Cessione Roma, Friedkin fa sul serio, ma Pallotta resta in società

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La Roma si prepara ad un altro cambiamento societario. L’imprenditore americano Dan Friedkin è pronto ad entrare in società 

Come un fulmine a ciel sereno per la Roma. Sembra ormai nell’area l’ingresso in società da parte dell’imprenditore americano Dan Friedkin che sta a capo della Toyota. Stando alle stime della rivista americana Forbes, il suo patrimonio personale è stimato in 4,1 miliardi di euro.

Ad onor del vero non si è ancora ben capito quale sarà il ruolo del nuovo investitore, se un semplice socio del presidente Pallotta o se sarà il nuovo proprietario. A prescindere da ciò Friedkin ha posto come condizione, che l’attuale presidente resti in società visto che da lui è partito il progetto del nuovo stadio (che al momento sta vivendo una fase di stallo).

La compagnia texana con sede a Houston The Friedkin Group guidata appunto da Dan Friedkin è pronta a sobbarcarsi per intero il futuro aumento di capitale della Roma da 150 milioni di euro. Un investimento importante insomma, ma prima i suoi emissari stanno facendo tutte le analisi del caso per quanto concerne i conti del club.

Cessione Roma: lo sviluppo della trattativa

Le parti stavano lavorando sotto traccia, ma la Consob,che si occupa delle società quotate in borsa, ha chiesto alla Roma di rendere nota l’esistenza della trattativa.

L’incontro avvenuto ieri nella Capitale tra Friedkin e il Ceo giallorosso Guido Fienga è stato abbastanza positivo e per questo la sensazione è che l’affare si farà. Nel caso, almeno fino al termine della stagione in corso, l’assetto societario rimarrebbe intatto, con Fienga Ceo e amministratore delegato e Petrachi direttore sportivo, Rogers alle strategie e Zubiria supervisore di tutta l’area sportiva.

Una vicenda che sta animando la piazza e non solo. Il titolo in borsa ha avuto un’impennata pazzesca, tant’è che ieri è stato sospeso per eccesso di rialzo. Dunque si prospettano ore calde sulla sponda romanista del Tevere, dove le questioni di campo stanno passando decisamente in secondo piano.