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Giuseppe Bergomi: “Inter e Milan da quarto posto”

Inter Torino

Bergomi da i voti alle milanesi

L’ex capitano e bandiera dell’Inter Giuseppe Bergomi da i voti alle milanesi. Secondo l’ex difensore della nazionale sarà il quarto posto l’obiettivo di rossoneri e nerazzurri.

Le ambizioni di Inter e Milan

Queste le parole come riportate da fcinternews:

“Sarà il campionato dei giovani. In questi ultimi anni è cambiata la tendenza. Già la stagione scorsa l’abbiamo visto con alcuni allenatori che hanno puntato molto di più sui ragazzi”. Beppe Bergomi, al Corriere dello Sport, parla così.

Qualche nome?
“Bisogna fare un monumento a Gasperini con tutti i giovani sui quali ha puntato: da Conti a Caldara, passando per Gagliardini. E ancora Paulo Sousa, che ha fatto maturare Bernardeschi facendogli capire che deve adattarsi ad alti livelli. La cosa bella è che anche squadre importanti come il Milan puntano sui baby: penso a Donnarumma ma anche a Locatelli. Tutto questo porta a una crescita costante della nostra Nazionale”.

Quando era nelle giovanili dell’Atalanta ha allenato qualcuno di loro?
“Io ero sulla panchina della Berretti, Caldara, Conti e Gagliardini facevano su e giù con la Primavera. Anno dopo anno cambiavano e maturavano. Conti ha sempre avuto una gran corsa, Caldara fin da piccolo era attento e concentrato. E Gagliardini aveva la tecnica e i tempi d’inserimento”.

Chi vincerà il campionato?
“Quest’anno la Roma è la squadra che mi intriga di più. Può arrivare prima come quinta, ma tra tutte è la mia favorita. Ho solo qualche perplessità in difesa. Il Napoli gioca il miglior calcio, vediamo se sarà maturato e saprà vincere anche le partite “sporche”. Milan e Inter si contenderanno il quarto posto. Non sottovaluterei la Lazio, che ha forza fisica e velocità. Una squadra difficile da affrontare. Non penso lo rivinca ancora la Juventus per il settimo anno di fila, se dovesse succedere allora sarebbero fenomeni”.

Atalanta-Roma, Di Francesco: “Dobbiamo partire forte”

Leandro Castan

Atalanta-Roma, parla Di Francesco

“L’obiettivo per Atalanta-Roma è partire forte e fare un buon risultato a Bergamo, voglio una grande prestazione e sono convinto che entreremo in campo con grande determinazione perché affronteremo una grande squadra. Per quanto riguarda gli obiettivi generali vogliamo migliorarci giorno dopo giorno”.

Questi i propositi dell’allenatore della Roma Eusebio Di Francesco alla vigilia dell’esordio di campionato a Bergamo contro l’Atalanta. “Dobbiamo lasciarci alle spalle i risultati della tournée spagnola -aggiunge Di Francesco in conferenza stampa-, soprattutto la partita di Vigo che non mi è piaciuta per niente”.

Ultimi giorni di Calciomercato

Il tecnico giallorosso non vede un’Atalanta indebolita del mercato: “Per la mentalità e la determinazione con cui hanno affrontato le amichevoli mi sembra come se per loro non fosse mai finito lo scorso campionato. sono convinto che sarà una partita difficilissima, ma anche loro troveranno contro una squadra che ha voglia di imporre il proprio gioco”.

L’ex allenatore del Sassuolo torna sul brutto primo tempo dell’amichevole con il Celta Vigo: “La colpa di quel primo tempo è solo mia, mi assumo tutte le responsabilità, devo dimostrare che la squadra non è quella lì. Siamo a Roma, le valutazioni le fate dritte per dritte, senza girare intorno a nulla, io lo so, ma sono serenissimo”.

“Ho fatto quelle scelte per tutelare alcuni giocatori che non potevano fare due partite ravvicinate in questo momento della stagione. A nessuno piace fare quelle brutte figure ma è solo colpa mia. Cambiare i giudizi dipende solo da noi, il campo darà le risposte, domani avremo l’occasione di dimostrare qualcosa di diverso. Anche io potrò dimostrare che non sono un’integralista ma non posso mettere in campo le idee degli altri: sono stato scelto per far giocare la squadra secondo le mie idee”.

Il 4-3-3

Sul modulo di gioco Di Francesco punta sul 4-3-3: “Mi sembra assurdo poi parlare di problemi con il 4-3-3 così precocemente, è un modulo che a me ha dato tantissimo e sono convinto potrà dare tantissimo anche alla Roma. Non si può mettere in discussione adesso. Andremo avanti col 4-3-3, poi ci adatteremo la nostra formazione caso per caso. In tante occasioni nel mio passato ho cambiato ma perché dopo 30 minuti pessimi a Vigo devo cambiare? Per far contento chi?”.

Che Campionato sarà

“Sarà un campionato più equilibrato, ci sarà meno distacco tra le prime della classifica”. Conclude l’allenatore della Roma Eusebio Di Francesco. “Le griglie le lascio fare a voi, è il vostro lavoro -aggiunge Di Francesco rivolgendosi ai giornalisti in conferenza stampa- io mi preoccupo di valutare la mia squadra. Di sicuro molte squadre si sono rafforzate, Milan e Inter che negli ultimi anni sono finite dietro, si sono rinforzate tanto, soprattutto i rossoneri e saranno molto competitive”.

Inter, Spalletti: “Finalmente si inizia, sono emozionato”

Shkodran Mustafi

Spalletti pronto per la Fiorentina

Grande emozione per Spalletti, il tecnico toscano non vede l’ora di iniziare e presenta la sfida contro la Fiorentina. Uno Spalletti che si dichiara pronto ed emozionato per la prima ufficiale sulla panchina dell’Inter. Di seguito le parole del mister come riportate da sportmediaset.

LE PAROLE IN CONFERENZA

Cosa vuole vedere domani con la Fiorentina?
“Il bello è che si ricomincia e siamo di nuovo dentro una cosa che emoziona tutti. Mi aspetto che i miei facciano prestazioni di qualità. E’ il calcio in generale che dà a tutti emozioni importanti, anche agli avversari. Ripartire e ritrovare gli avversari con piacere emoziona sempre perché il calcio è una cosa bella. Ai giocatori ho chiesto di amare questi colori e provare orgoglio per la nostra storia. Abbiamo lavorato per 40 giorni cercando di conoscerci e intraprendere una strada che non sappiamo dove ci porterà ma la dobbiamo percorrere con emozione, orgoglio e appartenenza”.

Soddisfatto della macchina che ha a disposizione o si aspetta qualcosa dal mercato?
“I nostri calciatori sono la nostra forza. Sono stato chiamato in causa come elemento importante di questa società ma sono i giocatori a essere la nostra garanzia, la nostra polizza assicurativa per il campionato. Ho grandi calciatori e grandi uomini. Ci capiterà di essere in difficoltà e di perdere qualche partita ma i nostri avversari dovranno sputare sangue. Con San siro deve esserci un incontro sentimentale. Bisogna amarsi alla follia senza possibilità di tradimento. Non dobbiamo disperdere l’entusiasmo dei nostri tifosi”.

Come si pone l’Inter sulla griglia?
“Non rispondo volentieri a questo. Noi iniziamo a lavorare seriamente e chi è qui deve dimostrare di avere i requisiti giusti. Dobbiamo proporre il meglio e anche di più. I giocatori devono essere protagonisti e devono avere loro l’attenzione, non io. E’ solo attraverso loro che io posso avere possibilità, saranno loro a determinare i titoli dei giornali che ci riguarderanno. Hanno qualità e le vogliono esprimere. Io devo essere bravo a tirare fuori il massimo da loro anche quando non saremo d’accordo. Mi avevano parlato di una squadra fragile ma avendoli conosciuti so che sono capaci”.

Dietro alle spalle di Icardi gioca Joao Mario?
“Ne ho 5 in quella posizione e capaci di fare quel ruolo: Borja Valero, Brozovic, Joao Mario, Eder, Jovetic. In più possiamo adattarne altri. La squadra comunque è un blocco unico. Io non esalterò mai un solo giocatore, è tutto collegato perché il risultato lo fa la squadra e non solo quello che fa 20 gol. Vogliamo far vedere il valore dell’Inter in questo campionato”.

Ci sono 4 squadre davanti all’Inter? Anche il Milan è più avanti?
“Il Milan ha fatto una buonissima campagna acquisti e sicuramente Montella li riuscirà ad assemblare. La Lazio è un’altra squadra forte. Le altre squadre che sono arrivate davanti a noi l’anno scorso hanno un altro valore. Ma io sono tranquillo perché ho una squadra forte che mi ha fatto vedere che posso stare tranquillo. Io mi sento pronto per questo campionato anche perché sono fortemente emozionato e questo è un buon segno. Ho anche un po’ di tensione e ci sto bene, non va bene se sono troppo tranquillo, non sono io. Il nostro obiettivo è dare soddisfazione ai nostri tanti tifosi che sono in giro per il mondo. Chiederò questo ai miei ragazzi, ho visto emozionati anche loro”.

Dovrà osare di più rispetto ai precedenti allenatori che hanno sempre schierato una sola punta?
“Bisogna sempre ricordarsi di avere più coraggio ma i gol non dipendono dal numero di attaccanti. E’ l’atteggiamento che può dare un segnale agli avversari”.

Come sta Icardi? Perisic ha la testa libera ed è motivato?
“Mauro sta bene, qualche giorno di allenamento gli manca ma siamo tranquilli. Se non riuscirà ad essere in condizione per 95 minuti lo valuteremo a gara in corso. Ivan fin da subito ha parlato con me, con la società. Per stare qui bisogna essere tutti vogliosi di ascoltare ed è chiaro che è attraverso questi giocatori che si fanno cose importanti. Anche nel passato e nella storia dell’Inter è stato così. Perisic è uno di quei giocatori che possono darci di più. Dopo il confronto che abbiamo avuto non ho mai avuto avvisaglie che volesse cambiare. E’ uno di quelli che si fermano anche dopo l’allenamento, è tra i più professionali. Ha un sentimento vero per la squadra e lo ha dimostrato correndo e recuperando per tutti anche in amichevole. si mette al servizio della squadra”.

Dal punto di vista tecnico siete completi? Cosa manca?
“I nomi dei giocatori coinvolgono. Ho letto di Vidal, Sanchez e questo entusiasma anche me. Ma io ho sempre parlato con la società. Certi nomi li ho letti sui giornali ma loro a me non hanno promesso nulla. Sono contento di quello che ho che è grosso modo quello che chiedevo.Ho tutti giocatori col cuore interista nelle intenzioni e nei comportamenti. Sono a posto e sono contento. Poi è chiaro che se si prendono i top player si hanno dei vantaggi, ma se hai quelli che lo possono diventare allora bisogna lavorare e migliorarsi. Le attenzioni lemeritano i nostri calciatori, meritano il nostro amore”.

Il Fair play finanziario
“E’ una cosa che va rivista e migliorata. L’Inter è corretta nell’usarlo. Suning è azienda corretta negli investimenti. Così come bisognerebbe rivedere il fatto che il mercato sia ancora aperto quando inizia il campionato”.

Su Candreva
“Io voglio tenerlo e la società la pensa come me. Lui non ha dato sintomi diversi. Si va avanti in tranquillità”.

A Brunico disse che erano state fatte delle promesse: è soddisfatto? Qualcosa la preoccupa?
“Sono abbastanza contento perché ho conosciuto la mia squadra. Ci si lascia trascinare nel fare certi discorsi che ho soprattutto letto più che fatto. Ci sono equilibri e costi, secondo me abbiamo fatto un mercato normale al quale sono abituato quindi mi sento a mio agio. Si è stimolati a trovare soluzioni e lavorare in maniera più seria e profonda. Non ho paura nel senso che sono abituato a conviverci”.

Il grande acquisto del mercato è Spalletti secondo molti. Quest’anno lei è l’Inter: sente questa pressione?
“Penso di non averla. L’allenatore è importante perché deve far arrivare delle cose ma i giocatori devono essere bravi ad ascoltare e questi ragazzi lo stanno facendo. La nostra storia e la mia la scriveranno loro. Sono convinto che lo faranno vedere fin da subito”.

Aver battuto grandi squadre in amichevole che valore ha?
“Aiuta il lavoro quotidiano perché ti fa pensare di essere nella direzione giusta. I risultati hanno la loro importanza anche se ogni volta si riparte da zero. Domani affrontiamo una squadra che ha entusiasmo ed è allenata d aun uomo di grande qualità, un tecnico moderno”.

Si aspetta rinforzi in difesa?
“E’ sbagliato aspettarsi chissà cosa dal mercato perché abbiamo le nostre motivazioni. In difesa qualcosa comunque faremo”.

Il suo obiettivo stagionale
“Vincere tutte le partite”.

Cancelo e Schick arrivano?
“Devo dare entusiasmo ai miei giocatori. Non faccio bene il mio lavoro se penso ad altri giocatori, devo dare forza a chi scenderà in campo domani”.

Milan, Albertini: “Marotta? Lui dice così solo per …”

“Marotta vuole mettere pressione agli avversari”

Demetrio Albertini, ex centrocampista del Milan, intervistato dal Corriere della Sera ha commentato le parole di Marotta che ha individuato nel Milan la principale antagonista dei bianconeri:

“Eh lui lo dice per mettere pressione agli avversari e creare un po’ di tensione. Però io, che da Berlusconi ho imparato che bisogna sempre puntare al massimo, penso che una squadra che coltivi grandi ambizioni non debba avere la paura di esporsi. Solo chi ha timore di inseguire traguardi prestigiosi fatica poi a gestire i momenti complessi della gestione. Per questo dico che i dirigenti del Milan dovrebbero avere la presunzione di dichiarare apertamente di puntare allo scudetto”

Lotito: “Keita vuole la Juventus, ma…”

Keita – Juventus: parla il Presidente Lotito

Sembra destinata a proseguire in eterno la telenovela Keita-Lazio. La vicenda ha riempito, e lo fa tutt’ora, pagine di quotidiani sportivi, blog, testate online e via dicendo con varie indiscrezioni, ipotesi e dichiarazioni. Il pressing asfissiante della Juventus era cosa nota a tutti, ma la volontà del calciatore no; se non quella di lasciare i biancocelesti. Destinazione gradita? Mistero, poiché nemmeno il suo procuratore (trovate qui le sue parole) ha voluto specificare le vere intenzioni del proprio assistito.

Clamorosamente, però, a ‘spoilerare’ in parte il finale di questa telenovela ci ha pensato, a sorpresa, il Presidente della Lazio Claudio Lotito ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Prima il numero uno laziale ha voluto far chiarezza sulla questione rinnovo: “Per prima cosa non è vero che al giocatore non è stato proposto il rinnovo. Con il suo agente Calenda ci siamo incontrati due volte nei miei uffici di Villa San Sebastiano. C’era anche il fratello di Keita, non so a quale titolo peraltro. Al giocatore abbiamo proposto lo stesso ingaggio di Klose(ovvero più di 2 milioni, ndr), il calciatore più pagato sotto la mia gestione. La risposta è stata che il ragazzo voleva andar via dalla Lazio”. 

“Keita vuole solo la Juventus”

Poi Lotito ha proseguito parlando di offerte concrete giunte alla sua corte per Keita: “Ce ne sono state tre ufficiali, tutte documentabili. Il Milan ci avrebbe dato 35 milioni, il West Ham 32, il Napoli 30. Keita e il suo procuratore hanno risposto che non interessava nessuna delle tre, che la destinazione gradita era la Juve. Il giocatore me lo ha ribadito ad Auronzo di Cadore. La Juve invece ritiene congrua la somma di 15 milioni, ma se ho ricevuto delle offerte da 30 milioni in su perché devo cederlo alla metà? Se agiremo per vie legali? Lo valuteremo. Così come stiamo valutando, nell’ambito del codice di giustizia sportiva, il comportamento del ragazzo”.

Keita – Lazio – Juventus, la telenovela è destinata a proseguire ulteriormente. Ma per quanto ancora?! Al mercato l’ardua sentenza.