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Milan, ma il problema non era Mihajlović?

Mihajlovic

Mihajlovic

Se il Presidente del Milan, Silvio Berlusconi, dopo aver cacciato l’allenatore serbo aveva postato sul suo profilo facebook una frase in cui recitava “non ho mai visto giocare cosi male il Milan”, beh forse non aveva ancora visto quello di Brocchi.

Ma la colpa è davvero di Brocchi?

Il Milan rischia di bruciare il terzo giovane allenatore, dopo la parentesi Seedorf due anni fa e l’annata Inzaghi 2014/2015. Cristian Brocchi, chiamato da Berlusconi al capezzale di una squadra in netta difficoltà, sta trovando le stesse difficoltà dei suoi predecessori, con un dubbio sempre più reale che si è ormai insinuato nella testa dei tifosi rossoneri: le stagioni fallimentari che si stanno susseguendo, sono davvero colpa degli allenatori? La risposta è evidente. La rosa del Milan non è neanche lontana parente di quelle che a cavallo tra gli anni ’90 e gli anni 2000 hanno vinto tutto. Gli investimenti sono diminuiti e di conseguenza anche la qualità della rosa messa a disposizione dei vari tecnici. Più che pensare al futuro della panchina dunque, la dirigenza milanista dovrà interrogarsi su come muoversi per ripartire con una squadra all’altezza. Avanti di questo passo, c’è da chiedersi solo chi sarà il prossimo giovane allenatore che si scotterà sulla rovente panchina del Milan.

Forse fare un passo indietro da parte del patron rossonero sarebbe la scelta e la decisione più saggia, perché in fondo il problema non era Mihajlović.

La Spal torna in Serie B

Spal

 

Spal

Dal campionato 1992-1993 la Spal mancava dalla serie B, tanti troppi anni per i tifosi ferraresi che ieri al fischio finale hanno festeggiato una promozione tanto attesa. La squadra di Semplici ha dominato il girone B della Legapro dalla prima giornata, nonostante i tentativi del Pisa che lo ha battuto due volte, ma i biancocelesti hanno sempre reagito tagliando primi il traguardo con merito.

SPAL IN SERIE B

Questo gruppo viene da lontano, già nel girone di ritorno dello scorso anno Semplici e la dirigenza avevano assemblato l’80% della squadra, e con gli arrivi di bomber Cellini, Schiavon e Grassi ha preso il volo vincendo 20 gare e perdendone solamente quattro. Nel big match di giornata 0-0 tra Maceratese e Pisa, in una partita senza sussulti, per i neroazzurri solo da segnalare la matematica certezza dei Playoff.

L’Ancona cade a sorpresa in trasferta contro la Lupa Roma 1-0 dicendo addio definitivamente agli spareggi promozione, mentre i Laziali sperano in una salvezza senza passare dai Playout. Negli altri match 0-0 tra Rimini e L’Aquila e tra Siena e Savona, la Lucchese nel derby toscano batte 2-0 il Tuttocuoio, la Pistoiese batte 2-1 il Teramo, il Pontedera cade in casa 1-3 contro la Carrarese, pari pirotecnico 3-3 tra Prato e Santarcangelo. La classifica vede la Spal con 68 punti, Pisa 59, Maceratese 58 ed Ancona 50, mentre sul fondo e’ lotta salvezza tra Lupa Roma, l’Aquila, Tuttocuoio, Rimini, Prato, Lucchese, Santarcangelo e Pistoiese.

Lazio, rebus allenatore. E quelle frasi del Chicharito…

Simone Inzaghi

Inzaghi

Inzaghi sì, Inzaghi no. È questo il più importante interrogativo che turba la Lazio in questo finale di stagione. Tutti gli obiettivi sono stati falliti, la sconfitta contro la Sampdoria ha spento i timidi entusiasmi generati dalle due vittorie iniziali di “Inzaghino” alla guida dei biancocelesti e a questo punto l’unica cosa da fare è concentrarsi sul futuro.

MIHAJLOVIC, MONTELLA, MAZZARRI E NON SOLO

Come riporta LaLazioSiamoNoi.it, sono tanti i nomi in lizza per allenare la Lazio nella prossima stagione. Si valuta Montella, che non convince la piazza visti i suoi trascorsi romanisti, piace tanto Mihajlovic e non si esclude la pista Mazzarri. Mettendo in seconda fila Prandelli, passiamo a nomi meno altisonanti con De Biasi, che in estate vedremo agli Europei con la sua Albania, Oddo e Juric, entrambi protagonisti di una grande annata alla guida, rispettivamente, di Pescara e Crotone.

JAVIER HERNANDEZ PARLA DELL’ITALIA

Negli ultimi tre anni ho giocato in tre squadre e Paesi diversi e so che tutto può succedere. La Serie A è un torneo di alto livello, non l’escludo. In estate mi hanno cercato Juve, Inter, Milan, Lazio e Roma.” Queste le parole di Javier Hernandez alla Gazzetta dello Sport. Il “Chicharito” sta chiudendo una fantastica stagione con il Bayer Leverkusen e le attenzioni su di lui sono insistenti un po’ da tutta Europa. Alla Lazio servirà un centravanti e chissà se dopo l’addio di Klose non si torni nuovamente a cercarlo in Germania…

Top & Flop, Buffon il numero 1 in tutti i sensi

Wojciech Szczesny

Buffon

Giornata che sancisce il 5° scudetto juventino, nonché la matematica retrocessione dell’Hellas in serie B. Come sempre tanti protagonisti, andiamo nel dettaglio con i nostri migliori e peggiori della settimana.

TOP

GIGI BUFFON, se la Juve mette in bacheca il 32esimo scudetto della sua storia, gran parte del merito va al suo capitano. Anche nell’ultima giornata contro la Fiorentina, è lui a difendere la vittoria nel finale. Rigore parato a Kalinic e respinta sul tentativo in ribattuta di Bernardeschi. Da vero leader si espose nel momento di maggior difficoltà in quel di Sassuolo, spronando un ambiente che forse rischiava di appagarsi. Da quella sconfitta una grande cavalcata, che non poteva concludersi con una sua prodezza.

LUCA SILIGARDI, nella giornata più triste della recente storia dell’Hellas Verona, è lui a regalare un piccolo sorriso ai tifosi. Una punizione magica che regala il successo contro il Milan, 3 punti che non servono a molto. Ma la reazione d’orgoglio è da incorniciare, un match vissuto con grinta e tenacia, che lascia l’amaro in bocca. Il talento di Siligardi rimasto in letargo per troppo tempo, si mostra nel modo più decisivo possibile. Una giocata che non lascia scampo a Donnarumma, che può solo guardare il pallone infilarsi all’incrocio.

EMILIANO VIVIANO, conferma un momento d’oro che potrebbe portarlo alla maglia azzurra in Francia. Secondo rigore consecutivo parato, stavolta a Candreva, nonché quarto stagionale. Ottimo nell’intuizione sul tiro del laziale, bravissimo a tenere a galla i suoi. La Samp era sotto 1 a 0, avesse raddoppiato la Lazio sarebbe stata in controllo totale del match. Ma non avevano fatto i conti con il portiere ex Fiorentina e Bologna, così i blucerchiati non mollano si caricano e rimontano.

FLOP

CARLOS BACCA, la rabona è un colpo affascinante ma estremamente difficile. Lui ne abusa ancora una volta, anche contro il Verona, così come nell’ultima partita, il colombiano si è resto protagonista di un inutile e dannosa rabona davanti al portiere, sprecando l’ennesima palla- gol. Momento nero, complice anche l’episodio della scorsa settimana con la poco onorevole uscita dal campo imprecando contro Brocchi.

LEVAN MCHEDLIDZE, ennesimo episodio di follia del georgiano. Giampaolo a sorpresa lo sceglie titolare in quel di Carpi, lui dopo nemmeno 30’ minuti lo ripaga con un’espulsione che condiziona l’intera gara degli azzurri. Una sbracciata esagerata, sintomo di un nervosismo che dopo pochi minuti di gara appare incomprensibile. Ma il numero 9, è noto da tempo per i suoi comportamenti a dir poco professionali, ma nonostante i suoi 26 anni pare aver esaurito le chance.

ANTONIO CANDREVA, un’altra prestazione da dimenticare. La cura Inzaghi pare essersi esaurita come una bolla di sapone, il primo a cedere è proprio l’87 laziale. Inizia il match con i migliori auspici, pescando in area Djordevic che di testa segna. Poi un lento declino, che culmina con il rigore sbagliato e calciato malamente senza troppa convinzione. L’ombra del giocatore ammirato fino alla scorsa stagione, una brutta notizia per la Lazio ma anche per Conte e la nostra Italia.

Champions League, è il giorno di Manchester City vs Real Madrid

Ronaldo CR7

Questa sera a Manchester in programma la gara di andata della prima semifinale Champions, in campo il City di Pellegrini e il Real Madrid targato Zinedine Zidane. Una sfida dal grande fascino, in palio la finale di Milano.

MANCHESTER CITY E REAL MADRID SOGNANO LA FINALE

I padroni di casa sperano di far pesare il fattore campo ed ipotecare la finalissima, il Real si affida al trio Benzema, Bale e Cristiano Ronaldo per il colpaccio esterno. Una sfida da non perdere per gli amanti del bel calcio.

PROBABILI FORMAZIONI

MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Hart; Sagna, Kompany, Mangala, Clichy; Fernando, Fernandinho; Jesus Navas, de Bruyne, David Silva; Aguero. All. Pellegrini.

REAL MADRID (4-3-3): Keylor Navas; Carvajal, Pepe, Sergio Ramos, Marcelo; Modric, Casemiro, Kroos; Bale, Benzema, Ronaldo. Alle. Zidane.