Ciclismo sotto Shock. Gli aggiornamenti sul caso Froome, è doping?

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L’UCI avrebbe chiesto informazioni in merito ad un eccessivo dosaggio di Salbutamolo

Grosso shock nel mondo del ciclismo. L’UCI ha richiesto alcune informazioni a proposito di un eccessivo dosaggio di Salbutamolo in un’analisi delle urine effettuate sul campione del Team Sky, Chris Froome. Il limite consentito dalle regole WADA sarebbe di 1000 nanogrammi e nelle urine ci sarebbe il doppio del dosaggio consentito. In questi casi non è prevista la sospensione temporanea dell’atleta, fino a chiarezza dei fatti.

Il Team Sky in un comunicato prova a fare chiarezza il più possibile sull’accaduto, specificando che generalmente, queste situazioni, molto frequenti nel mondo del ciclismo, mantengono un clima del tutto confidenziale; ma trattandosi dell’atleta più forte di tutti, il circo mediatico sta facendo il suo corso.

Nel comunicato gli inglesi spiegano che nell’ultima settimana di Vuelta, il loro atleta, asmatico sin da bambino e utilizzatore di un classico inalatore di Salbutamolo, avrebbe avuto un acutizzarsi del sintomo.

Sotto indicazioni del medico societario, avrebbe aumentato il dosaggio, ma sottolineano, stando sempre al di sotto del limite consentito. Secondo il team è facilmente dimostrabile come, secondo diversi fattori quali stanchezza, cibo, disidratazione e anche tempistica di utilizzo del farmaco stesso, possano provocare un’alterazione dei valori nelle urine.

Il Team Sky, Froome e il manager Brailsford, hanno dato la completa disponibilità a collaborare con l’UCI e a fornire tutte le spiegazioni che gli verranno richieste.