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Tour de France, tappa 4 Mondorf-Vittel, diretta tv e info streaming

Tour de France, tappa 4

Oggi martedì 4 luglio, il Tour de France andrà in scena con la tappa numero 4, la Mondorf-Vittel. Si tratta di un percorso di 207,5 km, abbastanza lineare e piatto dal finale interessante, con lo sprint che verrà coinvolti sicuramente gli specialisti come Mark Cavendish, Marcel Kitte, Peter Sagan, Alexander Kristoff, Sonny Colbrelli ecc.

La partenza della quarta tappa è prevista per le ore 12.20, mentre l’arrivo per le ore 17.10. L’Italia in questo Tour sogna in grande col corridore sardo Fabio Aru. Per lui al momento si tratta di una prestazione positiva, ma le sue caratteristiche verranno esaltate nella giornata di domani, quando ci sarà il primo arrivo in salita, in un Tour de France che sta regalando grandi emozioni in queste prime giornate.

Tour de France, diretta tv e info streaming

Il Tour de France entra nel vivo giorno dopo giorno. Oggi, martedì 4 luglio è in programma la tappa numero 4, Mondorf-Vittel. Per tutti gli appassionati di ciclismo e i tifosi delle rispettive squadra sarà possibile seguire l’evento in diretta tv. Infatti, la quarta tappa sarà trasmessa in diretta sia da RaiSport sia da Rai 3. A disposizione degli utenti anche il servizio streaming, collegandosi al sito Raiplay.it Ricordiamo che l’evento è trasmesso anche in paytv da Eurosport.

Federico Bernardeschi vuole solo la Juventus

Renato Sanches

Calciomercato Juventus, la situazione di Bernardeschi

Come recita il sito esperto in vicende Bianconere, TuttoJuve, richiamando l’edizione odierna del Corriere della Sera cronaca di Firenze, Federico Bernardeschi ha deciso il suo futuro e oggi lo comunicherà ufficialmente alla Fiorentina. E il suo futuro ha solo due colori il Bianco e il Nero.

Nella giornata di oggi, infatti, il suo procuratore Beppe Bozzo avrà un incontro ufficiale con il Direttore Sportivo della Viola Pantaleo Corvino durante il quale chiederà ufficialmente la cessione del suo assistito.

La volontà di Federico Bernardeschi è chiara vuole ripercorrere 27 anni dopo il percorso del suo idolo Roberto Baggio e per farlo ha in animo una road map molto chiara, non rinnovare l’accordo con la società toscana, scadenza 2019 e, convinto dell’accordo raggiunto per il suo ingaggio con la Juventus, portare a Firenze l’offerta ufficiale di Giuseppa Marotta.

Federico Bernardeschi alla Juventus i dettagli

La Fiorentina dal canto suo nonostante le dichiarazioni di incedibilità e il baillame societario ha già fissato il prezzo, chiederà almeno 50 milioni di euro, sperando che si scateni un’asta con Inter e Manchester United.

Ma la volontà del giovane di Carrara sarà decisiva, vuole la Juventus e la Juventus avrà. I Bianconeri dal canto loro vorrebbe inserire nella trattativa Sturaro e Rincon, giocatori cercati dalla Fiorentina e stimati da Corvino, ma a Firenze sono orientati a fare cassa con Bernardeschi per poi intavolare altre trattative.

Donnarumma-Milan, avanti insieme

Donnarumma rinnova

Dopo tanta attesa, finalmente, Gigio Donnarumma ha trovato l’accordo con il Milan. Il portiere classe ’99 ha firmato un contratto di 5 anni per 6 milioni di euro netti a stagione. Ma c’è di più. Sbarcherà in rossonero anche il fratello Antonio, portiere anche lui, con uno stipendio da 1 milione di euro a stagione. Ma non è finita qui. Nel contratto non mancano le clausole rescissorie: 50 milioni se il Milan non approderà in Champions League, 100 milioni se arriverà la qualificazione. A quanto pare, Gigio pur di restare in rossonero avrebbe rifiutato una super offerta del Paris Saint Germain che gli offriva 13 milioni a stagione più 3 lussuose ville e 3 auto sportive.

Roma, Gonalons: “Sono qui per vincere”

Gonalons è pronto a vincere con la Roma

Maxime Gonalons nella giornata di ieri ha firmato con la Roma un quadriennale da 2 milioni di euro netti a stagione. Il francese, dopo 17 anni della sua vita passati a Lione, è già pronto a tuffarsi nella sua nuova avventura, però, senza dimenticare le radici.

“Al Lione devo tutto, come uomo e come calciatore. Avevo 11 anni quando indossai quella maglia per la prima volta, un sogno. Avrei voluto finire lì, ma questo è il calcio e ci tornerò il prima possibile. Adesso sto per scoprire qualcosa di nuovo, non vedo l’ora di iniziare. La Roma è la miglior squadra d’Italia insieme alla Juventus , la Serie A è un campionato che fa per me. E voglio lottare per lo scudetto, vincere dei titoli e dimostrare di che pasta sono fatto. Una delle mie caratteristiche è la capacità di giocare con entrambi i piedi, sono un centrocampista difensivo che ama il gioco fisico e che dà tutto se stesso per la maglia”.

Deutschland Uber Alles

L’EUROPEO UNDER 21 E LA CONFEDERATION CUP HANNO SANCITO ULTERIORMENTE LA VIRTUOSITA’ DI UN MOVIMENTO IN PERENNE EVOLUZIONE.

Partiamo da quella che è stata la catastrofe calcistica più grande della storia del fussball. Europei del 2000, di scena in Belgio e Olanda, dove la Germania di Erich Ribbeck si apprestava a difendere il titolo vinto quattro anni prima in Inghilterra.

Il calcio tedesco, allora come sempre, si reggeva principalmente sulle fortune di un club, il Bayern Monaco, i cui successi mascheravano la mediocrità assoluta in cui era sprofondata la Bundesliga negli anni Novanta. Il tracollo tecnico di una delle più importanti leghe europee si è ripercosso in maniera esponenziale anche sulla Nationalmannschaft, che dalla riunificazione, Euro ’96 a parte, ha collezionato in quel decennio soltanto figuracce.

Squadra vecchia, logora, con pochissime concessioni alla fantasia; e pensare che gli anni Novanta erano cominciati con la consacrazione del gruppo che Franz Beckenbauer portò alla conquista del terzo titolo mondiale per il calcio teutonico. Un gruppo che però si è trascinato stancamente per un decennio, con poche variazioni sul tema, nonostante la riunificazione avesse paventato un salto di qualità supplementare, dovuto all’inserimento degli Ossie.

La tripletta di Sergio Conceiçao ha sbattuto in faccia alla Germania la dura realtà, incarnata dalla sagoma ormai decadente di un Lothar Matthaeus meritevole di ben altro tipo di congedo. Una volta archiviato il fallimentare europeo, in Germania hanno pensato bene di risalire la china, soprattutto per potersi presentare in grande spolvero in vista dei Mondiali del 2006.

E così è stato, grazie a tre punti cardinali su cui si è poggiato il processo di rinascita del calcio tedesco: contabilità in ordine, autarchìa e accademie.

Riguardo ai primi due punti è importante soffermarsi sulla grande capacità dei club teutonici di non fare il passo più lungo della gamba, a partire proprio dal Bayern, da sempre oculato negli investimenti senza intaccarne il livello – enorme – di competitività. Con un rapporto costi/fatturato che non supera il 40%, la Bundesliga è in assoluto il campionato più virtuoso a livello mondiale. Certo, alcune manovre cozzano contro chi ha ancora una visione romantica del Gioco, come ad esempio il vendere i naming rights degli stadi, ricavandone dagli sponsor importanti plusvalenze.

Proprio l’aver investito sulle infrastrutture ha permesso ai club tedeschi di ottenere importanti ricavi, fondamenta basilari nella new economy del calcio. Il Mondiale come punto di partenza e non come occasione per i soliti palazzinari all’italiana di ingrossarsi le tasche per poi lasciarsi alle spalle solo macerie. I danni del nostro Mondiale, che di magico aveva giusto le notti e l’atmosfera, li stiamo pagando ancora oggi, a quasi trent’anni di distanza.

Un altro fattore importante, alla luce delle continue novità esotiche in materia di investitori, riguarda la capacità dei tedeschi di autofinanziarsi facendo leva sulla grandeur economica del proprio comparto industriale. In Germania, i vari Li e Zhang avrebbero decisamente faticato di più nell’ottenere la proprietà di un club, soprattutto il primo, le cui modalità di acquisizione del Milan oggettivamente sarebbero state improponibili a Berlino e dintorni.

Ma il settore dove la DFB, la Lega e i club meritano i maggiori encomi, riguarda le Accademie. Il fallimento a Euro 2000 ha spinto i potentati del calcio tedesco a rimboccarsi le maniche, favorendo il processo di ottenimento della cittadinanza per gli immigrati di seconda generazione, nonchè una maggior valorizzazione del calcio della ormai defunta DDR. I Leistungszentren – riservati ai ragazzi più meritevoli tra i 15 e 18 anni – sono centri di eccellenza gestiti dai club di Bundes e leghe minori, in totale sinergìa con le Elite – Schulen dove anche il percorso scolastico e formativo recita un ruolo fondamentale. Se poi ci mettiamo che dal 2001 tutti i club di Bundes e 2. Liga hanno l’obbligo di avere un’ Accademia giovanile, logico che per inerzia il calcio tedesco subisca un processo di straordinaria evoluzione.

Il Mondiale del 2014 è stato un punto d’arrivo, la consacrazione della bontà di un progetto. I recenti successi agli Europei Under 21 e Confederation Cup con due selezioni rimaneggiate – la prima – o sperimentali – la seconda – danno modo di vedere quanto sia profondo il serbatoio in cui Loew, Kuntz e compagnia possono attingere. In Russia metteranno in palio la loro corona. Scommettiamo che sarà un’impresa dura per chi ne insidia lo scranno?