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L’Italia affronta la Spagna, tante le novità

Pellè

Pellè

Il calcio prova a giocare e dimenticare Bruxelles, quel pericolo attentati che tanto fa paura, si torna in campo con tanta voglia di guardare avanti.

ITALIA SPAGNA PER DIMENTICARE

Questa sera a Udine l’Italia di Conte ospita la Spagna, una sfida impegnativa per gli azzurri costretti ad affrontare le furie rosse in formazione sperimentale. Difesa a tre con Darmian e Astori insieme a Bonucci. In mediana da destra a sinistra agiranno Florenzi, Parolo, Thiago Motta e Giaccherini. Candreva e Eder in attacco a supporto della punta centrale che sarà Pelle.

La probabile formazione:

Buffon; Darmian, Bonucci, Astori; Florenzi, Parolo, Thiago Motta, Giaccherini; Candreva, Pelle, Eder.

Esclusiva – Tagliente: “Il pericolo attentati c’è. Necessarie misure preventive forti”

TaglienteBruxelles ha sconvolto nuovamente il mondo, quel terrorismo così difficile da sconfiggere che fa tremare di nuovo. Il mondo dello sport e non solo teme nuovi attentati, la paura è tanta. Del tema terrorismo e sicurezza abbiamo parlato con Francesco Tagliente, ex Presidente dell’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive, nonché responsabile della Sicurezza della Nazionale di calcio dal 2002 al 2006, l’ex Questore di Roma e Firenze ha fatto parte, tra l’altro, della Commissione Sicurezza dell’Uefa. Con lui abbiamo analizzato quanto purtroppo accaduto in Belgio, con lo sguardo rivolto ai prossimi eventi sportivi.

Di seguito l’intervista completa:

Bruxelles, torna l’incubo attentati. C’è rischio anche in Italia?
Dopo i terribili attentati di Bruxelles e Parigi nessun Paese e nessun luogo possono ritenersi completamente al riparo dagli attentati. Gli attentatori, in Belgio e in Francia hanno attaccato luoghi affollati, mettendo nel mirino l’uomo qualunque. Questa è la conferma che nessun luogo e nessun individuo possono ritenersi immuni e dunque non è possibile escludere che anche l’Italia sia un bersaglio. Dobbiamo tuttavia mantenere la calma e a non drammatizzare. Gli ultimi attentati non devono farci cambiare i programmi. Per vincere la lotta al terrorismo è fondamentale mantenere le nostre abitudini. Non bisogna alimentare la paura. Le istituzioni italiane stanno lavorando affinché quanto avvenuto a Bruxelles e a Parigi non si ripeta nel nostro Paese“.

In arrivo eventi sportivi importanti, Finale Champions e Europei di calcio su tutti. C’è da temere nuovi attentati?
Lo sforzo di prevenzione può ridurre il rischio di attentati, ma non eliminarlo con certezza“.

Oggi si è parlato addirittura della possibilità di annullare i prossimi europei di calcio, cosa c’è di vero?
La UEFA ha deciso questa mattina che le partite di Euro 2016 non saranno giocate a porte chiuse, in nessun caso. Condivido in pieno la decisione della UEFA. Questi ultimi attacchi ci confermano che nessun luogo può ritenersi immune dal terrorismo. Gli eventi sportivi, come tutti gli altri eventi che richiamano un considerevole numero di persone sono da considerare obiettivi esposti a rischio. Dobbiamo tuttavia fare molta attenzione a non alimentare la paura. E’ necessario mettere in sicurezza le partite più che non giocare o farle disputare a porte chiuse“.

Impianti sportivi sicuri?
La dimensione organizzativa del terrorismo internazionale ha dimostrato di essere in grado di colpire con attentati sanguinari plurimi ogni singolo paese e l’Europa intera. Questi scenari, che mettono seriamente in discussione le nostre liberta, le nostre vite e il futuro della nostra convivenza umana, impongono una rivisitazione delle strategie per la sicurezza dei degli impianti. Serve una rimodulazione dei dispositivi di controllo accesso per adeguarlo alle nuove esigenze di sicurezza e risorse tecnologiche.

Con queste condizioni ambientali serve una maggiore attenzione anche con interventi sulle strutture dell’impianto. Per bilanciare l’esigenza di far disputare le partite con il pubblico con quella di garantire la sicurezza degli spettatori sono necessari interventi soprattutto esterni.
Penso al prefiltraggio a distanza che potrebbe essere ripetuto prima del filtraggio vero e proprio, penso all’impiego di metal detector e penso a sistemi di video sorveglianza su ciascuno dei varchi di accesso.

Sono necessarie misure preventive forti. Penso a investimenti sulla sicurezza con i sistemi di videosorveglianza che possano consentire di individuare gli estremisti sotto osservazione per bloccarli e neutralizzarli in tempo lontano dall’impianto. Penso a sistemi di videosorveglianza intelligente: telecamere ad alta risoluzione combinate con l’utilizzo di un server e un software di video-analisi, possono consentire l’immediata identificazione per via telematica di tutti i volti dei potenziali terroristi, che appaiono appunto in una telecamera, se preventivamente caricati in una banca dati“.

Un suo pensiero su ciò che sta accadendo in Europa e nel Mondo?
Vedo tensioni internazionali, conflitti, attentati sanguinari di matrice jihadista e la presenza ovunque di convertiti all’Islam. Avverto la necessità di misure preventive forti. La sola militarizzazione dei territori non basta. E’ importante rafforzare la collaborazione tra gli stati, tentare una soluzione diplomatica al conflitto siriano, accrescere il monitoraggio della propaganda jihadista, la lotta ai finanziamenti occulti e il ruolo delle organizzazioni internazionali di sicurezza.

Avverto l’esigenza di una maggiore collaborazione e condivisione delle informazioni tra servizi di intelligence dei vari Paesi e una maggiore cooperazione operativa tra tutte le potenze mondiali. Gli stati devono sentirsi uniti come è stato per l’Italia negli anni di piombo.
I Paesi e rischio attentati e comunque i Ventotto paesi dell’Unione Europea devono investire su sistemi di videosorveglianza, webcam intelligenti e software di video analisi, per consentire alle forze dell’ordine di individuare gli estremisti sotto osservazione e di seguirne ogni movimento.

Oggi tutte le metropolitane, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti, le banche, gli stadi, i supermercati e le gioiellerie dispongono di sistemi di videosorveglianza. Sarebbe fondamentale censire e mettere in rete tutte queste telecamere, perché avremmo la possibilità di sapere in tempo reale ciò che hanno ripreso. Un’anagrafe delle telecamere ci metterebbe in condizione di sapere a tavolino, anche nelle ore notturne di un giorno festivo, quando è tutto buio, cosa accade o è accaduto in una determinata strada e combinando un tale strumento con un sistema di videosorveglianza intelligente, con telecamere ad alta risoluzione adatte all’utilizzo di software di video-analisi, otterremmo l’immediata identificazione per via telematica di tutti i volti dei potenziali terroristi“.

 

Una luce tra le nubi

palloneCi sono momenti in cui scrivere, parlare, esternare ciò che si ha dentro diventa difficile, forse impossibile. Le immagini che ci giungono dal Belgio, dopo quelle dei mesi passati che arrivavano dalla Francia e dalla Turchia, colpiscono ognuno di noi in maniera differente: rabbia, paura, dolore, stupore sono solo alcune delle sensazioni che attanagliano il corpo, la mente, l’anima.

CALCIO NEL PALLONE, REGNA LA PAURA

In circostanze come queste il primo pensiero sarebbe quello di fermarsi, di cambiare le proprie abitudini, di evitare luoghi affollati o di ritrovo, di cedere, insomma, a quella strategia del terrore in atto ormai da troppo tempo. Lasciare che la nostra vita venga irrimediabilmente modificata per un innato istinto di conservazione. Ci si guarda intorno alla disperata ricerca di qualcosa che possa ridare speranza, coraggio, uno spiraglio di luce in mezzo alle nubi che faccia pensare: “Si, nonostante tutta questa burrasca il sole, alla fine, tornerà sempre a splendere”.

Il sole, quel famoso raggio di luce che squarcia le nuvole, può essere lo sport. In ogni sua forma. Gli attentati di Parigi, allo stadio Saint Denis, dello scorso 13 novembre ci hanno fatto capire come proprio i grandi eventi sportivi potrebbero diventare obiettivi sensibili per eventuali atti terroristici futuri. Gli Europei di calcio in terra transalpina, le grandi classiche ciclistiche del Belgio sono solo alcune delle manifestazioni che riempiranno le giornate di sportivi, addetti ai lavori e semplici appassionati nei prossimi mesi. Eventi che c’è chi vorrebbe si svolgessero a porte chiuse o senza spettatori, privando tutto e tutti dello spettacolo, del calore, della passione che probabilmente solo lo sport sa regalare sempre, in ogni occasione.
Gli attentati di Bruxelles avevano fatto ventilare l’idea di rinviare l’amichevole fra Belgio e Portogallo: dopo 24 ore si è scelto di disputare la partita a campi invertiti. Questa decisione è un segnale fortissimo; è la risposta che tutti dovremmo dare.

La sera dell’11 settembre 2001, a poche ore dalla tragedia delle Torri Gemelle a New York, si giocava Roma – Real Madrid all’Olimpico. La gara si disputò in un clima surreale, con tutti che alzavano gli occhi al cielo per vedere se qualche aereo sorvolasse lo stadio capitolino. Ma, nonostante tutto, quella sera, quella sera stessa, c’erano più di ottantamila persone che gremivano gli spalti. Non erano lì solo per vedere Figo, Raul, Zidane, Totti, Batistuta o Montella. No, chi era presente quella notte di 15 anni fa era lì per gridare a tutto il mondo, noi non molleremo, noi non ci faremo piegare, noi, nonostante la paura, siamo qui. Perché è la nostra vita e continueremo a viverla. Anche grazie ad un pallone che rotola…

Bruxelles, anche il calcio ha paura

PalloneEuro2016È un risveglio strano per i cittadini della capitale belga, ancora paralizzata dopo gli attentati di ieri  all’aeroporto e alla metro, che hanno causato oltre 30 vittime e più di 200 feriti, in una giornata di ordinario terrore che, secondo le rivendicazioni, porta la firma Isis. 

Ma facciamo un passo indietro, torniamo alla tragica giornata di ieri, perché voglio raccontarvi la mia testimonianza.

PAURA A BRUXELLES

È intorno alle 8.30 che apprendo la notizia di una prima esplosione all’interno dell’aeroporto internazionale di Bruxelles, Zaventem, ma ancora non si riesce a capire bene cosa fosse successo.

Si cerca di non pensare subito al peggio, o almeno cerco io di non pensare subito al peggio, ragion per cui inizio a prepararmi per andare a lavoro. Esco di casa e come mi è solito fare da 3 mesi a questa parte mi dirigo verso la Metro, mezzo efficientissimo a Bruxelles che copre ogni angolo della città, per questo motivo utilizzata dalla maggior parte dei cittadini e dei lavoratori.

Sono circa le 8:55 quando salgo in Metro alla stazione Gare Centrale, nel frattempo proprio a bordo del mezzo apprendo la triste notizia che in aeroporto si è trattato di un attacco terroristico e che purtroppo si iniziano già a contare le prime vittime. Scendo qualche fermata dopo, ad Art-Loi precisamente, per poi recarmi verso il mio posto di lavoro. Arrivo in ufficio, accendo il computer e cerco di capirci di più ed ecco in risalto c’è una nuova notizia, la notizia che alla stazione metro Maelbeek un altro ordigno è esploso. Ecco, la stazione Maelbeek è quella successiva ad Art-Loi (dove scendo io di solito), ma spesso per impegni lavorativi mi è capitato passarci o addirittura scenderci.

Resto senza parole e senza fiato, nella mia testa continuavo a pensare che io ero proprio li, su quella linea, e che ho avuto solo la fortuna di scendere una fermata prima rispetto a chi purtroppo ha proseguito quello sciagurato viaggio.

Le autorità belghe danno il via all’allerta massima su tutta la capitale, l’allerta 4. In un primo momento siamo costretti a rintanarci nei nostri uffici, solo dopo le 14.00 riusciamo ad uscire per poter tornare a casa. Ma il consiglio è sempre quello, un perentorio: “non uscite”!

Il resto della storia la conosciamo tutti.

Oggi, invece, Bruxelles si sveglia più fragile o forse si sveglia più forte mettetela come volete, ma è in Place De Bourse che si stanno svolgendo le manifestazioni di commemorazione verso le vittime del 22 marzo 2016. Una data triste non soltanto per il Belgio, ma per tutta l’Europa.

Oggi tutti quanti dovremmo fare una cosa, starcene in silenzio e molte persone che strumentalizzano o fomentano l’odio stanno perdendo proprio questa occasione, l’occasione di fare silenzio per una volta. 

Bruxelles oggi è silenzio, l’ho potuto vedere con i miei occhi, l’ho potuto sentire sulla mia pelle. Sono passato in Grand Place e Place De Bourse (dove si tiene la commemorazione delle vittime), ci sono tante persone, tantissime, ma tutt’intorno c’è un silenzio assordante che affligge questa città. Quindi faccio silenzio anche io e scendo in piazza perchè non ho paura.

Non mi va di dire pregate per Bruxelles o combattete per Bruxelles.  Non avrebbe neanche senso condividere il mio pensiero sull’accaduto (ormai uno dei tanti).

Quindi scendo in strada e faccio silenzio.

Bicarbonato e limone anti tumore

Limone

In questi anni in cui i tumori si stanno diffondendo a macchia d’olio e sono una delle cause principali di morte in Italia come in molti altri paesi del mondo è normale che si vada alla ricerca di cure e terapie alternative che possano affiancarsi o nei casi più estremi sostituirsi a quelle tradizionali, purtroppo non sempre risolutive.

BICARBONATO E LIMONE ANTI – TUMORE

Abbiamo visto ad esempio che c’è chi sceglie di cambiare repentinamente regime alimentare passando ad una dieta vegana oppure chi segue il protocollo a base di aloe vera.

Da qualche tempo in rete gira però anche una cura a base di due semplici ingredienti: limone e bicarbonato. La ricetta è composta esclusivamente da mezzo litro d’acqua, il succo di 3 limoni e 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio.

Il tutto da bere al mattino a stomaco vuoto oppure in più volte durante la giornata ma sempre lontano dai pasti.

Questo trattamento parte dalla teoria che le cellule tumorali amino e prolifichino in un ambiente acido, ovvero con un ph inferiore a 7 al contrario invece delle cellule sane che hanno bisogno di un ambiente alcalino.
Ecco allora che assumere limone e bicarbonato aiuterebbe ad alcalinizzare e dunque arginare e combattere i tumori.

a cura di
Michele Dalle Molle
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