Home Blog Pagina 10253

Inzaghi-Lazio, buona la prima. A Palermo finisce 0 – 3

Klose

Inizia bene l’avventura di Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio, quasi al capolinea l’esperienza di Novellino su quella del Palermo, si parla di un clamoroso ed ennesimo ribaltone in casa rosanero.

KLOSE TRASCINA LA LAZIO

Al Barbera parte forte la Lazio, cinque minuti di fuoco tra il 10′ e il 15′, il bomber laziale Klose sale in cattedra e realizza una splendida doppietta da attaccante e porta i suoi sul 2 a 0. Il Palermo si scioglie come neve al sole. I rosanero accusano il colpo, la Lazio amministra. Nella ripresa arriva il tris firmato Felipe Anderson, in gol su assist di Klose. Una vittoria importante per il morale della Lazio, inizia bene il cammino di Inzaghi. Il tecnico spera di meritarsi la riconferma disputando con i suoi 7 gare ad alto livello. Palermo da rivedere, la B purtroppo si avvicina.

TABELLINO

Palermo (4-4-2): Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella (7′ st La Gumina), Hiljemark, Jajalo, Lazaar (37′ Brugman); Quaison (29′ st Trajkovski), Gilardino. A disp.: Alastra, Posavec, Struna, Cionek, Rispoli, Maresca, Chochev, Balogh. All.: Novellino
Lazio (4-3-3): Marchetti; Patric, Bisevac, Gentiletti, Lulic (31′ st Mauricio); Onazi, Biglia, Parolo; Candreva, Klose (33′ st Djordjevic), Keita (24′ st Felipe Anderson). A disp.: Guerrieri, Matosevic, Milinkovic-Savic, Cataldi, Matri, Germoni, Mattia, Murgia. All.: S.Inzaghi
Arbitro: Gervasoni
Marcatori: 10′ e 15′ Klose, 27′ st Felipe Anderson
Ammoniti: Parolo, Gentiletti (L), Quaison, Jajalo (P)

Daniele Cacia, storia di un leader silenzioso

Cacia

Undici reti in questa stagione, cinque nelle ultime cinque giornate, due, decisive, nell’ultimo turno contro il Cagliari: sono questi i numeri in crescendo di Daniele Cacia, giocatore che sta trascinando l’Ascoli ad una salvezza che sembra tutt’altro che un miraggio. Classe ’83, il bomber calabrese non è mai stato uno di quei calciatori con i riflettori sempre puntati addosso ed ha sempre preferito lasciar parlare per lui il campo e i numeri. Numeri che, soprattutto nel campionato cadetto, sono senza ombra di dubbio da grande giocatore.

LA CARRIERA

Cacia cresce ed esordisce all’inizio del nuovo millennio con la maglia del Piacenza, non ancora diciottenne. Dopo qualche stagione negativa, caratterizzata da guai fisici, in cui viene girato in prestito prima alla Ternana e poi alla Spal (Serie C1), nella stagione 2003-04 ritorna alla base disputando 13 gare e mettendo a segno la sua prima rete in Serie B (Piacenza – Napoli 3-2). Ceduto ancora in prestito nella stagione successiva, torna a Piacenza nella stagione 2005-06 in cui diventa titolare ed esplode definitivamente, anche se gli infortuni ne fermano più di una volta la crescita.
Dopo varie stagioni altalenanti tra Piacenza, Lecce, Reggio Calabria e Padova (con una parentesi a Firenze nel 2008 nella quale esordisce in Serie A), il 31 agosto 2012 viene acquistato a titolo definitivo dal Verona con l’obiettivo di guidare gli scaligeri, a suon di gol, alla promozione diretta, obiettivo peraltro centrato in pieno. Cacia concluderà quella che forse rimane la sua migliore annata conquistando il titolo di capocannoniere con 24 reti in 39 presenze. La stagione successiva in A colleziona appena 13 presenze e nessun gol, svincolandosi a fine anno.

L’ORGOGLIO DEL BOMBER

Ancora una volta, superata oramai la soglia dei 30 anni, Cacia deve ripartire dalla Serie B e sceglie di farlo con una società ambiziosa, il Bologna, dove ottiene nuovamente la promozione ma ancora una volta non viene ritenuto adatto per la Serie A, non venendo inserito nella lista dei 25.

L’11 settembre del 2015 viene dunque ingaggiato dall’Ascoli, chiamato questa volta in una società che si deve salvare. Dato di nuovo per finito, l’ex talento del Piacenza dimostra tutta la sua forza conquistandosi subito il posto da titolare e diventando in breve tempo il leader indiscusso della squadra. Il primo marzo 2016, in occasione della sfida con il Modena, ottiene per la prima volta la fascia di capitano all’uscita di Giorgi, un riconoscimento che per alcuni è considerato scontato e inutile, ma non per lui, che a 33 anni dimostra ancora di avere voglia e grinta da vendere. La dimostrazione più bella è arrivata in quest’ultimo turno, in particolare con la seconda rete messa a segno contro i sardi, un cucchiaio degno del miglior Francesco Totti.

Cacia non sarà il capitano giallorosso, ma le sue oltre 100 reti in Serie B hanno fatto sognare tante città e continuano a far sognare Ascoli, una piazza che di certo non si accontenta facilmente ma che ha riconusciuto la professionalità del bomber di Catanzaro, vero e proprio idolo del “Cino e Lello Del Duca”.

Barcellona, è crisi?

Luis Enrique

Difficile trovare nello score degli ultimi anni due sconfitte consecutive per i Blaugrana. E’ successo tutto in sette giorni, dal Clasico alla sconfitta di ieri contro la Real Sociedad, che nonostante il misero 27% di possesso palla, si sono difesi con accortezza aiutati anche dalla serata di gala dell’estremo difensore biancoceleste Rulli.

BARCELLONA, E’ CRISI?

Certamente il calendario ha recitato un ruolo fondamentale nei due stop consecutivi, ed anche in Champions la squadra di Luis Enrique ha incontrato notevoli difficolta’, che sono scomparse nel secondo tempo del match contro l’Atletico, con la complicita’ dell’espulsione di Torres. Certo difficile commentare fino a questo punto 24 vittorie fino ad ora, ma il momento di difficoltà sembra palese considerando che i blaugrana hanno raccimolato un punto in tre gare.

Tre sembrano i fattori determinanti di questa mini crisi; la condizione atletica di alcuni uomini, l’assenza di Suarez e i ricambi che non sembrano al momento all’altezza dei migliori.
In effetti ultimamente la squadra è sembrata stanca e sul passo, da salvare solamente il secondo tempo contro i Colchoneros giocato in stile Playstation, dove i due gol fatti sono pochi rispetto alle molte occasioni create.

L’assenza del Rifle ieri si è sentita eccome ed il suo sostituto ieri El Haddadi non e’ parso neanche un lontano parente dell’uruguagio. D’altronde è difficile commentare uno score di 45 gol in 45 match, numeri incredibili per un attaccante che fanno capire quanto veramente sia essenziale per il gioco del Barca. Le seconde linee non sembrano al momento essere al pari dei titolari, in particola modo l’acquisto più costoso di quest’anno quell’Arda Turan ad oggi non si è dimostrato quel gran mediano che aveva fatto le fortune della squadra di Simeone.
Ecco perchè Luis Enrique insiste sugli stessi undici, ma appena ci sono assenze per squalifica o infortuni iniziano i dolori.

Quella che viene sarà la settimana fondamentale per il destino della squadra Catalana, con il ritorno di Champions e la gara interna contro un Valencia fresco di cambio allenatore, urge comunque una rapida inversione. Ed El Rifle ci sarà.

Il Napoli risponde alla Juve, la corsa scudetto è ancora viva

Sampdoria-Napoli

Callejon

Il Napoli vince e risponde sul campo alla Juve, i partenopei senza Higuain si affidano a Gabbiadini che non sbaglia. Contro il Verona i partenopei vincono 3 a 0 grazie alle reti di Gabbiadini, Insinge su rigore e Callejon. Tre punti pesanti che permettono alla squadra di Sarri di riportarsi a 6 lunghezze dalla Juve tenendo viva la corsa scudetto. Un finale di stagione che si preannuncia ad alta intensità, un testa a testa come non si vedeva da anni.

TABELLINO

Napoli (4-3-3): Reina 6; Hysaj 6,5, Albiol 5,5, Chiriches 6, Ghoulam 6,5 (42′ st Strinic sv); David Lopez 6,5, Jorginho 6,5, Hamsik  6 (34′ st Chalobah sv); Callejon 7,5, Gabbiadini 7 (23′ st El Kaddouri 6,5), Insigne 6,5. A disp.: Gabriel, Rafael, Regini, Maggio, Grassi, Luperto, Allan, Valdifiori.All. Calzona 7
Verona (4-5-1): Gollini 7; Pisano 6, Bianchetti 5,5, Samir 5,5, Souprayen 5; Wszolek 5,5 (8′ st Pazzini) 5, Ionita 6, Emanuelson 6, Viviani 5,5 (7′ st Greco 5), Rebic 6 (27′ st Marrone 5,5); Gomez 5. A disp.: Coppola, Marcone, Gilberto, Moras, Albertazzi, Siligardi, Jankovic. All. Delneri 6
Arbitro: Celi
Marcatori: 33′ Gabbiadini (N), 47′ Insigne (N) rig, 25′ st Callejon (N)
Ammoniti: Albiol, Chiriches (N), Samir, Bianchetti (V)
Espulsi: 46′ Souprayen (V) per fallo da ultimo uomo

Lazio, a Palermo la prima di Inzaghi

Lazio-Inter

Inzaghi

Questa sera alle 20.45 andrà in scena l’esordio di Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio. Davanti a lui l’ostacolo Palermo, squadra da sempre ostica per i biancocelesti, soprattutto fuoricasa al Barbera. Vedremo una rivoluzione assoluta in casa Lazio. Dal primo minuto ci sarà Keita, non sempre considerato da Pioli e spesso subentrato nella ripresa. Tornano titolari anche Gentiletti, complice la squalifica di Hoedt, e Lulic che agirà da terzino sinistro. Palermo con il tandem d’attacco Gilardino-Quaison.

Probabili formazioni

Palermo (4-4-2): Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella, Hiljemark, Jajalo, Lazaar; Gilardino, Quaison.

Lazio (4-3-3): Marchetti; Patric, Bisevac, Gentiletti, Lulic; Parolo, Biglia, Onazi; Candreva, Klose, Keita.