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Lazio, buon pari sul campo del Galatasaray (1-1)

Pioli

Andata dei sedicesimi di finale di Europa League tra Lazio e Galatasaray che termina con il punteggio di 1-1. I biancocelesti vengono ospitati dai turchi giallorossi nella caldissima Türk Telekom Arena e conquistano un pareggio tutto sommato utile in vista della gara di ritorno di giovedì prossimo.

PARI TRA LAZIO E GALATASARAY

La gara inizia subito in salita per i ragazzi di Pioli che subiscono gol (per l’ennesima volta) nei primi 15′ ma reagiscono qualche minuto più tardi con Milinkovic-Savic. Tanta Lazio nel primo tempo, ma anche nel secondo e il pareggio sta anche un po’ stretto considerando la superiorità laziale nei confronti della compagine turca. Manca un rigore su Matri nel primo tempo, irregolare l’1-0 del Gala.

IL TABELLINO

Galatasaray (4-1-4-1): Muslera; Denayer, Gunter, Balta, Carole (71′ Adin); Chedjou; Sarioglu (78′ Umut Bulut), Donk, Inan, Sneijder (89′ Oztekin sv); Podolski. A disp.: Gonen, Kaya, Kisa, Rodriguez. All.: Denizli

Lazio (4-3-3): Marchetti; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Milinkovic-Savic, Biglia, Parolo; Felipe Anderson 5.5 (58′ Candreva), Matri (69′ Klose), Lulic (90′ Mauri sv). A disp.: Berisha, Bisevac, Cataldi, Djordjevic. All.: Pioli

Marcatori: Sarioglu 12′ (G), Milinkovic-Savic 21′ (L)

Ammoniti: Donk (G), Parolo (L), Biglia (L)

Europa League: Perde il Napoli, pari per la Fiorentina

SarriTempo di Europa League per Napoli e Fiorentina. Gli azzurri di Sarri non sorridono, Europa amara in Spagna. Contro il Villareal arriva una sconfitta, 1 a 0 in favore dei padroni di casa grazie alla rete messa a segno da Suarez. Gli azzurri di Sarri reclamano per un calcio di rigore non concesso che avrebbe potuto cambiare le sorti della gara.

NAPOLI SCONFITTO IN SPAGNA, PARI PER LA FIORENTINA

Fiorentina fermata sul pari dal Tottenham. Alla viola non basta una magia del gioiello di casa Bernardeschi. Gli inglesi con Chadli su calcio di rigore provano il colpaccio, una perla di Bernardeschi regala il pari alla Fiorentina. Altra prestazione super quella dell’attaccante gigliato che sogna un posto ai prossimi europei.

VILLARREAL-NAPOLI 1-0
Villarreal (4-4-2): Areola 6; Mario Gaspar 6,5, Musacchio 5,5, Victor Ruiz 6, Jaume Costa 6; Dos Santos 6 (36′ Castillejo 6,5), Trigueros 6 (28′ st Pina 6), Suarez 7, Bruno Soriano 6,5; Soldado 6, Baptistao 6 (16′ st Bakambu 6). A disp.: Barbosa, Bonera, Adrian, Rukavina. All.: Marcelino 6,5
Napoli (4-3-3): Reina 5: Hysaj 6, Chiriches 6,5, Koulibaly 6, Strinic 6,5; David Lopez 5,5 (38′ st Allan sv), Valdifiori 5, Hamsik 5,5; Callejon 6 (27′ st Insigne 5,5), Gabbiadini 5 (22′ st Higuain 5,5), Mertens 5,5 . A disp.: Gabriel, Albiol, Maggio, El Kaddouri. All.: Sarri 5,5
Arbitro: Nijhuis (Ola)
Marcatore: 37′ st Suarez

 

FIORENTINA-TOTTENHAM 1-1
Fiorentina (3-4-2-1):
Tatarusanu 6; Tomovic 5,5, Gonzalo Rodriguez 6,5, Astori 6,5; Blaszczykowski 5,5 (18′ st Kalinic 5,5), Borja Valero 7, Costa 6 (22′ st Vecino 6), Alonso 6; Bernardeschi 7, Zarate 6,5; Ilicic 5 (16′ st Badelj 6). A disp.: Sepe, Pasqual, Fernandez, Babacar. All.: Sousa 6
Tottenham (4-2-3-1): Vorm 6; Trippier 6, Alderweireld 6, Wimmer 6, Davies 6,5; Carroll 5,5 (1′ st Dembele 5,5), Mason 5,5; Eriksen 5,5, Alli 6,5, Son 5 (23′ st Kane 5); Chadli 6 (34′ st Dier sv). A disp.: McGee, Rose, Walker, Onomah.  All.: Pochettino 6
Arbitro: Zwayer
Marcatori: 37′ rig. Chadli (T), 14′ st Bernardeschi (F)
Ammoniti: Astori (F), Alli, Davies, Dembele, Kane (T)

Peccato Roma, sei stata grande

Calciomercato Inter

SpallettiCome da pronostico, il Real Madrid batte la Roma nell’andata degli ottavi di Champions League, eppure il 2-0 in favore dei Blancos ha il sapore della beffa. Per quanto visto nei 90 minuti di gioco più recupero, i giallorossi hanno annullato la differenza tecnica con gli avversari rendendosi protagonisti di un match da incorniciare, che solo la sfortuna e i superpoteri di un signore di nome Cristiano Ronaldo hanno tramutato in sconfitta.

ROMA OVUNQUE

I principali meriti che hanno permesso alla squadra di Spalletti di dominare per lunghi tratti il match sono stati due: la corsa continua e il giocare semplice. Dal fischio d’inizio i padroni di casa hanno tenuto un’intensità vista raramente con allunghi impressionanti ed inserimenti puntuali, sempre premiati da passaggi di prima o di seconda. Ogni qual volta il possessore di palla si trovava pressato, nelle vicinanze era sempre libero un compagno, pronto a ricevere il pallone per poi recapitarlo a sua volta all’uomo più vicino. Il tutto con armonia ed eleganza nell’estasi dell’Olimpico delle grandi occasioni. Bravo il Real, bravo Zidane ad accontentarsi di un primo tempo all’insegna della prudenza e della solidità, ma la sensazione è che talvolta più che l’organizzazione difensiva siano stati gli straordinari interventi di Sergio Ramos a salvare la situazione. Lo spagnolo, impiegato molti anni nel ruolo di terzino, è oramai un difensore centrale con i fiocchi, un eccezionale campione con esperienza da vendere. Ieri si è visto eccome.

LA MANCANZA DI CONCRETEZZA

Ciò che si dirà oggi nei bar e negli uffici è che la Roma non è stata concreta, che dalle tante chance create sarebbe dovuto arrivare almeno un gol. Vero, ma da un certo punto di vista non si poteva fare molto di più. Salah, che ha assunto le sembianze di un velocista da medaglia olimpica, è arrivato sempre in area affannato e con la palla sul piede “sbagliato”, il destro, con il quale ha spesso trovato le respinte dei tanti giocatori arretrati del club spagnolo. Non c’era il centravanti, non c’era la prima punta pronta ad insaccare, anche perché il Falso Nueve Perotti ha fatto il regista offensivo per tutta la gara. Ma come si fa a rimproverare Spalletti dopo una partita così?!

Senza attaccante di peso questa squadra gioca bene e guadagna in imprevedibilità, caratteristica che in Italia paga più della forza fisica del numero 9. Con il ritmo tenuto ieri, i giallorossi in campionato non avrebbero la minima difficoltà a far loro il terzo posto, ma le motivazioni che portano il Real Madrid e 55mila spettatori non sono riscontrabili tutte le domeniche.

L’ALIENO CR7

Non sufficiente l’arbitraggio del ceco Pavel Kralovec, che probabilmente avrebbe dovuto fischiare un calcio di rigore per fallo su Florenzi oltre ad ammonire due-tre giocatori in più, mentre l’ultimo punto da affrontare riguarda il mattatore della serata, colui che ha indirizzato sensibilmente la sfida. Se ci stiamo abituando a celebrare Higuain per la sua media realizzativa in Serie A (24 gol in 25 partite), parlare di Cristiano Ronaldo diventa complicato. Al di là dei 3 Palloni d’Oro e degli innumerevoli titoli individuali e di squadra raccolti in questi anni, il portoghese ha l’innata dote di essere decisivo anche nelle serate lontane da quelle migliori. Dopo un primo tempo negativo, CR7 è cresciuto azione dopo azione, dribbling dopo dribbling, sino a far calare il gelo sullo stadio che lo ha fischiato per tutto l’incontro. Con quella di ieri sono 346 reti in 331 apparizioni con la maglia delle Merengues. La Roma, come tutte le altre squadre del mondo, uno così non ce l’ha.

Juve, Allegri: “Pensiamo al Bologna. Gara che può valere mezzo scudetto”

Juve

Allegri“L’impegno di Bayern non peserà, anche perché è in programma martedì e siamo concentrati a domani. Da sabato mattina penseremo alla Champions. La partita di Bologna è fondamentale per noi, è una di quelle gare che può valere mezzo scudetto perché ci consentirebbe di andare a +4 sul Napoli ed aspettare il loro impegno di lunedì con il Milan. Il Bologna è una gran bella squadra, ha buona tecnica, in casa si fa valere ed in più, vista la classifica, gioca senza nulla da perdere”.

ALLEGRI PENSA AL BOLOGNA

Capitolo infermeria: “Cuadrado sta bene, Alex Sandro fortunatamente non ha lesioni, ma verrà valutato nei prossimi giorni. Di sicuro per domani non sarà a disposizione. Bonucci è pienamente recuperato. Khedira devo essere bravo a gestirlo. Asamoah rientrerà la prossima settimana, Mandzukic dal giorno dopo Bologna e Chiellini forse da martedì”.

Zaza, dopo il gol partita contro il Napoli, scalpita: “In attacco io ho 4 titolari quando Manzukic è in squadra. Zaza il posto non se l’è conquistato segnando il gol col Napoli, ma facendo tante cose importanti. Dybala è quello che sta giocando di più, ha recuperato dopo la botta. Non è detto però che parta titolare”.

Infine, il mister non si dice preoccupato in vista del match di Bologna: “Non sono preoccupato perché credo che la squadra abbia raggiunto l’equilibrio giusto per affrontare determinate partite. Domani è una partita che dobbiamo vincere a tutti i costi”.

Milan, Bacca e una difesa super per la rinascita

Bacca

Una prima parte di campionato da dimenticare, oltre ad un esonero tutt’oggi solo rimandato a fine stagione per questioni economiche, avevano subito escluso il Milan dalla lotta per le prime tre piazze. I rallentamenti di Fiorentina ed Inter, però, hanno favorito il ritorno dei rossoneri: la squadra di Mihajlovic, con l’allungarsi della striscia di risultati positivi, ha preso fiducia e si prepara a lottare per un posto in Champions con la finale di Coppa Italia sempre più vicina.

IL MILAN AI PIEDI DI CARLOS BACCA

La distanza dalla Fiorentina terza è di sei lunghezze e prima del Milan inseguono Roma e Inter, ma con questo Carlos Bacca guai a darsi per vinti: il colombiano ha siglato tredici reti ed è secondo nella classifica marcatori dietro al marziano Higuain. Il reparto offensivo dei rossoneri passa da lui e da Mbaye Niang, trattenuto nonostante la corte del Leicester in inverno e sempre più importante nel progetto. Balotelli, complice gli infortuni, ha deluso: per lui, Menez e Luiz Adriano, però, restano tredici “finali” per mettersi in mostra trascinando il Milan più in alto possibile.

ROMAGNOLI-ALEX: LA DIFESA ORA CONVINCE

Il reparto che più ha beneficiato nell’ultimo periodo della cura Mihajlovic, però, è stata la difesa: Alessio Romagnoli, infatti, ha trovato in Alex il partner perfetto. L’esperienza del brasiliano, utile anche in zona gol, potrà aiutare il talento azzurro nel proprio percorso di crescita e risultare decisivo nel finale di stagione.

Lunedì, a Napoli, un altro grande test: uscire dalla bolgia del San Paolo con un risultato positivo sarebbe il segnale decisivo per rilanciare le ambizioni del Milan e confermare la palingenesi rossonera.