senso trattenere un giocatore controvoglia. So che non è il suo caso, a lui l’Inter piace e molto, ma non si possono negare esperienze diverse a un professionista”.
L’ultima partita contro la Lazio che cosa ha dato all’Inter del futuro?
“Ci ha dato la consapevolezza di aver vissuto una partita così, che è stata straordinaria per quello che sono stati il gioco, la tensione, l’emotività della squadra in campo e di chi sta in panchina. La Lazio ha fatto la sua partita, molto di comando, e noi siamo stati sempre lì, mai in balia, pronti a dare quello che avevamo dentro per vedere se anche loro cedevano. Questa è una forza che abbiamo dentro ed è quello che rimane, quello che resta fondamentale per la prossima stagione. Quel finale di partita fantastico contro la Lazio deve essere il nostro riscaldamento delle partite del futuro. Avete visto Ranocchia come è entrato all’Olimpico? Fino a quando resterò io all’Inter, Ranocchia deve restare qui, accanto a me, lui è la coscienza per gli altri nello spogliatoio. Con lui ci si confronta, ed è dura quando lo fa. Lui è bello, massiccio, puro dell’Inter al cento per cento”.
Un anno dopo, la scorsa estate di mercato cos’è stata?
“Mi hanno fatto dei nomi, poi mi hanno messo a disposizione altro. Si è detto facciamo un mercato, e se ne è fatto un altro. Si sono dati via otto giocatori, se ne sono presi sei. Si è fatta confusione, si è ragionato male. E a un certo punto stop, non si fa quello che si è detto. E allora io potevo dire: allora cambiamo gli obiettivi, niente Champions League. Poi niente, sono andato dritto lo stesso per la mia strada, ma quello che mi avevano prospettato non si è fatto, e i giornalisti dicevano a scrivevano di nomi che qualcuno gli suggeriva e che non si potevano prendere. Che mercato è stato?”.