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Milan, Europa, Coppa Italia e futuro…

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Milan

Il Milan si gioca il presente e il futuro, un momento decisivo in casa rossonera, oggi a Verona tre punti da conquistare per meritarsi un posto in Europa League. Prossimo e determinante appuntamento la finale di Coppa Italia, il 21 maggio all’Olimpico Milan in campo contro la Juve, l’opportunità di conquistare un trofeo e dare un senso ad una stagione fino ad ora da dimenticare.

MILAN TRA PRESENTE E FUTURO

Vincere e sognare un futuro ricco di successi, un futuro che potrebbe essere targato Cina. La società capitanata da Berlusconi valuta le offerte pervenute in casa Milan. Cessione in vista? Staremo a vedere.

Cannavaro: “Totti vuol continuare a giocare”

cannavaro

Intervistato da Il Mattino di Napoli alla vigilia di Roma vs Napoli, il napoletano DOC Fabio Cannavaro ha parlato della sfida dell’Olimpico di Roma e del futuro di Francesco Totti.

TOTTI VUOLE GIOCARE

Queste le parole del capitano campione del Mondo come riportate da vocegiallorossa:

Con un vantaggio di 5 punti sulla Roma a quattro partite dalla fine, il Napoli ha due risultati a favore:
«Calma. L’esperienza mi dice che bisogna sempre giocare per vincere ed è senz’altro quello che farà Sarri. In caso di risultato negativo, la situazione si complicherebbe perché il margine resterebbe di due punti e non si deve credere che il finale di campionato sia facile: nessuno fa regali».

Lei è stato recentemente a Trigoria, ha parlato con Spalletti e Totti?
«Con Spalletti c’è da sempre reciproca stima. Non sono stato un suo giocatore, però quando era allo Zenit mi ha avrebbe voluto: venne esonerato e l’operazione saltò. Ho studiato i suoi allenamenti. Sono stato a Trigoria nelle settimane in cui la Roma risaliva verso l’alta classifica e da parte di Spalletti c’era la preoccupazione che la squadra dopo sei-sette vittorie si fermasse, com’era accaduto in altri anni. Per questo, attraverso il dialogo con i giocatori, cercava di tenere alta la tensione».

Dialogo? Con Totti sembra che non lo abbia, al di là di pose studiate per foto e video.
«Ascoltando Spalletti e Francesco, mi sono fatto l’idea che in questo periodo non si siano capiti. Perché c’è una grande reciproca stima: li ho sentiti parlare l’uno benissimo dell’altro».

Lei, capitano di Totti in Nazionale, gli ha dato qualche consiglio?
«Anche se lui ha questa grande voglia di continuare, gli ho detto che è arrivato il momento di guardare al futuro perché da calciatore è difficile fare di più. Un ruolo dirigenziale sarebbe perfetto, dovrebbe parlarne con la società. Non vedrei Totti team manager della Roma, però vicepresidente d’alto profilo come Zanetti all’Inter sì: continuerebbe a vivere al fianco della squadra, nel suo ambiente».

La sua risposta?
«Vuole continuare. I grandi gol e i grandi numeri li farà sempre, però a quasi quarant’anni è difficile correre dietro agli avversari. Penso comunque che la gestione di Spalletti abbia aiutato e stimolatoTotti».

Mercato Inter, individuato l’obiettivo numero uno

Gabbiadini
Quando Mancini vuole un giocatore, lo ottiene. All’Inter lo sanno bene, tanto che oramai per comprendere le strategie di mercato dei nerazzurri basta interpretare nel modo giusto le varie dichiarazioni del tecnico marchigiano.

L’INTER PUNTA GABBIADINI

In conferenza stampa l’ex allenatore del Manchester City ha affermato: “Il dieci classico lo abbiamo ed è Jovetic. Può giocare attaccante ma il suo ruolo è tra le linee. Eder, Perisic e altri possono fare gli esterni. In questo momento manchiamo di un mancino a destra.”

Il mancino desiderato è Manolo Gabbiadini, bomber di riserva del Napoli che durante l’assenza per squalifica di Higuain ha mostrato quanto possa essere decisivo una volta schierato dal primo minuto. Purtroppo per lui, però, in questa stagione dal primo minuto ha giocato veramente poco, così appare probabile il suo addio in estate al club partenopeo.

De Laurentiis lo valuta 25 milioni, l’obiettivo dell’Inter è inserire nell’affare una contropartita tecnica, magari uno di quei giocatori considerati non indispensabili per il futuro. Rispondono a tale identikit Juan Jesus e Andrea Ranocchia, ricordando anche la necessità del Napoli di acquistare un difensore.

Sarà questa una delle trattative più interessanti della sessione estiva di mercato: il Mancio avrà la meglio anche stavolta?

Lazio, c’è amarezza. Quale futuro per Inzaghi?

Panchina

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I presupposti per fare una bella gara c’erano tutti e così almeno è stato per buona parte del primo tempo o, forse, anche del secondo. Inzaghi non è riuscito a far risultato dopo la sconfitta di Torino con la Juve e ora le possibilità di sesto posto (valevole per l’Europa League se il Milan dovesse perdere la finale di Coppa Italia) sono prossime allo zero.

DOMINIO LAZIO, MA…

Sul piano del gioco la Lazio è apparsa superiore ed ha avuto almeno 4/5 palle gol nitide oltre al rigore sbagliato da Candreva (2º in campionato dopo quello fallito contro l’Inter, ma poi segnato su ribattuta). I biancocelesti sono anche passati in vantaggio dopo appena 3′ con il colpo di testa di Filip Djordjevic, a secco dalla partita di andata contro il Frosinone, e hanno sfiorato il raddoppio diverse volte prima di essere infilati da Fernando per l’1-1. Nel secondo tempo i ragazzi di Inzaghi hanno continuato a spingere ed a creare gioco, risultato più volte pericolosi, ma senza beccare mai il bersaglio grosso. Poca lucidità sotto porta: Keita e Djordjevic su tutti sono apparsi poco incisivi in area di rigore e la sconfitta a Marassi assume le forme di una vera e propria beffa. C’è un dato che fa riflettere molto sul potenziale offensivo della Lazio e sull’utilità dei propri uomini: su 4 partite con Inzaghi in panchina sono arrivate 2 vittorie e 2 sconfitte, che coincidono rispettivamente con la presenza e con l’assenza di Miro Klose.

FUTURO IN PANCHINA

Queste ultime sconfitte hanno ingrigito il futuro di Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio e la dirigenza continua a guardarsi intorno. Prima della gara di ieri contro la Samp, Tare ha detto che niente è ancora deciso a riguardo e solo nelle prossime settimane verrà annunciato il futuro allenatore biancoceleste.

Juve, scudetto da 10 e lode

Juve-Real
juve scudetto

juve scudetto

Ormai gli aggettivi per descrivere la grandezza di questa squadra sono finiti, l’ultimo è stato usato ieri definendo un squadra che sa soffrire.

JUVE, SCUDETTO DA APPLAUSI

In effetti ieri ha subito gli attacchi viola, riuscendo però a contrastare le offensive dei vari Borja Valero, Ilicic e Kalinic, con una difesa tipo Fort Knox le cui chiavi erano possedute da un Buffon in versione Superman. Si, perché gran parte del merito della vittoria di ieri sera lo si deve al Gigi nazionale che oltre a parate diciamo normali, ha compiuto un doppio miracolo sul rigore di Kalinic e sul seguente tiro di Bernardeschi respingendo di piede. A 38 anni il portierone bianconero sembra stia vivendo una seconda giovinezza, riuscendo ad effettuare interventi impossibili che molti dei suoi colleghi più giovani molte volte non riescono a fare.
Ma la Juve non è solo Buffon, ieri anche Pogba ha dato il meglio di se caricandosi sulle spalle la squadra, servendo un assist di testa in versione Pivot a Mandzukic in occasione del vantaggio bianconero; unica pecca il raddoppio sbagliato in contropiede nel secondo tempo.

24 VITTORIE IN 25 GARE

Ricordiamo inoltre i 24 successi in 25 gare che rappresentano un biglietto da visita impressionante, l’imbattibilita’ di Buffon, la miglior difesa, tutto ciò ricordando che ha preso vita solo a fine ottobre dopo la sconfitta di Sassuolo, dove lo spogliatoio e ed i componenti della vecchia guardia hanno deciso di reagire al brutto inizio di campionato.

Da lì ha avuto inizio una cavalcata trionfale che ha schiantato la concorrenza di un super Napoli che Higuain ha trascinato ad un passo dalla vittoria finale. Oggi la squadra in mattinata riposerà e nel pomeriggio si ritrova a Vinovo
per un allenamento che sarà speciale, con occhi e orecchie che saranno rivolti al match di Roma.