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Lazio, rinnovo in vista per Biglia?

Biglia si, Biglia no. La Lazio proverà a trattenere in biancoceleste il capitano, metronomo del centrocampo dei capitolini. Il team del patron Lotito proverà a convincere il mediano dell’Argentina, si parla di possibile rinnovo, il contratto attualmente ha scadenza 2018.

RINNOVO PER BIGLIA?

Rinnovo in vista per Biglia e futuro con la casacca della Lazio? Sono in molti i club interessati al biancoceleste, dal Milan all’Inter, passando per la Juve alla ricerca di un vice Marchisio. Quale futuro per Biglia? Bisogna attendere ancora per conoscere il futuro del centrocampista.

Roma, il sogno è Mauro Icardi

La Roma pensa al futuro, senza Totti e Dzeko? Probabile l’addio del bomber ex City, ancora da capire quale sarà il futuro del capitano. La Roma in ogni caso guarda avanti e pensa al possibile nuovo attaccante, il bomber di razza che manca al momento ai giallorossi. Secondo quanto riporta Il Messaggero la Roma starebbe pensando a un interista.

LA ROMA SOGNA ICARDI

Sarebbe Mauro Icardi il sogno proibito dei giallorossi, l’argentino dell’Inter l’obiettivo per l’attacco romanista. Difficile immaginare una cessione del bomber da parte dell’Inter, se non di fronte ad una cifra folle. Nel calcio tutto è in ogni caso possibile. Icardi il sogno proibito, diventerà realtà?

Italia nel segno dei bomber argentini

Higuain

Argentina ed Italia sono da oltre un secolo e mezzo “cugine” non solo per motivi economici e commerciali, ma anche perché oltre la metà degli abitanti del Paese sudamericano è di origine italiana.

ITALIA IN MANO AGLI ARGENTINI…

Certo è che i due Paesi hanno un altro tratto in comune: il gioco del calcio. La nostra Serie A da sempre gode del talento dei giocatori argentini per impreziosirsi, diventando il luogo della loro esplosione e della loro definitiva consacrazione: dagli oriundi campioni del Mondo Luisito Monti ed Atilio de Maria a Renato Cesarini negli anni Trenta; da el cabezonOmar Sivori al petisso Bruno Pesaola nei ’50; da Daniel Passarella a Ramon Diaz negli anni Ottanta; da Abel Balbo a Nestor Sensini e da Gabriel Omar Batistuta a Hernan Crespo che hanno rafforzato le squadre di Serie A nei Novanta; dagli interisti Javier Zanetti e Diego Milito, da Carlos Tevez a Paulo Dybala. Senza contare il più forte calciatore della storia, Diego Armando Maradona, che con le sue magie ha fatto sognare Napoli tra il 1984 ed il 1991. Complessivamente, oltre trecento calciatori argentini hanno militato in Italia nelle nostre serie calcistiche.

Va da se dire che i record men di presenze e di marcature nella storia della Seleccion sono di origine italiana ed hanno stabilito i propri primati quando militavano nella nostra massima serie: el pupi Zanetti (145 caps) ed il re leone Batistuta (56 reti), allora giocatori Inter e Roma. Come di origine italiana erano i capitani che hanno alzato al cielo le due Coppe del Mondo finora conquistate dall’Argentina, Passarella e Maradona, esponenti dellagolden age del calcio italiano negli anni Ottanta.

Arriviamo dunque ad oggi, dove la classifica marcatori della Serie A è matematicamente vinta dall’argentino del Napoli Gonzalo Higuain che, con 30 reti in trentadue partite (finora), si accinge a vincere per la prima volta in carriera una classifica marcatori. L’obiettivo di eguagliare il record di Gunnar Nordhal (35 reti con campionato a venti squadre) che dura da sessant’anni, sembra impossibile, ma erano dieci anni che il capocannoniere della massima serie calcistica italiana non segnava almeno trenta reti (Luca Toni, 31 reti, stagione 2005/2006). Il pipita è l’ottavo giocatore a segnare almeno trenta reti in una singola stagione di campionato. Il numero 9 di Brest diventerà il decimo argentino a vincere la classifica marcatori italiana (dopo Julio Libonatti, Enrique Guaita, Angelillo, Sivori, Pedro Manfredini, Maradona, Batistuta, Hernan Crespo e Mauro Icardi). Antonio Valentin Angelillo, uno degli “angeli dalla faccia sporca”, aveva chiuso la stagione 1958/1959 segnando 33 reti in trentaquattro partite: un gol a partita, un record.

Tra i primi dieci marcatori della Serie A ci sono altri due argentini, al secondo ed al terzo posto: la joya della Juventus, Paulo Dybala (16 reti) ed il capitano dell’Inter, Icardi, con quindici marcature. La scorsa stagione Maurito vinse (ad ex equo con Toni) la classifica marcatori con ventidue reti.

I gol di Higuain non sono serviti al Napoli per vincere il terzo scudetto della sua storia, mentre il giovane attaccante bianconero ha tre giornate per eguagliare il numero di gol che fece Carlos Tevez nella sua prima stagione juventina.

Se Higuain è una certezza a livello mondiale, la vera novità è Paulo Dybala, la “gioia” nel cappello di mister Allegri che dopo un avvio shock (0 punti dopo due partite come nel campionato 1912/1913), oggi si gongola il suo piccolo attaccante che si sta rivelando il vero craque del mercato estivo, visto che Andrea Agnelli ha speso 32 milioni (più otto di bonus) per strapparlo al Palermo. E se la Juventus ha vinto il suo quinto scudetto consecutivo, lo deve (anche in parte) al pibe de la pensión, il soprannome che Dybala si porta dietro dai tempi di quando militava nell’Instituto di Córdoba.

Alcuni giocatori argentini, in questa Serie A, sono i capitani delle proprie squadre (Nicolas Burdisso al Genoa, Mauro Icardi all’Inter, Lucas Biglia alla Lazio, Gonzalo Rodriguez alla Fiorentina); altri sono fondamentali negli schemi tattici dei loro allenatori (el papu Gomez, Diego Perotti, Facundo Roncaglia, Joaquín Correa, Cristian Ansaldi, Lucas Castro, Ricky Alvarez, Leandro Paredes, Maxi Lopez); altri invece sono gregari o riserve che lottano per un posto da titolare e che quando giocano non fanno mai pentire del loro impiego (Rodrigo Palacio, Mariano Izco, Nicolas Spolli, Franco Zuculini, Santiago Gentiletti, Roberto Pereyra, Mauro Zarate, Ezequiel Muñoz, Tino Costa).

Senza contare che la squadra italiana con più giocatori in rosa provenienti “dalla fine del Mondo” (come disse José Mario Bergoglio, anch’egli argentino, quando salì al soglio pontificio) è stata il Catania. Gli etnei, ora in Lega Pro, sono chiamati dalle parti di Buenos Aires la Segunda, una seconda selezione nazionale: dalla stagione 2004/2005, gli etnei hanno almeno un giocatore argentino in rosa e tra il 2009/2010 e la stagione 2014/2015 ne ebbero almeno dieci, con ben quattordici nel 2011/2012 e nel 2013/2014. Senza contare che nel mentre anche un allenatore bianco-celeste era di stanza a Torre del Grifo, ovvero Diego Pablo Simeone per la seconda parte del campionato 2010/2011. Attualmente in Serie A giocano otto argentini che hanno giocato almeno una stagione nella Segunda.

Serie A ed Argentina, un connubio rafforzatosi il 13 luglio 2014 al “Maracana”, quando laSelecciòn sfidò la Germania con in campo tre elementi “italiani” (l’allora portiere della Sampdoria Sergio Romero, il difensore Lucas Biglia ed il puntero Gonzalo Higuain) oltre ad una nostra vecchia conoscenza (el pocho Ezequiel Lavezzi), con in panchina Hugo Campagnaro, Mariano Andujar, Rodrigo Palacio, Federico Fernandez (allora militante nel Napoli), Ricky Alvarez, l’ex Roma Fernando Gago ed un altro che sarebbe arrivato in Italia a torneo terminato, Josè Maria Basanta. Argentina ancora una volta seconda, ma la sfortuna ha voluto che proprio uno dei “nostri”, Higuain, andasse vicinissimo al gol sbagliando clamorosamente da posizione ravvicinata.

Calcio a parte, il legame tra Roma e Buenos Aires toccò l’apice il 13 marzo 2013, quando Jorge Bergoglio, gesuita con radici astigiane, venne nominato CCLXVI Papa: un altro argentino si sarebbe fatto amare in Italia. E proprio in onore del Santo Padre, cinque mesi dopo ci fu l’amichevole Italia-Argentina, vinta dagli ospiti 2 a 1 con in campo in totale undici calciatori che giocavano, o hanno giocato, in Italia.

A cavallo dell’Ottocento e del Novecento, molti italiani salparono dai porti per trasferirsi in Sud America, scegliendo il Paese con il sole che ride nella bandiera per crearsi una nuova vita. Sono di origine italiana non solo molti scrittori e uomini di cultura argentini, ma anche il nuovo Presidente argentino, Mauricio Macri, è di origine italiana, essendo nipote di emigranti calabresi. E anche lo stesso inquilino della Casa rosada è legato al calcio, essendo stato per venti anni presidente del Boca Juniors, il club dei proletari di Buenos Aires, diventato sotto la sua presidenza uno dei club più titolati al Mondo. Ed il Boca Junios stesso è legato all’Italia, in quanto il soprannome del club è la traduzione di “genovesi” (xeneizes) poiché i fondatori erano tutti di origine ligure.

Argentina ed Italia, due Paesi così lontani eppure così vicini quasi da giocarci un derby.

Cavani alla Juve, ora o mai più

Juve calciomercato

Juve_Torino

Cavani è nel mirino della società bianconera da tempo,  rappresenterebbe il sostituto ideale di un Morata che farebbe ritorno a Madrid per giocare nei galacticos di Florentino Perez.

CAVANI PER LA JUVE

L’operazione per lo spagnolo, consentirebbe alla società bianconera di far cassa, in modo da destinare tutte le risorse per l’acquisto del Matador che costituirebbe così una coppia d’attacco tutta sudamericana e capace di infiammare i tifosi bianconeri. Il giocatore uruguaiano sarebbe ben felice di ritornare in Italia, dopo i dissapori francesi, anche se dobbiamo dire che ha contribuito alla causa del PSG in questo campionato segnando 15 reti ben lontano comunque dai suoi standard e dal Re Ibrahimovic che di marcature ne ha realizzate 32 fino ad oggi.

CENTROCAMPO CHE CAMBIA

L’operazione Cavani si può concludere con un costo d’acquisto intorno ai 50 milioni di euro, il nodo sarebbe l’ingaggio che si assesterebbe intorno agli otto milioni all’anno, con un fisso intorno ai sei milioni che con bonus vari raggiungerebbe la cifra desiderata dal giocatore. Le trattative sono serrate tra Marotta e la dirigenza francese e pensiamo che il forte attaccante possa arrivare alla corte di Allegri per formare un attacco che non avrebbe uguali in Italia. Per il centrocampo date le partenze probabili di Hernanes e Lemina si pensa a Kante’ del Leicester, Isco o Oscar per il ruolo di trequartista, ma il successo più grande sarebbe trattenere ancora a Torino Pogba visto il pressing che arriva da Barcellona e Chelsea.

Inter, Mancini o Simeone e un mercato in fermento

Mancini

Tutti pazzi di Simeone, ma il presente dell’Inter si chiama Roberto Mancini. Non sembra esserci la volontà in casa Inter di cambiare guida tecnica, nei giorni scorsi il tecnico rivelazione e uomo del momento Diego Pablo Simeone ha strizzato l’occhio ai nerazzurri, pronta la replica di Mancini con la frase ‘non possiamo allenare in due’. Mancini il presente, Simeone il futuro? Il tecnico argentino sta stupendo alla guida dell’Atletico Madrid, allenatore di grande temperamento, un pò alla Mourinho, che piace molto al pubblico nerazzurro. Salvo clamorosi colpi di scena si andrà avanti con Mancini, Simeone il futuro.

MANCINI, SIMEONE E UN MERCATO DA TOP CLUB

Futuro che passa dal mercato, l’Inter attiva e con un occhio di riguardo sui parametri zero. Fatta per Banega e Erkin, l’Inter mette nel mirino il ‘Pirlo’ argentino, il centrocampista del Boca Juniors Bentancur. Il gioiello del Boca piace ad Ausilio e soci, Inter pronta all’assalto per portarlo subito in Italia.