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Juve, contro il Bayern per sognare

Pogba

Questa sera alle 20,45 si accendono le luci allo Juventus Stadium per l’ottavo di finale di Champions League contro i tedeschi del Bayern Monaco con obiettivo vittoria o come dichiarato in conferenza stampa da Allegri un pari a reti bianche.

JUVE, SERATA CHAMPIONS

Impresa non semplice, perché la squadra di Guardiola è comunque temibile anche senza i difensori centrali, per he può contare su un impianto di gioco collaudato basato sul Tiki-Taka di barcelloniana memoria.

Il match è anche una sfida tra ex di una e dell’altra squadra, in bianconero sono arrivati Khedira e Mandzukic, mentre in Baviera sono andatoi il Guerriero Vidal che ha lasciato ottimi ricordi a Torino e Coman che invece in Germania sembra rinato.

La Juve giunge alla sfida orfana di Chiellini ed Alex Sandro che non ce l’ha mo fatta a recuperare dall’infortunio, ma recupera Mandzukic e Khedira che stasera partiranno titolari in un 4-4-2 che Allegri per forza di cose sta adottando da un paio di settimane.

Il probabile schieramento bianconero prevede Buffon in porta, difesa con Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci ed Evra, a centrocampo Cuadrado, Khedira, Marchisio e Pogba, terminali offensivi Mandzukic e Dybala. Obiettivo di questo match è la vittoria anche con il minimo scarto, in modo da andare in Germania con un piccolo vantaggio per potersi così giocare la qualificazione ai quarti di finale.

VIDAL IN DIFESA

Guardiola a sorpresa potrebbe schierare a sorpresa Vidal in difesa, ruolo che ha già ricoperto alla Juve è che rappresenta l’alternativa migliore all’assenza di Badstuber. Tedeschi che giungono alla sfida con problemi in difesa, ma non in attacco dove la coppia Müller-Lewandowski è un panzer che abbatte qualsiasi difesa, da incorniciare il gol di sabato scorso di Müller in rovesciata contro il Darmstatd.

Possiamo quindi ipotizzare lo schieramento del Bayern con modulo 4-2-3-1, in porta Neuer,vin difesa Lahm, Vidal, Alaba e Bernat, a centrocampo Xabi Alonso e Thiago Alcantara, mezze punte Robben, Müller e Douglas Costa, in attacco Lewandowski.

Statistiche

La Juve arriva per il secondo anno consecutivo alla fase ad eliminazione diretta, l’ultima volta risale al 2005/06.

Il Bayern arriva agli ottavi per l’ottava volta consecutiva, mentre ha raggiunto la semifinale in cinque occasioni nelle ultime sei partecipazioni.

I tedeschi hanno vinto le ultime due gare a Torino segnando in totale sei reti e subendone una.

La Juve ha perso gli ultimi quattro incontri contro il Bayern, l’ultima vittoria risale al 2005 con il risultato di 2-1.

La Juve ha perso due degli ultimi 34 incontri di Champions giocai in casa; le due sconfitte sono arrivate contro il Bayern.

Formazioni

Juventus (4-4-2). Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra, Cuadrado, Khedira, Marchisio, Pogba, Mandzukic, Dybala.

Bayern Monaco (4-2-3-1). Neuer, Lahm, Vidal, Alaba, Bernat, Xabi Alonso, Thiago Alcantara, Robben , Müller, Dougla Costa, Lewandowski.

Inter, Banega nerazzurro a giugno

Emre Mor

Inter

Inter-Banega, affare fatto. Ormai ci siamo, arrivano conferme ufficiali dalla Spagna, l’Inter ha infatti informato il Siviglia, attuale squadra del calciatore, di essere in trattativa con il mediano. Banega è in scadenza di contratto, i nerazzurri puntano tutto sull’argentino per dare geometrie al prossimo centrocampi interista.

BANEGA, TRIENNALE DA 3 MILIONI

Banega si legherà all’Inter, per lui triennale a tre milioni di euro a stagione più bonus. Il centrocampista completo tanto desiderato da Mancini, piedi buoni e grande carattere, l’uomo giusto per far fare il salto di qualità ai nerazzurri.

Ferrari, Vettel fa sognare i tifosi del Cavallino

Gp Austria

Vettel

VOLA LA FERRARI DI VETTEL

Inizio stagione positivo per la Ferrari, nella prima uscita ufficiale gran tempo di Vettel. Nei test di Barcellona il pilota tedesco ha fatto registrare il miglior tempo, 1’24”939. La Ferrari SF16-H fa sognare i tifosi del cavallino, dietro il ferrarista il campione del mondo Hamilton.

 

Napoli, niente sorpasso. Con il Milan finisce 1 a 1

Napoli

Il Napoli sfida il Milan al San Paolo, obiettivo dei ragazzi di Sarri vincere e portarsi in vetta sorpassando la Juve. Di fronte il Milan, rossoneri alla ricerca dei tre punti per sognare l’Europa.

NAPOLI, SOLO UN PAREGGIO E NIENTE SORPASSO

Il Napoli sogna, Insigne porta in vantaggio i padroni di casa beffando il numero 1 rossonero Donnarumma. Immediato il pareggio di Bonaventura, bravo a battere Reina dopo un cross di Honda. Napoli vicinissimo al nuovo vantaggio, il palo nega la gioia del gol a Mertens e spegne il pubblico napoletano. Solo un pari, niente sorpasso da parte del Napoli che si porta a -1 dalla capolista Juve. Europa più lontana per il Milan. Da segnalare l’espulsione rimediata da Sarri per proteste.

IL TABELLINO

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan (35′ st Gabbiadini), Jorginho, Hamsik; Callejon (20′ st Mertens), Higuain, Insigne (45′ st El Kaddouri). A disp.: Rafael, Gabriel, Maggio, Chiriches, Regini, Strinic, D. Lopez, Valdifiori, Chalobah. All. Sarri
Milan (4-4-2): Donnarumma; Abate, Alex, Zapata, Antonelli; Honda, Kucka, Montolivo (38′ st Bertolacci), Bonaventura; Bacca (27′ st Menez), Niang (42′ Balotelli). A disp.: Abbiati, Livieri, Calabria, De Sciglio, Romagnoli, Poli, José Mauri, Simic, Boateng. All.: Mihajlovic
Arbitro: Banti
Marcatori: 39′ Insigne (N), 44′ Bonaventura (M)
Ammoniti: Donnarumma, Montolivo (M)
Espulsi: al 29′ st Sarri per proteste

Roma, da Palermo a… Palermo

Roma-Genoa

Spalletti

Dal 31 maggio 2015 al 21 febbraio 2016. Da Palermo a Palermo. In quasi nove mesi il mondo della Roma si è completamente ribaltato ma la sfida con i rosanero sembra segnare sempre uno spartiacque per i colori giallorossi.

IL PALERMO E GARCIA

Il tecnico francese, alla vigilia della gara con i siciliani nello scorso maggio, e dopo anche a bocce ferme, non fu esente da critiche da parte della società: all’esterno si ebbe l’impressione che l’ex allenatore del Lille fosse stato delegittimato. In quei giorni non erano pochi quelli che pensavano ad un cambio in panchina ma Garcia aveva rinnovato da poco fino al 2018 e tutti erano convinti, lui per primo, di poter disputare una stagione da protagonisti. La questione legata a Castan, l’impiego sempre e comunque di Gervinho, una rigidità tattica che nemmeno il Zeman dei tempi migliori ed i risultati deficitari hanno infine decretato il destino dell’allenatore transalpino.

Dopo il derby dell’8 novembre la Roma, con Garcia in panchina, ha inanellato 1 vittoria, con il Genoa, una sconfitta interna con l’Atalanta e ben cinque pareggi, Bologna, Torino, Napoli, Chievo e Milan. Calcolando che tre di questi pareggi sono arrivati nei minuti finali di gara, se non addirittura nel recupero, si capisce come il buon Rudi non riuscisse più a governare la barca. Serviva una scossa arrivata sotto le sembianze di Luciano Spalletti.

Un pareggio, con il Verona, ed una sconfitta onorevole con la Juventus hanno accompagnato l’esordio da incubo dell’uomo di Certaldo nella sua seconda avventura dalle parti di Trigoria. Da lì in poi, però, il tecnico toscano non ha più conosciuto ostacoli in campionato e sta lentamente risalendo la china: il terzo posto, occupato ora dalla Fiorentina, è lontano solo due punti e con lo scontro diretto che avverrà tra undici giorni allo stadio Olimpico. Spalletti ha centrato cinque vittorie consecutive, l’ultima e la più roboante, proprio contro il Palermo: un 5 a 0 che non ammette discussioni, un successo suggellato dalle doppiette di Salah e Dzeko con la ciliegina sulla torta del ritorno in campo di Kevin Strootman. Una serata, apparentemente semplice, ma che si sarebbe potuta complicare per la querelle tra Totti e Spalletti. Invece tutto il gruppo ha risposto compatto, non prendendo parti ma pensando solo a giocare. Una reazione da grande squadra.

TOTTI, SPALLETTI ED IL PALERMO

Era stato proprio Francesco Totti a segnare, nello scorso campionato, il gol che però non aveva evitato la sconfitta ai giallorossi e tutto ciò che ne conseguì. Quello che sta accadendo nelle ultime 72 ore nel mondo Roma appare paradossale soprattutto nel momento in cui, dopo oltre un anno e mezzo, sembra vedersi una luce in fondo al tunnel. Qui non importa da che parte ci si schieri, un po’ come chiedere ad un bambino se vuole più bene a Papà o Mamma: ciò che è fondamentale è remare tutti nella stessa direzione, verso un obiettivo comune come è stato fino ad ora. Francesco Totti perché è la Roma, il Capitano, simbolo passato, presente e futuro di questa squadra. Luciano Spalletti perché sta ridando gioco, punti e disciplina e perché, come ha detto lui, è venuto a terminare ciò che aveva iniziato. Gli screzi, le incomprensioni esistono in ogni storia d’amore: tutto si risolve, basta parlarsi. Ah per la cronaca, oggi Francesco Totti era a Trigoria, ad allenarsi con il gruppo. Un gruppo diretto da Luciano Spalletti…