Superlega, De Zerbi è furioso: “Non giocherei contro il Milan”

Superlega. De Zerbi: "Superlega colpo di stato! Col Milan non giocherei" Il tecnico del Sassuolo è furioso.

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De Zerbi

Superlega, De Zerbi è furioso

Il tecnico del Sassuolo è furioso con la Superlega. Alla vigilia del match contro il Milan, in conferenza stampa, l’allenatore non si nasconde ed è un fiume in piena contro il progetto appena nato e al quale hanno aderito tre società di Serie A: Inter, Juventus e Milan.

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Superlega, le dichiarazioni di De Zerbi

De Zerbi: “Superlega? Sono molto toccato, e arrabbiato, per questa cosa tanto che ieri con la squadra ne abbiamo parlato per mezz’ora. Questo equivale ad un colpo di stato nel calcio, sia nei contenuti che nelle modalità. Nei contenuti perché il calcio è di tutti ed è meritocratico, nelle modalità perché si poteva fare alla luce del sole invece dei comunicati congiunti a mezzanotte“.

Il tecnico del Sassuolo, continua: È un comportamento che va a ledere un diritto che non è solo circoscritto al calcio, il diritto che il più debole possa farsi strada, come se non potesse sognare un futuro più bello di quello che dice la sua provenienza, come se un figlio di un operaio non possa sognare di fare il chirurgo, l’avvocato, il dottore. E’ una cosa che mi urta i nervi. E’ come se mi avessero detto, ai tempi dell’oratorio, il pallone è mio, l’ho portato io e gioco io. E’ finito il tempo dell’oratorio. Io credo che il calcio abbia un ruolo sociale diverso dagli altri sport, è così per l’Italia e l’Europa, giusto o non giusto che sia”.

Superlega, domani Milan-Sassuolo, De Zerbi non ha piacere di giocare

Domani torna la Serie A e il Sassuolo dovrà giocare contro il Milan, club che appartiene alla Superlega, De Zerbi ha affermato: “Credo sia arrivato il momento anche di esporsi. Io domani non avrei piacere a giocare la partita perché il Milan fa parte di queste tre squadre e l’ho detto ai giocatori e a Carnevali. Se Carnevali mi obbligherà ad andare chiaramente ci vado. Ma sono rimasto male. Sono arrabbiato perché il calcio mi ha dato da mangiare per 40 anni e anche io al calcio ho dato tutto e non la metto come questione lavorativa, va oltre al lavoro e allo stipendio, ma proprio nella sfera dei valori, dei sentimenti, delle rivalità calcistiche italiane sulle quali si sono giocate tante partite, si sono scritte tante pagine. Così non mi piace e quindi cerco di combatterlo secondo i valori che i miei mi hanno trasferito e non abbassando la testa o facendo finta di niente, anche se potrebbe andare contro, in futuro, qualche mio interesse. Però è giusto che noi del calcio, così come hanno fatto Klopp, Bruno Fernandes, i tifosi del Liverpool, del City, ci si esponga. Questa è una pagina triste, grave, pesante, che può andare a rovinare il mondo che io amo e che ho amato e per il quale mi sono speso in tutto e per tutto“.