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Roma a Catania in emergenza. In difesa Romagnoli con De Rossi

De Sanctis

La Roma scende in campo al Massimino contro il Catania di Pellegrino. Garcia getta la spugna, corsa scudetto terminata e onore alla Juve, contro il Catania si cercano in ogni caso i tre punti. Emergenza difesa in casa giallorossa, il tecnico francese costretto ad inventarsi una coppia tutta inedita, davanti a De Sanctis ci sarà il giovane Romagnoli che torna nel suo ruolo naturale, al suo fianco capitan futuro Daniele De Rossi che arretra sulla linea difensiva.

Le probabili formazioni:

Catania (4-3-3): Frison; Peruzzi, Rolin, Gyomber, Monzon; Plasil, Lodi, Rinaudo; Barrientos, Bergessio, Leto.

Roma (4-3-3): De Sanctis; Maicon, De Rossi, Romagnoli, Torosidis; Pjanic, Taddei; Gervinho, Ljajic, Florenzi; Totti.

La Coppa Italia è del Napoli: 3-1 alla Fiorentina, è festa dopo la follia

Lorenzo Insigne

Insigne

Il Napoli si aggiudica la finale di Coppa Italia battendo 3-1 la Fiorentina. L’atmosfera è stata fortemente condizionata da alcuni gravi scontri, con coinvolgimento di tifosi partenopei, avvenuti fuori dalla stadio. Dopo un colloquio tra il capitano Hamsik e alcuni esponenti della tifoseria azzurra e successivi summit tra le forze dell’ordine e rappresentanti delle squadre  la partita ha potuto avere inizio con 45 minuti di ritardo. Montella – alla sua prima finale da allenatore –  ha convocato tutti, compreso lo squalificato  Cuadrado, recupera Neto in porta e costruisce  la squadra con Borja Valero dietro a  Ilicic e Joaquin. Benitez, dall’alto dei 21 anni di carriera e di tanti trofei conquistati risponde schierando una formazione  tipo con il recuperato Higuain con alle spalle Hamsik, Callejon ed Insigne. Dopo un’iniziale sfuriata dei campani, i viola prendono coraggio, ma al 10’ il Napoli passa in vantaggio con il destro di Insigne che raccoglie il suggerimento di Hamsik. L’attaccante campano raddoppia al 16’ su cross di Higuain. Entrambe le reti sono nate da errori commessi dai toscani sulle fasce e  che hanno innescato le ripartenze micidiali del Napoli. La Viola riapre  la gara la 28’ con il sinistro di Vargas che sfrutta una distrazione della difesa della squadra di Benitez. Il team di Montella è nuovamente in partita  e Aquilani al 45’ segna, ma la rete è annullata per fuorigioco da Orsato.

Nella ripresa è la Fiorentina a fare la partita cercando di raggiungere il pareggio, mentre i campani controllano facendo pressing e pronti a ripartire in contropiede. Montella sostituisce Pasqual con Mati Fernandez  e Mertens rileva Hamsik. I viola manovrano molto ma manca il giocatore capace di finalizzare. Benitez manda in campo Pandev – bomber in più di un’occasione nelle finali di Coppa Italia –  mentre Montella si gioca il jolly Pepito Rossi, che torna disponibile 4 mesi dopo l’infortunio e rileva Joaquin.  La gara è molto aperta con occasioni da entrambe le parti: ci provano Mati Fernandez, con Reina che devia sopra la traversa e Pandev con Neto che manda in angolo. I partenopei restano in dieci per l’espulsione di Inler per doppia ammonizione. Ilicic, davanti a Reina, si divora l’occasione del pareggio. La Fiorentina continua l’assedio alla disperata ricerca del gol, ma nei minuti di recupero Mertens batte Neto in uscita e chiude la gara riportando a Napoli la Coppa Italia. Per gli azzurri si tratta del quinto successo assoluto nella manifestazione.

Finisce il purgatorio del Palermo, dopo un anno riconquista la serie A

iachini

Dopo un anno di purgatorio in serie B il Palermo conquista con 5 giornate di anticipo la matematica promozione in Serie A. La vittoria di oggi 0 – 1 sul campo del Novara con rete al 42’ di Vazquez consente ai rosanero di raggiungere quota 78 punti – con un’imbattibilità di 18 turni – che significa ritorno nella massima serie.

23 vittorie – di cui lo storico record per i siciliani di 11 vittorie esterne – 9 pareggi e 5 sconfitte hanno consentito alla squadra del Presidente Maurizio Zamparini di centrare l’obbiettivo risalita al primo tentativo. Fino ad oggi miglior difesa del torneo, con l’esperto portiere Sorrentino che ha subito solo 24 reti, e secondo miglior attacco, dietro al Modena, – con 56 reti. Il capocannoniere della squadra è Abel Hernandez con 13 reti, seguito da Kile Lafferty con 11 e Andrea Bellotti con 8 gol.

Il principale artefice di questo trionfale cammino è Beppe Iachini. L’allenatore marchigiano che tra poco compirà 50 anni, è subentrato alla settima giornata a Rino Gattuso, inizialmente scelto dal Presidente Zamparini per questa stagione. Iachini ha superato il suo maestro Walter Alfredo Novellino in fatto di promozioni avendo già raggiunto la massima serie con Chievo, Brescia e Sampdoria, in quell’occasione centrando la serie A ai play off dopo una grande rincorsa che aveva fruttato il sesto posto ai liguri. Lo scorso anno, subentrando a Serse Cosmi, non è riuscito a salvare il penalizzato Siena dalla retrocessione.

I tifosi, oltre ai circa 2000 siciliani presenti allo stadio Piola, festeggeranno questa sera l’arrivo della squadra all’aeroporto e poi all’esterno dello Stadio Barbera dove è prevista la presenza dei giocatori. Dopo 356 giorni di assenza il Palermo torna a rappresentare la Sicilia nella massima serie.

 

Garcia: “Campionato chiuso, complimenti alla Juve…”

E’ un Rudi Garcia rassegnato e che ha spento le polemiche a distanza con Conte, nella conferenza stampa alla vigilia di Catania-Roma. Tanti i temi trattati si passa da vicende interne come l’emergenza difensiva a quelle esterne riguardanti la Juventus e il calcio italiano.

A proposito del calcio italiano il tecnico ha ammesso: ‘’Una cosa non mi è piaciuta in questo anno: gli stadi. Il calcio italiano ha bisogno di nuovi impianti per crescere e questa è una cosa che Pallotta e il suo staff hanno capito subito’’.

Si è passati poi a parlare del Catania: “Il campionato è chiuso, non mi aspetto sorprese. Il nostro risultato non influirà sull’esito finale del torneo, ma noi andremo a Catania per vincere. Vogliamo giocare bene e dare tutto. Sono motivato al massimo, voglio conquistare la decima vittoria di fila anche se sarà difficile. I miei ragazzi hanno fame e hanno voglia di continuare a vincere. Un professionista si vede anche in questi casi, quando non c’è più un obiettivo di classifica da raggiungere’’.

Sulla Juventus: ‘’Faccio i miei complimenti alla Juventus, grande società, grandi giocatori, se loro hanno fatto questo campionato da record è grazie a noi. E se noi siamo andati bene è anche merito loro , perché abbiamo cercato di tenere il passo.

Sulla difficile situazione in difesa ha detto: “Toloi non sarà convocato, non riesce a recuperare. Anche Castan si è fermato prima della fine dell’allenamento. Romagnoli sta bene, Benatia anche, ma Medhi non ha 90 minuti nelle gambe. Abbiamo anche altre soluzioni: Jedvaj o De Rossi che può fare il centrale di difesa. Se Dodò è un giocatore di livello internazionale? Castan lo è sicuramente e merita di andare ai mondiali. Dodò ha fatto bene, ha recuperato da un infortunio nel migliore dei modi. Deve continuare così’’.

Infine chiusura sulle voci di mercato riguardanti Pjianic: “Lui ha detto che vuole rimanere, lo ha detto e non è uscito. Poi quando gli è stato chiesto del PSG ha risposto perché è una persona educata. Stessa cosa sul Barcellona. Resto molto ottimista sul suo rinnovo’’.

 

Mazzarri: “Nessuna paura del Milan”

E’ tempo di derby una partita con vista Europa. Per i nerazzurri che con un successo potrebbero consolidare definitivamente il quinto posto, per i rossoneri che sono il lotta per il sesto. Perché al di la della classifica è da sempre una partita speciale che vale molto di piu’ del semplice primato cittadino. E se poi aggiungiamo il fatto che per giocatori come Zanetti, Milito, Samuel e forse Cambiasso non possiamo non considerarla come un qualcosa di normale. Di queste ed altre problematiche ha discusso Walter Mazzarri intervenuto nella consueta conferenza stampa di vigilia.

Sul Milan ha detto: “Ho grande rispetto per il Milan prima di perdere a Roma, stava giocando meglio dell’avversario. Il Milan è in evoluzione. Hanno valori importanti –ha aggiunto-come possono essere Honda, Kakà, Balotelli e Pazzini. Sono in un momento di transizione ed è normale che ci sia questa alternanza di risultati. L’anno scorso sono arrivati terzi e quindi in questa stagione hanno avuto meno ‘lavoro’ da fare rispetto a noi che partivamo da una posizione diversa

Per quanto riguarda la condizione della squadra il tecnico ha spiegato: “Jonathan? E’ uno dei dubbi che posso avere,devo capire come sta,deciderò all’ultimo chi mi sembra piu’ idoneo a partire dall’inizio. Andreolli? E’ importante che dopo un anno che non è stato mai impegnato abbia fatto la partita che ha fatto, poi nel fare le scelte si guarda alla forma e alla continuità. Guarin?In una rosa di un certo tipo ci vuole alternanza. Io guardo il momento, la forma, le logiche di squadra sono scelte naturali.

Su un possibile condizionamento per schierare nella formazione i ‘’senatori’’ ha ammesso: “No. Le valutazioni rispetto a questi giocatori li faremo alla fine. Anche loro potranno esprimersi circa la loro permanenza o meno nulla è dato per scontato’’.

Si passa poi a discutere dell’importanza della presenza di ieri ad Appiano Gentile di Massimo Moratti e di Handy Soetedjo per vedere l’allenamento: “Quando in una società c’è coesione e sintonia a livello di intenti è importante penso che la loro presenza sia stata importante, la squadra vede la vicinanza della società’’.

Infine, un parere sulla situazione del calcio italiano: “Il calcio sia di club a livello di nazionale non può essere sempre al top,c’è la crisi in Italia,ne risente anche il calcio’’.