Tutto in un giorno: 7 giugno 1964, quando si decisero scudetto e terza retrocessa in B

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La stagione 1963-64 fu un unicum nella storia del calcio italiano. Perché se è vero che il pallone di casa nostra ha raccontato storie di spareggi per non retrocedere o per andare in Europa, mai era capitato (e mai capiterà dopo) che, nella stessa giornata, si decidesse la squadra campione d’Italia e l’ultima destinata a scivolare in serie B. Il 7 giugno 1964 i due stadi italiani più importanti ospitarono rispettivamente, l’Olimpico di Roma la sfida per il tricolore tra Inter e Bologna, mentre a San Siro Sampdoria e Modena giocarono per non affogare nella cadetteria. La corsa scudetto era stata ricca di colpi di scena: il Bologna costruito da Fuffo Bernardini era una squadra che giocava davvero alla grande, “come fanno in Paradiso” e i rossoblù avevano saputo già dalla 17ma giornata di campionato, issarsi in vetta alla classifica. Gente come Bulgarelli, Nielsen, Pascutti, Fogli, Haller, Perani volavano e l’Inter campione in carica inseguiva, con la testa anche a quella Coppa dei Campioni che voleva a tutti i costi per “avvicinare” i cugini del Milan nel palmares europeo. E “la Coppa dalle grandi orecchie” arriverà davvero, a Vienna, contro il Real Madrid, giusto 11 giorni prima del match decisivo contro gli emiliani. Un epilogo di stagione al cardiopalma, che rischiò però, di saltare per via dello scandalo doping che coinvolse alcuni giocatori del Bologna dopo la partita contro il Torino: i rossoblù vennero dapprima penalizzati di tre punti, poi la giustizia sportiva li restituì al club del Presidente Dall’Ara. Il numero uno bolognese, lo scudetto, non lo vedrà mai: un infarto lo stroncherà a pochi giorni dalla sfida decisiva dell’Olimpico. Gara giocata sotto la canicola e Bernardini che “frega” il mago Herrera, piazzando il terzino Capra a centrocampo frenando così le discese di Facchetti, il quale finisce anche per deviare la punizione mortifera di Romano Fogli, primo squillo di un Bologna che, con Harald Nielsen, chiuderà la partita regalando ai propri tifosi il settimo scudetto. A San Siro, invece, Sampdoria e Modena si giocano la serie A: i blucerchiati all’ultima giornata hanno perso a Torino contro i granata facendosi acciuffare dagli emiliani che hanno pareggiato 0-0 con il Messina (siciliani in salvo con questo punto). In uno stadio per larga parte blucerchiato, la squadra di Ernst Ocwirk “il genio del Prater”, con gente come Vincenzi, Morini, Frustalupi, Bernasconi batte in modo netto i modenesi del fresco ex Sergio Brighenti: finisce 2-0 e le reti sono di due giocatori che hanno lasciato un segno nel calcio italiano, ovvero il povero Paolone Barison e Giancarlo Salvi, che diventerà capitano della Samp e poi socio in campo e in affari di Paolo Rossi a Vicenza. Il 7 giugno 1964 resterà, dunque, a suo modo, negli annali del calcio italiano: chissà se mai ricapiterà nella stessa stagione uno spareggio scudetto e uno per non retrocedere. Ma di certo, vista l’aria che tira con le tv, le sfide decisive non si potrebbero mai e poi mai disputare nella stessa giornata.