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Atletico Madrid in finale, il Chelsea di Mourinho si arrende (1-3)

mourinho

L’Atletico Madrid vince e conquista, dopo quarant’anni l’accesso alla finale di Champions. Grande partita e vittoria strameritata per gli uomini di Simeone, che allo Stampford Bridge battono con un pesante 1-3 il Chelsea di Jose Mourinho. A Londra la gara inizia però appannaggio dei blues, i padroni di casa infatti iniziano la sfida nel migliore dei modi, aggredendo gli spazi e schiacciando gli avversari nella propria metà campo. Il Chelsea gioca bene e, alla mezz’ora passa in vantaggio. A realizzare il gol del momentaneo 1-0 è l’ex per eccellenza, Fernando Torres, che è bravissimo a raccogliere un pallone in area e con una gran botta insaccare alle spalle di Courtois. L’Atletico però dal gol subito si risveglia, inizia subito a reagire e dopo soli cinque minuti ristabilisce le parità. È la prima vera occasione per gli spagnoli e non la sbagliano, Juanfran la mette al centro, Lopez si fa trovare pronto sul secondo palo e con una conclusione coraggiosa siglai il gol del 1-1.

Nella ripresa L’Atletico Madrid sembra un’altra squadra, Arda Turna dopo pochi minuti impegna Shwarzer, e qualche minuto più tardi è la volta Diego Costa ad essere pericoloso. I londinesi soffrono, e al 60′ l’episodio che cambia la storia del match. Eto’o, entrato da poco atterra Diego Costa in area irregolarmente, per Rizzoli non ci sono dubbi, rigore. Dal dischetto va proprio Costa e porta in vantaggio i suoi, 1-2. I blues reagiscono immediatamente con Luiz, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo, di testa, colpisce il palo, ma al 72′ Arda Turan chiude i conti con un piatto sinistro su cui l’estremo difensore australiano non può nulla. Termina così, apoteosi per i biancorossi, che raggiungono così i cugini del Real, in quella che si prospetta una finale di Champions League storica.

Lazio, obiettivo Europa League. Si scalda il mercato…

La Lazio si sta preparando per la prossima sfida contro l’Hellas Verona. Quella di domenica, ha l’aria di essere un vero e proprio spareggio per l’Europa League e Reja non vuole sbagliare. La sua Lazio, quasi perfetta in trasferta, deve ritrovare la vittoria anche tra le mura amiche dell’Olimpico, e domenica deve essere il giorno giusto, per staccare gli scaligeri in classifica,e continuare a sognare l’Europa. Nell’allenamento di oggi il tecnico friulano può sorridere, sono praticamente tornati tutti a disposizione i suoi uomini migliori, pronti a scendere in campo contro i gialloblu. Konko, Dias e soprattutto Klose, si sono allenati con il resto dei compagni, e sembrano aver risolto in maniera definitiva i problemi finisci che tanto avevano fatto preoccupare i biancocelesti. Assenti questa mattina a Formello, Berisha e Mauri, ma dall’infermeria fanno sapere che è solo per precauzione, anche loro saranno a pronti per il prossimo match.

La Lazio deve vincere, deve continuare a sperare, l’ingresso in Europa è un tassello troppo importante da cui ripartire. Il prossimo anno, c’è da rifondare una squadra, che in questa stagione ha avuto troppi problemi. Uno dei reparti, che più di ogni altro, è stato spesso messo in discussione è la difesa. La retroguardia biancoceleste è mancata, per troppe volte, all’appello, da qui bisogno ripartire. Il primo nome, che piace a Lotito e Tare, è quello di Ogbonna. Il difensore non ha trovato molto spazio alla Juventus e potrebbe accettare l’offerta dei biancocelesti. La trattativa non è ancora neanche iniziata, ma rumors di mercato parlano di buone possibilità. Il secondo nome è quello di Astori, anche qui, non c’è ancora nulla, ma la Lazio ha intenzione di fare le cose in grande, di prendere uomini d’esperienza e magari affiancargli qualche giovane talento.

La Roma pensa al mercato. Prosegue il botta e risposta Conte-Garcia

In casa Roma continua a tenere banco la polemica sull’asse Garcia/Conte. I due tecnici, dopo le dichiarazioni degli ultimi giorni, stanno lasciano il campo a dirigenti, giocatori e addetti ai lavori. Insomma, chiunque, dice la sua sulla querelle, chiunque si schiera con l’uno o con l’altro. A campionato ormai, virtualmente finito, sembra impossibile, o meglio impensabile, avvicinarsi a Roma-Juventus senza nessun tipo di polemica, senza alcun veleno, l’Italia pallonara non può farne a meno. Dal campo, perché infondo questo è ancora e per fortuna uno sport, per molti lo sport più bello del mondo, i giallorossi continuano il proprio lavoro come se niente fosse. Questa mattina la squadra si è allenata sui campi di Trigoria e mentre i giocatori provavano gli ultimi movimenti in vista della prossima sfida, quella di Catania, negli uffici Walter Sabatini è alle prese con il mercato che sarà.

Dalla Germania, notizia di poche ore fa, fanno sapere di essere molto interessati a Mattia Destro. A richiederlo è il Borussia Dortmund, che avrebbe puntato anche Immobile. Il giovane attaccante ex Siena, però, non è intenzionato a lasciare la capitale, questa stagione per lui è iniziata con troppo ritardo, e ha tutta l’intenzione di non cambiare maglietta, Destro vuole dimostrare tutto il suo valore con Garcia, in Italia ma anche e soprattutto in Champions. Anche Benatia, spesso accostato ai più grandi club del vecchio continente, non sembra avere alcuna voglia di lasciare Roma, il difensore ha infatti dichiarato: “Sto bene qui a Roma, voglio continuare a giocare qui e a far bene. Il prossimo anno sarà importante dare continuità a quanto fatto in questa stagione, sia in serie A che in Europa. Abbiamo un grande gruppo, ci dispiace non aver vinto niente, ma è il punto di partenza per quella che sarà una grande Roma. Dimostreremo a tutti che siamo una grande squadra”.

Toto-panchina Milan, corsa a tre: Inzaghi, Donadoni o Spalletti

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L’orologio scorre lento ed inesorabile. Il tempo per Clarence Seedorf sulla panchina del Milan sta per terminare. La data in cui il matrimonio tra l’allenatore olandese e i rossoneri avrà fine è il 18 maggio 2014, giorno di Milan-Sassuolo che scriverà la parola fine ad una delle stagioni più tribolate della storia milanista.

Ancora tre partite dunque e poi sarà di nuovo rivoluzione, con l’ex numero 10 rossonero che dopo essere sbarcato dal Brasile appendendo le scarpette al chiodo si trova di fronte ad un clamoroso addio, dovuto non alle prestazioni in campo ma alla gestione del gruppo e ad un feeling mai sbocciato con gran parte dello spogliatoio. Con Seedorf ai saluti sarà corsa a tre per la panchina rossonera, con Filippo Inzaghi candidato numero 1 alla sostituzione dell’olandese. Ma non c’è solo Superpippo sulla lista dei papabili, visto che il Milan sta valutando anche le ipotesi Donadoni e Spalletti. La candidatura del tecnico del Parma non ha lo stesso appeal di Inzaghi, ma può contare sui risultati ottenuti negli ultimi anni alla guida dei ducali mentre il tecnico ex Zenit piace ma ha uno stipendio troppo alto per le casse rossonere. Insomma ancora qualche mese e poi scopriremo chi sarà l’allenatore del Milan per la prossima stagione. Inzaghi è favorito, ma occhio a possibili sorprese dell’ultimo minuto.

 

Moratti: “Prevedo un grande derby. Celebreremo il triplete”

A qualche giorno dalla stracittadina di Milano Massimo Moratti prende la parola e parla a ruota libera dell’Inter attuale e di quella che verrà: “Il Milan è in crescita, Seedorf mi sembra che abbia fatto un buon lavoro. L’Inter sta giocando bene, lo si è visto nelle ultime tre partite. Io credo che sarà un bellissimo derby, importante per tutte e due le squadre. Stiamo lavorando per migliorare la squadra, cercando giocatori per colmare le lacune che si pensava fossero state colmate la scorsa estate. Succede sempre, con le squadre. Dal punto di vista societario, prima c’era una figura, una famiglia che garantiva per tutto. Ora è l’Inter a garantire se stessa, una società e una struttura assieme che guardano al domani”.

Moratti ha anche parlato di capitan Zanetti, destinato a diventare dirigente al termine della stagione: “Zanetti è un campione molto stimato che ha fatto la storia sportiva del club. C’è tutto il tempo per valutare cosa è stato e cosa sarà per lui un nuovo ruolo. Organizzeremo una partita speciale che sarà giocata con tutti gli eroi del triplete in campo, per celebrare un evento unico, fin qui, nella storia del calcio italiano”.