ESCLUSIVA – Raffaele Sergio: “Il derby di Roma è unico. Maradona? Il numero 1”

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Raffaele Sergio
Raffaele Sergio

Ai microfoni di SportPaper l’ex terzino di Lazio e Napoli Raffaele Sergio

  1. Iniziamo con una curiosità, di cosa si occupa oggi dopo aver dato l’addio al calcio giocato?

“Sono rimasto nel mondo del pallone, attualmente ho una scuola calcio, la Raffaele Sergio Academy, un progetto che mi regala soddisfazioni”

2. Parliamo del suo passato in biancocestele. Cosa si ricorda dei quei 4 anni passati a Roma?

“Alla Lazio ho ricordi stupendi, l’esordio in Serie A, la convocazione in nazionale. Ricordi indelebili che resteranno dentro di me”

3. Sempre restando in tema Lazio, il derby più bello che ha giocato?

“I derby sono qualcosa di meraviglioso, viverli qualcosa di stupendo. Il più bello in assoluto delle stracittadine in Italia perchè si vive tutto l’anno di questa partita, impossibile scegliere”

4. Con la maglia biancoceleste ha incontrato anche un campione scomparso recentemente, Maradona. Cosa ricorda e cosa pensa del Diez?

“Al di là dell’aspetto tecnico fuori da ogni logica, il carisma che emanava era un qualcosa di straordinario. Chi giocava con lui diventava 10 volte più forte, chi lo affrontava sapeva di giocare contro il più forte”.

5. Parliamo di una partita molto importante in cui era titolare. Napoli-Lazio del 29 aprile 1990. Cosa ricordia di quel giorno?

“Il 29 aprile è senza dubbio un ricordo indelebile. Per arrivare allo stadio, tutta la città imbandierata e stadio sold out. Abbiamo fatto una buona partita ma il Napoli era il Napoli, troppo forte”

6. Cosa ricorda dell’esperienza a Torino e della vittoria della Coppa Italia con i granata?

“Il Torino un altro club glorioso dalla grande storia, averne fatto parte è un onore, vincere un trofeo come la Coppa Italia indubbiamente un privilegio”

7. Ha indossato anche altre maglie come ad esempio quella della Cavese, del Benevento, del Mantova e dell’Udinese. Cosa ricorda di queste esperienze?

“Alla Cavese sono cresciuto, dal settore giovanile fino alla prima squadra quindi fa parte di me. Il Benevento mi ha dato la possibilità di trovare continuità di lavoro, sono cresciuto molto come esperienza calcistica. Mantova è stato invece il mio trampolino di lancio per la Serie A. Lì ho incontrato un autentico maestro, Mariolino Corso, al quale devo tantissimo per la fiducia e per gli insegnamenti che mi ha dato. Sono stati due grandi campionati sotto la sua guida, gli devo molto”

8. Restando sempre in ambito Campania: Cosa pensa della stagione del Napoli?

“La stagione del Napoli è complessa. È iniziato un ciclo tutto nuovo sotto la guida di Rino Gattuso, in alcuni momenti decisivi il Covid non ha aiutato gli azzurri, nel complesso positiva fino ad ora la stagione, bisogna avere pazienza e dare continuità al progetto”

9. Ed invece, sempre guardando al passato, cosa pensa del Benevento?

“Benevento sicuramente merita un voto positivo. Ha capito gli errori commessi due anni fa e sta facendo con Inzaghi un lavoro molto mirato. Vedo buone possibilità di crescita, anche in questo caso serve pazienza”

10. Cosa pensa dell’attuale momento della Lazio?

“La Lazio penso sia un gruppo molto coeso. Ottimi giocatori e mercato fatto con oculatezza da Igli Tare. Credo che stiano facendo un ottimo lavoro, riescono a far quadrare bilanci con ottime tecniche, bravi senza dubbio!”

11. Cosa ricorda del suo esordio tra i professionisti?

“Il sogno di ogni bambino è quello di giocare in A, sono felicissimo di averlo realizzato. Invito tutti i ragazzi a credere nei sogni e non mollare mai, c’è sempre una luce in fondo al tunnel. Credere sempre in se stessi, parlare poco e pedalare. Bisogna solo far parlare il campo e non credere a tanti illusionisti del calcio”

12. Ed adesso, dall’inizio alla fine, cosa ricorda del giorno del suo ritiro?

“Verso fine carriera ho avuto problemi con le ginocchia. È stata dura lasciare, ma avendo una famiglia stupenda ho superato tutto, lasciare a causa di problemi fisici non è semplice, grazie a loro son riuscito a ritrovare la serenità”

13. Adesso una domanda legata alla sua città. La Cavese, la squadra non sta attraversando un buon momento. Secondo lei riuscirà a salvarsi in serie C?

“La Cavese ha rifatto tutto a gennaio, tanti cambiamenti. Spero che si salvi, non conosco bene la situazione, non mi sento di dare un vero giudizio”

Ringraziamo Sergio per la disponibilità, in bocca al lupo per la sua scuola calcio.