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Inter, parla capitan Icardi: “Presto sarò in campo. Obiettivi? Dobbiamo…”

Icardi pronto a riprendersi l’Inter

Ancora fermo ai box causa problemi fisici, il capitano dell’Inter è pronto a tornare al centro dell’attacco e a guidare i suoi verso grandi obiettivi. Il centravanti argentino ha parlato di presente e futuro, di obiettivi e del nuovo tecnico Spalletti ai microfoni del Corriere dello Sport.

Di seguito le parole di Icardi:

Icardi, iniziamo dalle sue condizioni fisiche. Come sta?
Bene. Sto completando il recupero dall’infortunio accusato nel finale della scorsa stagione (stiramento al retto femorale sinistro, ndr). Avevo questa cicatrice all’estensore della coscia e ho rischiato un po’ per giocare con la nazionale, a giugno ho lavorato più forte di quello che dovevo, ma la gamba non era guarita bene e quando sono rientrato dalle vacanze mi mancavano un po’ di elasticità e di tono muscolare. D’accordo con lo staff medico dell’Inter abbiamo deciso di lavorare per elasticizzare il muscolo. Rientrare subito in gruppo sarebbe stato rischioso”.

Pensa di aver forzato troppo per rispondere alla chiamata dell’Argentina?
“Un po’ forse sì. Ad Appiano avevo svolto un buon lavoro per guarire da questo “stiramentino” e quando sono andato in nazionale lo staff medico della Federazione sapeva tutto. Ho parlato anche con il ct perché ci tenevo molto ad esserci. La gamba stava bene, ma non ero al top”.

Quando la rivedremo in campo?
“Mercoledì alla Pinetina sarò con la squadra a pieno regime. Non c’è nessun allarme. Sarò pronto per l’inizio del campionato”.

Pensa di giocare qualche minuto nell’amichevole del 6 agosto a San Benedetto o in quella del 12 a Lecce?
“Lo spero e penso che sia possibile, ma valuteremo nei prossimi giorni con allenatore e staff medico”.

Che stagione si aspetta?
“Piena di soddisfazioni. Se la merita la società e ce la meritiamo anche noi. L’inizio sarà di quelli tosti perché le prime due partite di Serie A saranno contro Fiorentina e Roma, ma se faremo bene in gare così difficili, prenderemo fiducia e riconquisteremo quella continuità di risultati che ci è manca da troppi anni. Questo gruppo ha bisogno di iniziare bene per trovare la forza e la convinzione per andare avanti senza fermarsi e senza black out”.

Ammetterà però che con il colpo Bonucci i rossoneri hanno lanciato un segnale forte.
“Sicuramente hanno preso un grande calciatore. Sarà strano trovarmelo di fronte nel derby perché l’ho sempre sfidato con la maglia della Juventus”.

Cosa pensava di Spalletti prima che diventasse il suo allenatore?
Non lo conoscevo tantissimo. Ho visto che con lui la Roma giocava molto bene e in più Ansaldi, che lo aveva avuto allo Zenit, me ne aveva parlato in maniera entusiasta”.

Cosa l’ha colpita della Roma di Spalletti? 
“ll gioco offensivo. Gli piace il bel calcio e ha le idee chiare su come metterlo in pratica”.

Da quando è arrivato all’Inter invece cosa l’ha impressionata di lui?
“La carica che ha mostrato fin dal primo giorno. Ha cambiato l’aria negativa che circondava la squadra”.

L’avvertiva anche lei quest’aria negativa?
“Sì, anche se ci sono cose che a parole non si possono spiegare perché si tratta di sensazioni. Nel calcio puoi avere tutti i giocatori forti che vuoi, ma se vai in campo e non fai le cose bene, i risultati non arrivano. A noi fino allo scorso anno succedeva questo e non sapevamo il perché”.

Qual è l’errore del passato che non dovete ripetere?
“Di atteggiamenti che non mi sono piaciuti ce ne sono stati diversi, soprattutto durante la settimana. Spalletti lo ha capito subito e stiamo cercando di migliorare in tutti gli aspetti. Fondamentale è essere più positivi, avere un’altra mentalità”.

E’ Spalletti il leader di questa Inter?
“Un tecnico così ci serviva. Appena arrivato Pioli era riuscito a trasmettere valori positivi alla squadra, lo avevamo seguito e avevamo vinto 9 partite su 10, ma poi c’è stato un calo improvviso di testa ed è finita come sapete. Spalletti è un martello e stiamo cambiando gli atteggiamenti. Con lui le distrazioni sono vietate”.

Come è stato il primo colloquio tra lei e Spalletti?
“Ha detto cose semplici ovvero che dovevamo fare le cose meglio rispetto al passato, che era necessario cambiare il nostro modo di comportarci sul campo, in settimana e la domenica. Aveva ragione perché continuando come prima, non saremmo andati da nessuna parte”.

Lei è arrivato all’Inter nel 2013. Ha segnato 78 gol in 146 incontri eppure non ha alzato neppure un trofeo né ha mai partecipato alla Champions League. Come la mettiamo?
Quando ho firmato mi aspettavo di giocare grandi competizioni e di vincere qualcosa, ma il mio sogno è rimasto lo stesso e lavorerò duro per realizzarlo. Sapevo di non arrivare all’Inter in un buon periodo, ma 4 stagioni così… Dal 2013 non so quanti allenatori sono passati, credo sei, e nella mia vita sono cambiate tante cose: sono felice, ma voglio vincere con l’Inter. Questa cosa mi manca molto”.

Qual è l’obiettivo stagionale di Icardi?
“Andare in Champions. L’Inter la deve giocare per la sua storia, non può continuare a star fuori. Juventus è irraggiungibile? Il gap lo scorso anno era grandissimo e dobbiamo provare a ridurlo. Sia con i bianconeri, sia con Roma e Napoli. Anche senza Bonucci, la Juve rimane la squadra da battere”.

Le darà una mano anche Perisic o il croato andrà allo United?
“Mi auguro che rimanga perché è un giocatore importantissimo, con notevoli qualità. Quando sta bene e ha la testa qua, è uno dei più forti al mondo. Abbiamo bisogno di uno come lui”.

Resterà anche Eder. Con l’italo-brasiliano così in forma per lei la concorrenza aumenta…
Contro il Bayern ha segnato due gol fantastici e può darci tanto. La concorrenza non mi spaventa: nelle grandi squadre gioca chi sta meglio”.

Borja Valero che impressione le ha fatto?
“Tecnicamente è impressionante e quando ha la palla al piede non gliela porti via. E’ un grande”.

Si sente di concludere facendo una promessa ai tifosi?
Non mi piace fare promesse. Unica cosa che posso dire è che cercherò e cercheremo tutti di fare meglio dello scorso anno. Vogliamo la Champions”.

Roma vs Juventus, ai calci di rigore la spuntano i bianconeri

Blaise Matuidi

Juve avanti di rigore

La Juventus supera la Roma ai calci di rigore, decisivo il penalty sbagliato dal giovane Tumminello. Nei 90′ regolamentari 1 a 1 il risultato figlio delle reti messe a segno da Mandzukic e Dzeko. Ai calci di rigore bene la Juve, decisivo l’errore dal dischetto del giovane giallorosso, festeggia la Juve. Una vittoria incoraggiante in vista della finale di Supercoppa Italiana in programma il 13 agosto a Roma.

5° Juventus: Rigore decisivo calciato da Douglas Costa che incrocia con potenza e regala la vittoria ai bianconeri.

5° Roma: Under mantiene viva la Roma spiazzando Pinsoglio.

4° Juventus: Ancora rigore calciato alla destra di Alisson, gol di Khedira.

4° Roma: Peres realizza con freddezza mandando dall’altro lato Pinsoglio.

3° Juventus: Bernardeschi con calma spiazza Alisson.

3° Roma: Potente il sinistro di Iturbe che buca Pinsoglio.

2° Juventus: Destro vincente a incrociare di Barzagli.

2° Roma: Con qualche brivido Pellegrini realizza il primo rigore giallorosso.

1° Juventus: Lichtsteiner supera Alisson.

 Roma: Pinsoglio neutralizza la conclusione di Tumminello

Roma-Juventus finisce in parità (1-1), si va ai rigori

Roma e Juventus in campo, amichevole di lusso

Grande estiva in un calcio d’estate ricco di colpi di scena. Si affrontano questa sera Roma e Juventus. Seguiremo per voi la sfida con la diretta testuale del match a partire dalle ore 22.00.

LA CRONACA:
Le squadre entrano in campo, le formazioni sono quelle annunciate
Prima senza Totti per i giallorossi, il capitano è De Rossi
Partita iniziata, palla alla Roma
Le squadre in campo si studiano, ore 22.00 in Italia, negli states sono le 16.00
Higuain prova a metter paura ad Alisson ma la palla finisce a lato
Ci prova Dybala, nessun pericolo per Alisson
Reagisce la Roma, cross in area, si salva la Juve con Rugani
Tiro di Dybala su assist di Higuain, nulla di fatto
Spinge sulla sinistra Kolarov, bene l’ex City
Tentativo di Nainggolan, sfuma l’azione
Pericolo Juve, i bianconeri sprecano
Roma pericolosa, buon gioco dei giallorossi di Di Francesco
Defrel ci prova di testa su cross di Kolarov, soffre la Juve
La formazione di Allegri fa fatica, Juve confusionaria
De Sciglio serve Dybala, l’argentino prova a metter paura ai giallorossi
L’ex Benatia ci prova di testa, pericolo sfumato
Errore di Pjanic in impostazione, non ne approfitta Perotti che tenta il suggerimento immediato per Dzeko, troppo lungo per lo scatto del bosniaco
Azione insistita dei bianconeri, Dybala prova a sorprendere tutti ma il suo sinistro è ampiamente fuori misura
Insiste la Juventus, traversone forte dalla destra di Cuadrado per Mandzukic sul secondo palo, scivolata del croato che tocca il pallone ma non riesce a indirizzarlo in porta
GOOOOOL – Alex Sandro fa tutto da solo, palla a Manduzkic che trova il gol
La formazione di Allegri riprova lo schema che ha portato al gol: verticalizzazione di Alex Sandro questa volta per Cuadrado che arriva con troppa facilità in area, recupero in extremis di Juan Jesus
Ammonito l’argentino Perotti per simulazione
Contatto dubbio in area bianconera tra Benatia e Perotti, la decisione dell’arbitro è quella di ammonire Perotti per simulazione
Il primo tempo termina con la Juve in vantaggio

Si parte col secondo tempo
Nell’intervallo dentro Douglas Costa, Chiellini e Barzagli, per Cuadrado, Benatia e RuganiAzione tutta di prima della formazione bianconera che porta alla rete di Dybala, irregolare però la posizione dell’argentino al momento del passaggio di Higuain e possesso che torna alla Roma
Palla recuperata da Peres sulla trequarti, pallone allargato per Strootman che arriva di gran carriera e scarico un potente mancino che si stampa sulla traversa!
Dzeko al volo da posizione defilata impegna Buffon alla parata
La Juve si divora il vantaggio, Higuain spreca clamorosamente e sbatte su Alisson
Scontro Dzeko-Chiellini, resta a terra il giallorosso, tensione in campo
Cambi nella Roma: dentro Pellegrini, Gerson e Ünder, fuori Strootman, Nainggolan e Defrel
Cambi nella Juventus: dentro Pinsoglio, Sturaro, Bentancur, Asamoah e Bernardeschi, al debutto, fuori Buffon, Dybala, Mandzukic, Alex Sandro e Pjanic
Giallo per Chiellini, che è intervenuto duramente su Ünder
GOOOOOL – La Roma trova il pareggio con Dzeko, è 1 a 1
Bella azione dei giallorossi con Gerson che apre sulla sinistra per Kolarov, pallone messo dentro per Dzeko che da un metro deve solo spingere in porta il pallone
Fazio ferma il neoentrato Kean nell’uno contro uno
Sturaro ci prova da lontano dopo uno scambio con Bernardeschi, palla alta
Pinsoglio non trattiene un calcio di punizione di Kolarov, ma la Juve si salva
Doppio cambio della Roma: fuori Dzeko e Perotti, dentro Tumminello e Iturbe
Debole conclusione di Iturbe bloccata da Pinsoglio, che fa ripartire subito l’azione lanciando in campo aperto Bernardeschi, l’ex Viola entra in area ma il suo mancino è impreciso e termina a lato della porta difesa da Alisson
Ci prova Douglas Costa su punizione, palla fuori
Finisce in parità il primo Roma Juventus della stagione, 1 a 1 il finale

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Le Formazioni

ROMA (4-3-3): Alisson; Peres, Fazio, Jesus, Kolarov; Strootman, De Rossi, Nainggolan; Defrel, Dzeko, Perotti.
A disp.: Skorupski, Lobont, Romagnoli, Moreno, Castan, Nura, Pellegrini, Gerson, Sadiq, Tumminello, Ünder, Iturbe, Antonucci.
All. Eusebio Di Francesco

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; De Sciglio, Benatia, Rugani, Alex Sandro; Pjanic, Marchisio; Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain.
A disp.: Pinsoglio, Del Favero, Barzagli, Chiellini, Lichtsteiner, Coccolo, Khedira, Asamoah, Rincon, Sturaro, Bentancur, Mandragora, Caligara, Douglas Costa, Kean, Bernardeschi.
All. Massimiliano Allegri

Nuoto, è Oro per Gregorio Paltrinieri

Paltrinieri si conferma il Re

Paltrinieri show nei 1500 metri stile libero, l’azzurro conquista l’Oro ai mondiali di Budapest con lo straordinario tempo di 14’35”85- Paltrinieri precede in vasca l’ucraino Romanchuk e l’australiano Horton. Quarta posizione per Gabriele Detti che chiude in 14’52”07.

Pistocchi: “Che errore esonerare Benitez. Il colpo dell’Inter sarà…”

Pistocchi fa il punto sull’Inter

Ai microfoni di ‘Quellichelinter.it‘ il noto giornalista Pistocchi ha parlato ampiamente della situazione del club nerazzurro, facendo anche un’analisi sugli obiettivi di mercato e le scelte tecnico-tattiche di Luciano Spalletti, senza dimenticare il passato recente dei nerazzurri, dal triplete di Mourinho alle scelte non troppo indovinate a partire da Benitez.

Queste le parole di Pistocchi come riportate da fcinter1908.it:

ERRORI NERAZZURRI POST TRIPLETE – “L’errore più grosso a mio parere è stato l’esonero di Benitez. Lo spagnolo è un allenatore internazionale, arrivato all’Inter per ricostruire una squadra reduce da una stagione straordinaria e per dare un’idea di gioco diversa. L’Inter di Mourinho è stata una grandissima protagonista per una stagione ma è stata una meteora, non ha avuto continuità nel tempo. Se vediamo le grandi squadre del recente passato tipo il Barcellona di Guardiola il Real Madrid…, loro sono ancora protagoniste nel panorama nazionale ed internazionale. Le grandi squadre si costruiscono con l’obiettivo di durare nel tempo. Apprendevo l’altra sera che il Barcellona ha quasi raggiunto l’accordo per l’acquisto di Coutinho per ottanta milioni di euro. Bene, Benitez pian piano stava inserendo in pianta stabile l’allora giovanissimo brasiliano nella sua Inter. Ricordo una grande partita di Coutinho nerazzurro contro il Werder Brema. Allora era un ragazzo giovanissimo ma si intuivano oggettivamente le proprie eccellenti qualità.

Ecco, secondo me, c’è stata poca pazienza di Moratti e di qualche giocatore della vecchia guardia, nell’aspettare prospetti giovani come l’attuale stella del Liverpool. Quindi Benitez poteva essere la prima pietra della ricostruzione e poi probabilmente, nel recente passato, c’è stata anche poca lucidità nel interpretare quelli che potevano essere i valori importanti dal punto di vista tecnico. A rafforzare il mio pensiero, c’è lo storico dei tanti, tantissimi allenatori avvicendati, senza nessun risultato positivo. Non sempre, però, la colpa sarebbe da addossare al loro indirizzo, ma anche a problematiche di assemblaggio dei tanti giocatori arrivati per volere dei singoli tecnici. Le squadre costruite in questa maniera, difficilmente contengono una solida entità.

L’alternativa a Benitez, poteva essere un allenatore, allora emergente, che io ho sempre stimato. Ho esternato questo mio “amore” sia in televisione ma anche privatamente con personaggi importati del calcio tra cui anche qualche grosso dirigente dell’Inter. L’allenatore in questione era Sarri. Infatti, dopo il primo anno a Napoli, si è subito consacrato tra i big del nostro campionato. Quindi, concludendo, non ho visto una grande lucidità della Società nelle scelte, nella programmazione nonostante i tanti, tantissimi soldi spesi dal 2010 ad oggi tra allenatori e giocatori”.

SPALLETTI E SABATINI UOMINI GIUSTI – “A me piacciono entrambi sia come persone che come uomini di calcio. A Sabatini, grande conoscitore di calcio e con grande intuito, gli rimprovero, a dimostrazione che la perfezione non esiste, di aver buttato via il capitale giovani della Primavera. Vedi i vari Verre, Caprari, Politano, Pellegrini (la Roma poi costretta a riacquistarlo a dieci milioni di euro). Per me, una grande squadra, deve avere una rosa di 24 giocatori con almeno 4-5 giovani di provenienza settore giovanile.

Spalletti è un grande allenatore con una idea di gioco molto chiara e che a Roma ha fatto molto bene. Se pensiamo da dove aveva preso la squadra guidata da Garcia e dove l’ha portata! In 2 anni l’ha collocata al secondo posto in classifica, ha fatto una media punti di 2,33 a partita, 155 punti conquistati, ha migliorato Dzeko (4 gol con Garcia 29 con lui). Obiettivamente ha lavoro benissimo in una situazione di criticità notevolissima perché, dover gestire il fine carriera di Totti, è stata una grande difficoltà, dimostrando, per giunta, enorme personalità. Penso che passare da Roma dove ci sono 50 radio libere che ogni giorno parlano di Roma e dove aveva contro gran parte della stampa sportiva per svariati motivi non ultimo la situazione creata con Totti, sia un vantaggio per Spalletti. Milano è un ambiente molto più professionale, più sereno. Quindi credo che se l’Inter riesce a dare al Mister toscano una squadra competitiva, i risultati li porta a casa”.

L’INTER DI SPALLETTI –  “In questo momento l’Inter è una squadra forte ma incompleta. Nel senso che a mio modo di vedere le cose che sono state fatte fin ora, sono state fatte bene. Perché Skriniar è un giocatore che a me piace molto, perché Borja Valero è il giocatore di qualità che mancava al centrocampo, perché Matias Vecino, se arriva, è un giocatore che può dare tantissimo. L’uruguaiano è una mezzala completa che può giocare nei due o tra i tre di centrocampo. Io lo preferisco nei tre perché è un giocatore che è bravo negli inserimenti e con un tiro notevole. Spalletti penso voglia fare il 4-2-3-1, quindi per questo metodo di gioco lui giocherebbe molto probabilmente con Gagliardini e Valero dietro Icardi, a destra Candreva a sinistra Martial se riesce l’operazione con lo United. Quello che io sempre dico è che con due centrocampisti la fase difensiva viene molto affidata al lavoro degli esterni. Ad esempio la differenza del Napoli di Benitez e quello di Sarri: con Benitez il Napoli giocava molto bene al calcio, ma spesso aveva situazioni di inferiorità numerica in mezzo al campo nel non possesso, Con Sarri questa inferiorità numerica non c’è mai stata perché lui fa giocare la squadra con tre centrocampisti. Quindi, tornando all’Inter prossima, da allenatore dei Nerazzurri, la farei giocare con tre centrocampisti: il regista basso, J.Mario, così come giocava nello Sporting, o Valero, a destra Vecino o J.Mario, a sinistra Kondogbia o Gagliardini. Con tre centrocampisti di questo valore, sicuramente si avrebbe in mezzo al campo un reparto che permetterebbe la gestione della partita con i giusti tempi di gioco e delle due fasi in maniera ottimale.

Davanti l’Inter ha un grande giocatore che ha però delle criticità, più pregi che criticità, Icardi. Lui è un centravanti che negli ultimi anni ha sempre fatto più di 20 gol a stagione che non sono pochi per un ragazzo ancora giovane, ma che ha il limite di avere qualche difficoltà nel legare il gioco col centrocampo. Guardate Higuain, lui viene incontro ai centrocampisti scendendo anche fino alla linea di centrocampo, si fa dare la palla, la protegge, la gestisce, la passa ai compagni e poi va a chiudere. Vedi il gol fatto in Champions col Monaco. Icardi questo non lo fa, o perlomeno fa più fatica a farlo. Il Capitano è un giocatore fenomenale negli ultimi 25 metri. Con un giocatore con queste caratteristiche, molto bravo all’interno dell’area di rigore, devi fare un calcio con i due esterni molto bravi nell’uno contro uno e molto bravi nel cross, perché nell’area hai un giocatore che nelle palle tagliate, andando incontro, spalle alla porta e di testa è un fenomeno. Quindi diciamo che se io fossi nell’Inter, cercherei un centravanti con caratteristiche diverse dal Mauro. Icardi titolare. Vorrei un altro giocatore che mi dia delle cose diverse nel corso della partita e della stagione. Uno potrebbe essere Kalinic, giocatore che a me piace moltissimo, un giocatore completamente diverso dall’argentino, perché è un giocatore che ti fa salire la squadra, che protegge palla, che gioca la palla col centrocampista. Se l’Inter riuscirà, in questo mercato, a riempire le caselle con i nomi giusti come stanno facendo ad oggi, a mio modo di vedere l’Inter farà un buonissimo Torneo”.

QUANTO PESA L’ASSENZA DI MORATTI – “Domanda difficilissima. Ti dico subito che i dirigenti non devono essere tifosi perché, a volte, per troppo amore si commettono errori grandiosi. A tal proposito ti racconto due episodi inediti che non ho mai raccontato a nessuno. Nel Dicembre del 1993, io facevo “Pressing” con Raimondo Vianello, mi chiamò l’allora presidente Pellegrini per gli auguri di Natale. Nell’arco della chiacchierata saltò fuori che l’Inter aveva il problema del terzino sinistro con Tramezzani che si era fratturato il polso.

Mi chiede: “Ma lei che conosce molto bene il calcio mondiale, non può suggerirmi qualche giocatore bravo? Risposi: “Guardi, casualmente sto seguendo il campionato Brasiliano e ho visto un giocatore che mi sembra molto interessante”. Il Presidente incuriosito mi invitò nel suo ufficio dopo le festività per approfondire l’argomento. Andai da lui, presente anche il ds Mariottini, gli portai una cassetta e vedemmo insieme un video di una partita dove il giocatore in questione era protagonista. ”Veda Presidente, è quello con la maglia numero 6…” Il giocatore era Roberto Carlos in scadenza di contratto dal Palmeiras. Dopo soli 15’ di visione del video, Mariottini disse: “ Presidente, questo è un fenomeno, prendiamolo subito”. Infatti qualche giorno dopo il giocatore venne contrattualizzato dalla dirigenza nerazzurra. A febbraio, però, Pellegrini vendette la Società a Moratti e con la nuova Società che fece decadere tutto. A giugno ci fu la Coppa America che vide come protagonista assoluto proprio quel numero 6 “Giallo Oro”. Solo allora, i nuovi dirigenti si convinsero ad acquistarlo, ma a prezzo molto maggiorato.

Nel dicembre del 1997, invece, mi chiama un amico dal Messico che mi dice: “Maurizio, c’è una squadra che potrebbe essere interessata a Ronaldinho perché libero da vincoli fino al prossimo anno”. “Come migliore giocatore del Mondiale Under 20, una squadra la si può trovare facilmente”, gli risposi. Lo proposi a due società, tra cui l’Inter. Moratti, entusiasta del giocatore, mandò i suoi uomini in Messico per accordarsi con Ronaldinho. Contratto pronto per 4 anni a 4 miliardi di lire annui. L’accordo però saltò clamorosamente perché qualcuno della famiglia Moratti fece notare al Presidente che se fosse arrivato Ronaldinho avrebbe portato via il posto in squadra al “Cino” Recoba. Questo per ribadire che i dirigenti troppo tifosi commettono, a volte, errori madornali. Ma al tempo stesso, come si fa a criticare uno come Moratti che ha speso un miliardo e duecento milioni per l’Inter? Che è riuscito ha portare la sua Squadra sul tetto del mondo? Però mi chiedo, si poteva ottenere tutto questo spendendo meno? Certo, molto fu condizionato in quel periodo dalle note vigente di “Calciopoli”, dove c’era un sistema, certificato dalla Cassazione, per alterare il regolare svolgimento del Campionato. E l’Inter, in quel periodo, ha subito tutto questo. Ricordiamo l’episodio Ceccarini. Però, lavorando in maniera meno “tifosa” ma programmando di più, operando in maniera meno “naif”, forse si sarebbero ottenuti risultati ancora migliori magari spendendo meno. Moratti è stato uno straordinario Presidente naif, ha avuto intuizioni geniali ma anche defaiance clamorose.  Quindi Presidente tifoso va bene, ma a patto che non gestisca lui”.

IL COLPO DI MERCATO DELL’INTER –  “Se ci riescono credo possa essere Vidal. E’ un giocatore che può fare la differenza nelle due fasi, il Nainggolan che l’Inter ha fortemente cercato e voluto. Se il colpo non sarà possibile concretizzarlo e ne tanto meno acquistare un suo clone, Spalletti deve essere bravo, come fu Arrigo Sacchi al Fusignano, di reinventare questo ruolo ad un giocatore dell’attuale rosa, cosa che per giunta sa fare molto bene. A tal proposito vi racconto un aneddoto: io ho avuto la fortuna di lavorare come dirigete accompagnatore nel settore giovanile del Cesena con colui che ha rivoluzionato il calcio italiano, Sacchi appunto. Un giorno Mister Sacchi si lamentava con i suoi dirigenti perché non aveva in rosa un libero. “Che numero ha il libero, il 6?” Chiese un dirigente al Mister. “Ecco, questa è la maglia, adesso il giocatore crealo tu”.

Un centrocampista offensivo che sia capace di fare le due fasi, che abbia tiro, forza fisica ed inserimento un po come Nainggolan e Vidal, all’interno dell’attuale rosa ritengo possa essere Candreva. L’Azzurro ha giocato da mezzala, ha tiro, forza fisica, corsa è giocatore dinamico. Forse è più facile trovare un esterno che possa sostituirlo che non uno che abbia quelle caratteristiche. A me piace sempre ragionare aldilà di quelli che possono essere gli schemi fissi. A mio modo di vedere, Candreva, potrebbe essere una soluzione interessante da provare in quel ruolo. Poi in rosa c’è Joao Mario che ha fatto quel ruolo il campionato scorso abbastanza bene anche se gli manca un po la finalizzazione. Quindi il colpo dell’Inter può essere Vidal ma il colpo dell’Inter può essere anche trovare al suo interno le soluzioni per coprire un ruolo che in questo momento sembra scoperto”.