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L’Inter cede Ever Banega al Siviglia

Ever Banega

Calciomercato Inter, ufficiale la cessione di Ever Banega

Dopo una sola stagione di militanza neroazzurra il 29enne centrocampista argentino Ever Banega lascia l’Inter e torna al Siviglia. Lo ha annunciato il club di Sunung con una nota sul suo proprio sito ufficiale. “Dopo l’accordo raggiunto tra Inter e Siviglia nella giornata di martedì 27 giugno, diventa ufficiale il trasferimento di Ever Banega al club spagnolo“, si legge su Inter.it 

La parabola di Ever Banega all’Inter

Come recita wikipedia il 16 maggio 2016, l’allenatore dell’Inter Roberto Mancini annunciò l’arrivo di Ever Banega in maglia nerazzurra per la stagione 2016-2017. Il trasferimento avviene a parametro zero, essendo il centrocampista argentino in scadenza di contratto con il club andaluso.

Il 6 luglio 2016, in seguito alle visite mediche, firma un contratto triennale da 3 milioni di euro netti a stagione più bonus, ufficializzando così il trasferimento con la maglia dell’Inter. Il 21 agosto seguente ha fatto il suo esordio ufficiale con la maglia nerazzurra e in Serie A nella partita Chievo-Inter (2-0), valida per la prima giornata di campionato.

Il 18 settembre 2016 durante il derby d’Italia contro la Juventus (2-1 in favore dei nerazzurri), nel finale di gara subisce la sua prima espulsione in Serie A per doppia ammonizione dopo aver giocato una buona partita. Realizza il suo primo gol con la maglia dell’Inter il 2 ottobre 2016 nella sconfitta contro la Roma per 2-1, siglando la rete del momentaneo pareggio al 72′.

Il 12 marzo 2017 nella vittoria contro l’Atalanta per 7-1, sigla la sua prima tripletta in carriera. Ora il ritorno al Siviglia dove ha già giocato dal 2014 al 2016 collezionando 59 presenze, realizzando 8 reti e conquistando per due volte l’Europa League 2014-2015 e 2015-2016

Luca Toni: “A Verona ho vissuto una seconda giovinezza”

Luca Toni nella conferenza stampa di questa mattina ha spiegato i motivi del suo divorzio con il Verona

Luca Toni questa mattina ha voluto spiegare i motivi del suo divorzio conn l’Hellas Verona, in particolare è intervenuto spiegando il suo rapporto con il Presidente Setti, con Filippo Fusco e sull’esperienza di Verona, città che a suo dire gli ha fatto vivere una seconda giovinezza.

Ecco uno stralcio della sua intervista, parole tratte da TMW:

L’esperienza di Verona:” A Verona sono stati quattro anni stupendi. Ho vissuto una seconda giovinezza. Quando sono arrivato, mi sono rimboccato le maniche per far capire che potevo regalare qualcosa di importante per questa città. Ringrazio i tifosi, la dirigenza e chi ha permesso questa bellissima esperienza. L’ultima gara con la maglia gialloblù non la dimenticherò mai”.
I motivi dell’addio:”Non si può piacere a tutti. Io sono uno vero e chi sa come la penso può capire la mia scelta. L’addio non riguarda questioni di soldi. Se c’è la voglia si va oltre a questi aspetti. Mi avevano proposto tre anni da dirigente dopo l’anno da capocannoniere, ma poi è arrivata la retrocessione. Ripartire non è mai facile. Ho accettato comunque di firmare un contratto per un solo anno perché volevo riportare la squadra in A, dove l’avevo lasciata. È stata però una stagione dove ho fatto tutto e niente. Ho osservato i giovani e tutti i professionisti per imparare questo nuovo mestiere. Il punto è che quando le cose andavano male, Luca Toni non faceva bene. Al contrario, invece, lo faceva. Penso che, dopo 22 anni di calcio, avendo visto club organizzati e altri molto meno, mi sono fatto delle idee importanti sulla gestione di una squadra. Nonostante tutto, in questa stagione non ho mai voluto prendere una decisione. Anzi, studiavo e cercavo di capire dove poter intervenire tenendo sempre presente il concetto di condivisione”.
I rapporti con il Presidente Setti:” Il Presidente ribadiva di voler fare tutto da solo, delegando in parte Filippo Fusco, bravissimo direttore che però deve ancora dimostrare il suo valore in A. Con il budget a disposizione, i risultati dovevano essere altri. Parole, quelle del Presidente, che se fossero state pronunciate da Rummenigge, ammesso potesse dire certe cose, avrei potuto comprendere. Se lo dice Setti, con il quale ho ancora un ottimo rapporto, capisco meno. Luca Toni deve essere un valore aggiunto. Da qui, umilmente, dico grazie alla società e prendo un’altra strada”.

Toni adesso andrà in vacanza con la famiglia, per lui si aprono due strade, quella di commentatore TV, oppure quella di frequentare il corso da Direttore Sportivo.

Mihajlovic: “Totti? L’ultimo dei Mohicani. Donnarumma? Lui…”

Coronavirus Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic, attuale allenatore del Torino, è intervenuto sul caso Donnarumma ed ha parlato anche di Francesco Totti.

“Non paragoniamo Totti a Donnarumma. Sono epoche diverse. Totti è stato l’ultimo dei Mohicani. Il calcio moderno non conosce bandiere. Gli agenti impostano le carriere dei giocatori. Non conosco i termini della trattativa. Dico solo che Gigio è fortissimo ma è solo un ragazzo e deve ancora migliorare per essere un campione. Farlo nel club dove è cresciuto e gli vogliono bene, lo aiuterebbe. Ma questa trattativa sta durando troppo. A 18 anni si è ritrovato mezza Italia contro e questo può minare la sua serenità. All’Europeo non è stato il solito Gigio. Ma c’è un però e cioè che Raiola non è certo Madre Teresa di Calcutta, ma il suo mestiere lo conosce bene. Dipende dalle proposte sul tavolo. Se Real Madrid, Barcellona o un altro top club mondiale gli offrisse il doppio o il triplo rispetto al Milan, perché Gigio dovrebbe dire no?”.

Roma, Eusebio Di Francesco: “Sarà una grande stagione”

Di Francesco

Eusebio Di Francesco, in occasione del 31esimo anniversario del quotidiano abruzzese ‘Il Centro’, questa mattina è intervenuto in un video forum della redazione.

Come è cambiata la tua carriera in questi anni? La Roma è un sogno che si realizza?
“È un motivo di grande soddisfazione. Non sono un grande sognatore, ma è stato un po’ come il percorso che ho fatto da calciatore, sono partito dal basso e ho fatto le mie esperienze per arrivare a questa grande possibilità, che cercherò di sfruttare al meglio. Sono sereno e convinto che sarà una grande annata”.

31 anni fa giocavi nelle giovanili dell’Empoli. Che ricordi hai?
“Fu una grandissima esperienza, andai in una società professionistica. Mi viene da sorridere, all’epoca non sapevo nemmeno cosa fosse un allungamento… Fa capire quanto sia grande il salto tra dilettanti e professionisti. Per me è stata un’esperienza unica, ho messa in mostra le mie qualità tecniche e umane, un motivo di crescita grandissima”.

Tuo figlio Federico?
“Ha fatto bene ma deve continuare il suo percorso di crescita, lo dico da allenatore: ha dimostrato di avere delle qualità ma deve dare continuità. Nel calcio arrivare è facile, rimanere è difficile. La mia famiglia è alla base delle mie fortune. Ripenso sempre alle parole di mio padre, che ho visto piangere per la promozione del Pescara in B”.

Ora cosa ti hanno detto i tuoi genitori, visto che in famiglia ci sono tifosi della Roma…
“A partire da Federico, anche se mi dice che non lo devo più dire. È cresciuto nello spogliatoio di Trigoria. C’era Totti che lo prendeva in braccio. De Rossi invece? Era giovanissimo, ancora un ragazzino semmai ero io a portare in braccio lui (ride, ndr). Federico dice che è il suo idolo, giustamente, ha quel senso di appartenenza alla Roma che è importante avere”.

Due anni fa speravi nello scudetto della Roma. Quindi quest’anno se non vinci…
“È un motivo di pressione in più per questa stagione (ride, ndr)”.

Il tuo staff, tutto abruzzese.
“C’è Danilo Pierini, che conosco dai tempi del Val di Sangro e da allora è un mio stretto collaboratore. Poi c’è Nicandro Vizoco, non sarà con me invece Franco Giammartino, la Roma ha un centro americano che lavora dal punto di vista della metodologia del lavoro e non vuole rompere gli equilibri, ma Franco verrà a lavorare con me in futuro. Poi c’è Stefano Romano, che ha avuto la sua prima esperienza da allenatore professionista ed è cresciuto bene, ha tanta voglia di imparare”.

Allenerà la tecnica?
“Diciamo che in Serie A i giocatori dovrebbero già averne tanta, di tecnica. Vi assicuro che parteciperanno anche i più vecchi, ho visto Cannavaro che a 35 anni si allenava sulla tecnica… Significa che si può sempre migliorare”.

Calciomercato Lazio: altro assalto del Milan per Biglia, Fassone inserisce Kucka nell’affare

Lazio-Milan, continua la telenovela

Prosegue il tormentone estivo legato a Lucas Biglia. In casa Lazio Lotito e Tare vogliono fare definitivamente chiarezza circa il futuro del centrocampista argentino che, in scadenza nel 2018, fino a qualche settimana fa sembrava ad un passo dal Milan. I rossoneri sono attualmente la squadra più vicina al giocatore ma ancora non è riuscita a convincere Lotito a cedere il capitano biancoceleste.
La Lazio infatti chiede oltre 20 milioni (18 più bonus) ma Fassone e Mirabelli non sembrano dello stesso avviso. L’offerta rossonera è, per ora, di massimo 13 milioni di euro: una cifra sicuramente non elevatissima considerato il valore di Biglia ma condizionata appunto dalla situazione contrattuale dell’argentino.
Una distanza importante quella tra i due club, un affare che sta vivendo una fase di stallo che sembrava impronosticabile fino a 20 giorni fa, quando la trattativa pareva in fase di conclusione.

Fassone prova a inserire Kucka nella trattativa

Il Milan però non molla il suo obiettivo di mercato e, per portare Biglia a giocare a San Siro, sta valutando di inserire nella trattativa anche Kucka. Un giocatore che darebbe forza al centrocampo biancoceleste ma che non convince appieno Lotito ed Inzaghi, anche per la carta d’identità dell’ex Genoa che recita, alla voce anni, 30.
Difficile dunque che la trattativa possa conoscere una svolta già nei prossimi giorni; la sensazione è che anzi l’affare potrebbe anche concretizzarsi negli ultimi giorni di mercato.
La Lazio comunque sta già cercando un sostituto di Biglia: il primo obiettivo è Camacho (capitano del Malaga), alternativa allo spagnolo è Clasie, giocatore classe 1991 del Southampton.