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Milan, nel mirino c’è Simon Kjaer

Claudio Marchisio

Rinforzi in difesa per il Milan

Secondo quanto riportato dal giornale turco Takvim, l’Inter e il Milan starebbero monitorando con molta attenzione il nome di Simon Kjaer per la difesa. Il centrale danese, attualmente in forza al Fenerbahçe, è valutato poco meno di 15 milioni di euro dai turchi. Su Kjaer, peraltro, è stato registrato anche un forte interessamento dell’Arsenal che avrebbe offerto circa 12 milioni al Fenerbahçe.

Roma, ecco i regali per Di Francesco

Di Francesco

In arrivo un tris dal Sassuolo

Dopo l’arrivo di Eusebio Di Francesco sulla panchina della Roma, il ds Monchi sta lavorando sul mercato per regalare al nuovo tecnico dei giocatori importanti. La sua intenzione, secondo quanto riportato da tuttomercatoweb, è quella di portare a Trigoria tre giocatori importanti del Sassuolo: Francesco Acerbi, Lorenzo Pellegrini e Domenico Berardi. Le probabili partenze di Rudiger, sempre nel mirino dell’Inter di Spalletti, nonostante l’incedibilità dichiarata dallo stesso Monchi, Manolas, Paredes e Salah, ormai a un passo dal Liverpool, rendono necessari gli acquisti di giocatori di sicura affidabilità per affrontare al meglio una stagione che si preannuncia davvero complicata. Le avversarie si stanno muovendo in modo deciso e la Roma ha bisogno di rinforzarsi in ogni reparto per competere ad alti livelli e provare a raggiungere l’obiettivo-scudetto, sfuggito per una manciata di punti nell’ultima stagione. Lo spettro del ridimensionamento, però, aleggia nella mente dei tifosi giallorossi, ed è chiaro che i nomi di Acerbi, Pellegrini e Berardi non accontentino una piazza diventata sempre più esigente.

Senza Totti e l’inizio di una nuova era

Cominciarla con un grande colpo potrebbe alleviare, almeno in parte, l’amarezza per il ritiro dello storico capitano, e infondere fiducia nel nuovo progetto tecnico-sportivo.

Milan, Mister Li e il futuro di Gigio

Mister Li e la linea dura

In casa Milan la delusione è ancora fresca dopo la decisione di Donnarumma di non rinnovare il contratto. Mister Li, riferisce la Gazzetta dello Sport, è infastidito dall’evoluzione della faccenda ed è irremovibile sulla possibilità di lasciare libero il giocatore fin da subito. Insomma, l’intenzione del Milan sarebbe quella di iniziare la stagione con quattro portieri, con Gigio relegato in panchina o in tribuna. Ma lo scenario, ovviamente, potrebbe cambiare nei prossimi giorni, quando Raiola si ripresenterà da Fassone con un’offerta ufficiale. A quel punto il Milan dovrà decidere se resistere, trattenendo Donnarumma, oppure accettare, chiudendo subito il rapporto con il ragazzo e il suo agente.

Chi si farà avanti?

Al momento, il Milan non ha ricevuto proposte, ma i club interessati non mancano. A cominciare dalla Juve, non avrebbe particolari problemi ad attendere la scadenza naturale del contratto. Stando alle indiscrezioni, il Real è la squadra che ha maggiori chance di accaparrarsi il giovane talento milanista, ma resta assolutamente valida anche la pista Paris Saint-Germain.

Baci, tradimenti e bandiere mancate

C’erano una volta le bandiere…

Per “bandiera” si intende quel giocatore (o sportivo che milita in una squadra anche non calcistica) che ha deciso di giocare in una squadra per la totalità della propria carriera, rinunciando a platee più ampie, fiumi di denaro e successi. Un giocatore di questo tipo non può che essere amato dalla tifoseria di riferimento, soprattutto se la propria squadra va male e retrocede in una serie inferiore. Gli esempi si sprecano: da Baresi-Maldini-Costacurta a Bellini, da Totti a Zanetti a Del Piero, Buffon e Nedved che hanno seguito la Juventus fino in Serie B (oltre a Camoranesi e Trezeguet), fino a De Rossi o negli anni passati Scirea, Conti, Rivera, Mazzola e Riva. L’elenco potrebbe diventare lungo, molto lungo.

Questa è stata la settimana in cui si è capito che il termine “bandiera” non ha più nulla a che fare con il calcio moderno. In queste ultime tre settimane abbiamo capito che bandiere come Totti non ce ne saranno più e che Gianluigi Donnarumma non sarà mai una bandiera del Milan.

Questa è stata la settimana della rinuncia di “Gigio” Donnarumma, 18 anni da quattro mesi scarsi, a diventare la nuova bandiera rossonera, rifiutando un ingaggio monstre per uno della sua età ed avere anche la fascia di capitano. Il portiere classe ’99 ha rifiutato il rinnovo e dal 1° luglio 2018 sarà libero di accasarsi dove vorrà a parametro zero. Nel mentre, se la telenovela non avrà un happy ending, il numero 99 rossonero rischia di essere messo da parte dal club meneghino e farsi tutta la stagione in tribuna, perdendo anche la convocazione per i Mondiali di Russia. Va bene che ha l’età totalmente dalla sua parte, ma meglio andare ad un Mondiale che stare a casa e vederlo sul divano di casa dopo aver fatto la muffa in tribuna tutto l’anno.

Il mondo calcistico da giovedì non ha parlato d’altro, con commenti sprezzanti contro il portiere di Castellammare di Stabia ed il suo entourage (leggasi Mino Raiola), accusandolo di essere un mercenario nonostante abbia appena 18 anni. Con il nostro calcio che già si pregustava il giusto passaggio di consegne in Nazionale tra lui e un altro Gianluigi che per amore verso la Juventus è sceso in cadetteria da Campione del Mondo e che inizierà la sua diciassettesima stagione consecutiva con la maglia bianconera. Stiamo parlando di Buffon, a oggi il giocatore della nostra massima serie a giocare ininterrottamente nella stessa squadra da più tempi. E proprio il portierone azzurro è l’ultimo caso di bandiera del calcio nostrano. Un calcio che sta vivendo ora una trasformazione ormai inesorabile: addio bandiere, meglio girare più squadre magari facendosi amare su più piazze ed odiare da quelle in cui è iniziato il giro.

Tutti a dire: calciatori traditori, mercenari, insensibili. Nulla di male a pensarlo, ma solo se il giocatore lascia la nostra squadra perché se tifassimo la squadra in cui il campione andrà a giocare non diremmo lo stesso. Anzi.

Un esempio è il caso Ibrahimovic: professionista dal 1999 (anno di nascita di Donnarumma), in 18 anni da “pro” ha giocato in otto squadre diverse, dando il meglio di sé ogni stagione. Lo svedese è da sempre considerato il prototipo del giocatore mercenario, eppure ovunque è andato è riuscito a farsi amare per le prestazioni e i gol, nonostante ad inizio stagione avesse (quasi) sempre detto che da bambino tifava per la squadra in cui veniva presentato.

Il calcio è cambiato, solo le regole sono rimaste invariate. Fatto sta che fa specie che un ragazzo che può votare solo da quattro mesi abbia rifiutato di diventare una bandiera di un club che nella sua ultracentenaria storia ha avuto tantissime bandiere. Si dice che Donnarumma andrà alla Juventus, al Real Madrid o al Paris Saint Germain. Per la gioia del suo procuratore, che è lo stesso di Ibrahimovic, ovvero Mino Raiola.

E proprio questo è il grande problema per molti tifosi: il procuratore, colui che rappresenta il calciatore nelle trattative e che le condiziona con i suoi capricci. Una figura ingombrante ma necessaria, amata ed odiata: amata se riesce a portare il suo assistito-campione nella squadra per cui uno tifa, odiata se il suo assistito cambia squadra per un ingaggio da capogiro e un prezzo di cartellino pari al Pil annuo di molti Stati del Mondo per andare in un’altra squadra, magari acerrima rivale.

Eppure il caso Donnarumma, ultimo della serie delle bandiere mancate, ha davvero spaccato l’opinione pubblica e sono in pochi a sostenere che il portiere abbia fatto bene. Peccato che abbia da poco 18 anni ed è già stato bollato da tutti con l’epiteto di ingrato verso una squadra che per una serie di condizioni favorevoli (perché in condizioni favorevoli Donnarumma è riuscito a debuttare in Serie A a 16 anni). Avrà tutto il tempo per diventare la bandiera di un’altra squadra, se vorrà.

That’s football, bellezza. Purtroppo. E non ci sono baci sulla maglia che tengono.

Parma in Serie B, grande festa in casa gialloblu

Il Parma ritrova la Serie B

Il Parma torna nel calcio che conta, grande festa per Lucarelli e compagni. Al Franchi di Firenze i ducali battono 2 a 0 l’Alessandria grazie ai gol di Scavone e Nocciolini e conquistano la meritata e attesa promozione. Scatta la festa, Parma in delirio.

https://www.facebook.com/sportpaper.it/videos/712178215636383/

IL TABELLINO

PARMA (4-3-3): Frattali 6; Mazzocchi 6, Di Cesare 6.5, Lucarelli 6.5, Iacoponi 6; Munari 6, Scozzarella 6 (20′ st Giorgino 6), Scavone 7; Nocciolini 6.5 (29′ st Coly 6), Calaiò 6.5, Baraye 6 (39′ st Edera sv). (Zommers, Mastaj, Saporetti, Messina, Nunzella, Garufo, Ricci, Simonetti, Sinigaglia). All.: D’Aversa 7.
ALESSANDRIA (4-4-2): Vannucchi 6.5, Celjak 6 (26′ st Evacuo 6), Gozzi 5, Sosa 5, Barlocco 6; Marras 6.5, Cazzola 5.5, Branca 6, Nicco 5.5 (20′ st Iocolano 6); Gonzalez 5, Fischnaller 5 (40′ st Piccolo sv). (La Gorga, Mezzavilla, Piana, Rosso, Gjura, Nava). All.: Pillon 5.5
ARBITRO: Giua di Olbia 6.
RETI: 11’pt Scavone, 22’st Nocciolini.
ESPULSI: al 45’pt il ds del Parma, Faggiano, per proteste; al 46’st Gozzi (A) per gioco violento.
AMMONITI: Branca.
ANGOLI: 7-6 per l’Alessandria.
RECUPERO: pt 1′; st 5′.
SPETTATORI: 16.400 circa per un incasso di circa 120.000 euro.
NOTE: Al 24’pt e al 26’st sono stati osservati time-out di circa 2′ per far bere le due squadre.