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Champions League: Mission to Cardiff

Champions League Final Eight

IL PROSSIMO 14 FEBBRAIO, SCATTA LA SECONDA FASE DELLA CHAMPIONS 2017, QUELLA PIU’ ATTESA. E’ UN DENTRO/FUORI FRA I SOLITI TOP TEAM , CHE MIRANO AL “MILLENIUM” DI CARDIFF PER GIOCARSI IL TRONO D’EUROPA

Scatterà la notte di San Valentino, a Lisbona e Parigi, la fase clou del trofeo che decreterà chi succederà al Real Madrid sullo scranno più alto del calcio europeo. Anche se dubitiamo che le “merengues” molleranno la presa, alla luce di quanto fatto vedere in questa prima parte di stagione. Mentre si giocano il titolo mondiale per club, sono andati in scena i sorteggi, lunedì scorso, nella solita ovattata sede di Nyon. E c’è da dire che, nomi alla mano, da lì non si scappa, perchè saranno le solite protagoniste a dare la caccia alla coppa dalle grandi orecchie.

Analizziamo in dettaglio le otto sfide che compongono il tabellone degli ottavi di finale:
1. BENFICA – BORUSSIA DORTMUND – Le “aquile” di Rui Vitoria le abbiamo già visionate contro il Napoli, soccombendo ai partenopei in entrambe le occasioni. Nella gara di ritorno mancavano elementi come Horta, Jonas e Grimaldo, ma la sostanza non cambia. Tecnicamente non vale il miglior Borussia, che con Thomas Tuchel sta proseguendo il meraviglioso lavoro svolto da Jurgen Klopp, con il “Gegenpressing” che valorizza alla grande le qualità dei suoi interpreti. Il pieno recupero di Reus, strepitoso nelle ultime uscite, rappresenta sicuramente un fattore chiave nell’ interpretazione della partita da parte dei gialloneri. Il calcio dei borussiani lo conosce a menadito, e si sta riscoprendo trascinatore, nettamente più convincente di quel Mario Gotze che pare essersi arenato nella notte di Rio, due anni fa. Le recenti dichiarazioni di Aubameyang su un suo interesse per il Real potrebbero fungere da detonatore per una piazza che ci mette niente a infuocarsi.

2. PSG – BARCELLONA – Sulla carta, il Barça parte favorito, poche storie. Il PSG si trova nella Ligue 1 insolitamente a ricoprire il ruolo di inseguitore di un Nizza assolutamente sorprendente. Lo spogliatoio digerisce a malapena i metodi di Emery, troppo attaccato alla lavagna rispetto al “liberista” Blanc. Cavani si è deciso però a recitare il ruolo di bomber illegale che aveva a Napoli, e pare inarrestabile. Ma il Barcellona difficilmente fallisce il bersaglio per due volte di fila. Messi, più numero 10 autentico che “falso nueve”, continua a dispensare giocate da leggenda, anche se le incognite su un gruppo che comincia a essere davvero logoro restano. Il PSG deve giocarsela sul ritmo e sull’atletismo superiore dei suoi elementi.

3. REAL MADRID – NAPOLI – L’aveva promesso De Laurentiis, all’inizio della sua avventura come presidente, che un giorno avrebbe portato il Real al San Paolo. Poche chiacchiere, i “blancos” continuano a rappresentare il top del calcio mondiale, il massimo raggiungibile, la chimera fatta squadra. Ovvio che i ragazzi di Zidane partano favoriti, con un Cristiano Ronaldo fresco di Pallone d’Oro per la quarta volta e galvanizzato a mille, dopo un inizio sofferto. Arrivare al ritorno con qualche prospettiva di giocarsela sarebbe già un risultato strepitoso, l’importante è non farsi cogliere dal “miedo escenico”, Sarri in primis.

4. BAYERN – ARSENAL – E’ la sfida più intrigante, quella che probabilmente potrebbe garantire maggior spettacolo. Il Bayern, stuzzicato dall’RB Lipsia in Bundesliga, è apparso fortemente irritato per lesa maestà. In Europa ha dovuto cedere il primato del girone all’Atletico, e non succedeva da parecchio che i bavaresi approdassero agli ottavi come secondi. Ancelotti pare avere ripreso la rotta dopo qualche patema, si spera che anche alcuni elementi facciano altrettanto, Muller in testa. L’abitudine a dominare sviluppa una forma di arroganza da cui è difficile disintossicarsi. L’Arsenal, col suo calcio glamour, potrebbe seriamente metterlo in difficoltà. Con un Sanchez così devastante sognare non è proibito. Battere i bavaresi potrebbe fungere da candidatura ufficiale per la vittoria finale. L’importante è non montarsi la testa, la sconfitta di Goodison Park contro l’Everton insegni.

5. MAN CITY – MONACO – Sulla carta, sorteggio favorevole per i Citizens del Pep. Che, nelle ultime giornate di campionato, ha visto il suo verbo rigettato sul campo. I problemi di una rosa incompleta sono emersi alla grande, dopo l’inizio shock di 9 vittorie in altrettanti impegni, fra Premier e Champions. La vittoria col Barcellona è stata illusoria, da quella gara sono venute fuori le magagne difensive di un reparto oggettivamente inadeguato a questi livelli. In più il calcio del Pep necessita, una volta inglobato, di accurata digestione. Il rischio è il crash per eccesso di informazioni. Con Chelsea e Leicester lo si è visto alla grande. Il Monaco di Jardim costituisce un’insidia, a patto che esca con un buon risultato dall’Etihad.

6. LEVERKUSEN – ATLETICO – La batosta del “Madrigal” contro il Villareal ha messo la parola fine al progetto campionato. Con la Champions però, il “Cholo” ha un conto in sospeso, anzi due. Canalizzando la propria “garra” in questa competizione, i “colchoneros” potrebbero mantenere il loro status di top team, ampiamente meritato dopo i risultati straordinari degli ultimi anni. Sarebbe un regalo d’addio da consegnare agli annali per un tecnico che ha riscritto la storia del club a suon di vittorie, ottenute senza lavagne e trame suadenti. Ma con fredda sostanza e personalità. Il Bayer, che ha fatto fuori il Tottenham, tecnicamente non gli è inferiore, e in Europa ha dimostrato di offrire al pubblico il suo lato migliore.

7. PORTO – JUVENTUS – Tutti a tirare un sospiro di sollievo nei dintorni di Vinovo. Ma, attenzione, perchè le insidie sono dietro l’angolo. I bianconeri lo sanno bene, prendendo esempio dalla scellerata conduzione di gara della Roma contro i “dragoes”, nel preliminare di agosto. Se la Juve scende in campo concentrata, oggettivamente non c’è partita.

8. SIVIGLIA – LEICESTER – Le “Foxes”, primattrici nel girone tecnicamente più scadente della prima fase, hanno mostrato il meglio di loro proprio in Champions, dove le motivazioni sono a mille. Il problema però di presentarsi all’appuntamento di Febbraio con una classifica in Premier deficitaria preoccupa non poco Ranieri. Giocarsela in Europa e sia quel che sia, oppure risparmiare preziose energie per il campionato? Dubbio amletico. Intanto il Siviglia, terzo incomodo nella Liga, gongola, sapendo che dopo i successi in Euroleague, anche in Champions potrebbero recitare un ruolo di primo livello. Sampaoli è un mostro di tattica, ma con Ranieri dovrà dare il meglio di sè. E i tecnici italiani ha già dimostrato di digerirli poco.

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