Tagliente: “La lotta alimenta la propensione a mettersi continuamente alla prova”

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Un Liceo ospita la presentazione del Libro sul lottatore Luciano Ortelli

Al Liceo Scientifico dell’I.I.S.S. Augusto Righi di Taranto si è conclusa la presentazione del romanzo di Rossana Carturan “Conosco una sola lotta” su Luciano Ortelli, campione olimpionico di lotta libera ed attualmente responsabile nazionale OPES di lotta e grappling.

“Conosco una sola lotta” è il titolo della storia, scritta sotto forma di biografia, che ripercorre le tappe principali della vita e della carriera dell’atleta. Luciano Ortelli si è inizialmente dedicato al judo, per poi passare alla lotta libera, disciplina nella quale è stato autentico protagonista a livello nazionale con 11 titoli conquistati, partecipando anche all’Olimpiade di Los Angeles nel 1984. Napoletano di origini, è ancora oggi molto attivo. Per molti anni ha indossato la maglia cremisi nel Gruppo Sportivo Fiamme Oro. La scrittrice Rossana Carturan ha seguito per due anni il maestro Ortelli e per raccogliere il materiale utile alla stesura dell’opera. Ha iniziato a seguire tutte le gare di Luciano, appassionandosi a tal punto da essere diventata presidente di giuria delle gare di lotta nazionali”.

Nel romanzo, lo sport diventa protagonista della vita di Luciano. La Carturan dà grande risalto anche alla figura della madre di Luciano, che da sola, con le precarie condizioni economiche in cui ha vissuto è riuscita a trasmettere ai 5 figli valori importanti per la vita e per la carriera. Alla presentazione del libro su Ortelli sono intervenuti anche Raffaele Patrono, Tonino Naio e il prefetto Francesco Tagliente, tre campioni tarantini veterani di lotta che hanno iniziato ad allenarsi insieme nella palestra dei Vigili del Fuoco di Taranto per poi ritrovarsi a lottare con la maglia cremisi nel Gruppo Sportivo Fiamme Oro e a difendere sempre insieme i colori della Nazionale italiana. Abbiamo raggiunto il prefetto Francesco Tagliente per sapere come lo sport ha influito sul suo percorso professionale e chi sono i suoi compagni di viaggio tarantini. Ecco cosa ci ha risposto. “Le discipline sportive individuali da combattimento hanno, come comune denominatore dei valori, la capacità di educare al sacrificio, al rispetto ed alla responsabilità. La loro potenzialità ad essere educative e formative e, per alcuni contesti addirittura, auto-educative”. La lotta olimpica in particolare ha la potenzialità di far acquisire maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità e abilità. Ha la potenzialità di alimentare una forte motivazione intrinseca rafforzando l’autostima, la sicurezza e la propensione individuale a mettersi continuamente alla prova”.

Tagliente, un poliziotto che ha salito tutti i gradini della gerarchia fino a Questore e rappresentante del Governo sul territorio, è rimasto sempre legato allo sport e ai suoi vecchi compagni di “materassina” che li ricorda così. La storia sportiva di Tonino Naio inizia nel 1963 nella palestra del compianto Emanuele De Bartolomeo. Iniziano con lui le prime affermazioni in campo regionale e nazionale. Passa successivamente al G.S. dei Vigili Fuoco Martinelli di Taranto dove si evidenzia in campo nazionale. Successivamente va nella grande scuola del G.S. Fiamme Oro di Roma. Qui si perfeziona conquistando titoli Nazionali, rappresenta poi l’Italia con la maglia Azzurra in tornei Internazionali. Analoga la storia sportiva di Raffaele Patrono. Quando, nel 1962, inizia a frequentare la palestra dei Vigili del Fuoco di Taranto, trova nella lotta il suo sport ideale. Dopo un breve periodo di addestramento partecipa ai campionati regionali vincendone il titolo. Così di successo in successo fu preso dalla passione per questo sport. Successivamente fu chiamato a prestare il servizio militare in marina a Roma. La fortuna volle che si aggregasse al Gruppo Sportivo Fiamme Oro, avendo così l’opportunità di allenarsi con atleti di livello nazionale e internazionale, ciò gli diede la possibilità di ricevere un bagaglio di esperienze, che nel momento in cui tornava in licenza nella sua città riusciva a trasferirla ai ragazzi che frequentavano la palestra dei Vigili del fuoco. Poco alla volta i risultati conseguiti dai ragazzi furono così lusinghieri, tanto da mettersi in evidenza. Dopo il congedo dalla Marina, si arruola nella Pubblica Sicurezza facendo parte del gruppo sportivo Fiamme Oro di Roma, dove riuscì a conquistare la maglia azzurra e alcuni titoli , che gli diedero la possibilità di poter far parte come probabile olimpico nel 1968. Purtroppo per motivi di salute (infortunio al ginocchio destro) dopo un breve periodo di allenatore ha dovuto con molto rammarico chiudere così la sua carriera sportiva.