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Roma, Spalletti: “Possiamo passare il turno, niente gabbie su Ronaldo”

Roma-Genoa

Spalletti

La Roma affronterà domani sera all’Olimpico il Real Madrid di Cristiano Ronaldo, il tecnico dei giallorossi Spalletti pensa positivo. Il nuovo mister dei capitolini non teme il Real Madrid, massimo rispetto ma nessuna paura il pensiero dell’allenatore toscano.

SPALLETTI CREDE NEL PASSAGGIO DEL TURNO

Nessuna gabbia su Ronaldo, Roma in campo per giocarsi la partita. Spalletti è ottimista e crede nella possibilità di passaggio del turno.

Di seguito la conferenza stampa integrale come riportata da mediaset:

Oggi la Champions è più equilibrata o è il giardinetto di 4-5 squadre formidabili?
A noi piace fare sorprese, giochiamo per dare impulsi forti. Siamo sulla strada giusta e possiamo fare un balzo in avanti. Non mi meraviglierei di lottare fino all’ultimo minuto del ritorno per giocarci il passaggio del turno, e nemmeno se a passare fosse la Roma

Ci sarà il timore del ricordo delle recenti disfatte in Champions? Si può allenare questo aspetto?
Anch’io ho subito in passato importanti sconfitte, ma accanto ci sono anche buone vittorie. Dobbiamo mettere in campo tutte le nostre qualità e sono convinto che faremo bene. Non sono contento quando la mia squadra non prova a fare le cose per vincere, bisogna avere il coraggio di osare. Non ci pentiremo dei cattivi risultati, ma dove non siamo stati noi stessi

Che ricordi ha lasciato Zidane in Italia?
Ricordi bellissimi, un campione vero. Ogni volta ho giocato contro dava l’impressione della sua qualità e della sua forza mentale. Saprà trasferire le sue conoscenze ai suoi calciatori. Diventerà sicuramente un grande allenatore

Come sta Totti? Lo vedremo in campo?
Ha avuto dei problemi e non è venuto a Modena con noi. Poi si è allenato col gruppo sempre, se lo farà anche oggi lo convocherò. Se sarà tra i diciotto che porteremo in campo potrebbe essere utilizzato. Dipende da come si sviluppa la partita, dalla condizione e tutto quel che serve per vincere la partita. Domani ci vorrà forza e corsa. Terrò in considerazione chi corre di più e chi si allena sempre

E’ un suo merito aver riportato tanta gente allo stadio? Quale sarà il ruolo dei tifosi?
Il merito è sempre della squadra e i risultati arrivano solo se si lavora seriamente. Il pubblico ha capito che siamo qui per fare le cose seriamente. Non abbiamo giocato un calcio spettacolare, ma abbiamo dato tutto quello che abbiamo in questo momento. Abbiamo bisogno del nostro pubblico perché non c’è cosa più brutta che giocare all’Olimpico senza pubblico. La nostra Curva Sud ci ha abituato bene. Domani giocheremo meglio di quanto fatto finora perché sappiamo che la curva sarà piena

Può essere Florenzi l’uomo giusto per arginare Ronaldo? Dove rende meglio Alessandro?
Sì, può essere lui insieme ad altri però. L’ho fatto giocare in diversi ruoli perché ho tanti giocatori che possono giocare a destra. Per contrastare Ronaldo una base di velocità bisogna averla. Florenzi sa fare tutto e bene

Che differenze trova tra questo Real Madrid e quello di otto anni fa?
Quello di adesso mi sembra una squadra che riparte meglio di quell’altro. Quella squadra ti avvolgeva con il gioco e giocava palla sui piedi. Erano più stritolanti nell’aspetto del gioco. Questo è più cattivo in certi momenti e ribalta l’azione con grandissima velocità. Ti aspettano di più ma è un’arma, non una difficoltà.

In questo momento si sta criticando Cristiano Ronaldo: lei pensa che stia rendendo meno del passato?
Cristiano è uno dei più forti calciatori al mondo, può fare sempre la differenza perché è un giocatore moderno. Ha tutto, fisicità, velocità, tecnica e fa gol. Non farò gabbie intorno a lui. Chi giocherà nella sua zona avrà la possibilità di essere allo stesso livello di Ronaldo

Dzeko giocherà questa partita?
Sono tutti importanti i calciatori a disposizione. Ci vorrà l’apporto di tutti perché il Real Madrid da quando ha vinto la Champions è cambiato poco. Serve disponibilità totale di tutti, poi la scelta dell’allenatore è difficile ma volta a mettere in campo il miglior undici possibile

C’è un favorito per questa partita? C’è qualche analogia rispetto a quando eliminaste il Real?
Abbiamo il 50% di possibilità di passare il turno, non ci sono favorite. Rispetto al passato ci sono differenze, quella Roma era una squadra rodata. Avevamo un sistema provato e riprovato e che aveva prodotto dei risultati. Stiamo cercando di esaltare le qualità del nostro gruppo, ma ci vogliono conferme e contro il Real è la partita più adatta per vedere se la strada è giusta. Sono molto fiducioso, ho visto i giocatori molto attenti e in continua crescita

Lei è diventato famoso per il “falso nueve” e con quello eliminò il Real Madrid. Lo userà anche domani?
Ho a disposizione più tattiche da utilizzare e devo fare attenzione alle qualità dei miei calciatori. Bisogna formare una squadra forte e ho due possibilità: giocare con un attacco mobile o uno più fisico. Valuterò domani la soluzione migliore per me

Come sta De Rossi, sarà convocato?
Daniele si è allenato bene ieri e mi aspetto che oggi faccia altrettanto. Sarà convocato

Speciale Champions League, obiettivo Milan2016

champions-league

Le note composte da Tony Britten nel 1992 sono pronte per riecheggiare nei maggiori stadi continentali. Dopo la pausa invernale, la Champions League riapre i battenti con le 16 migliori compagini d’Europa pronte a darsi battaglia con l’intento di alzare la famosa Coppa con le Orecchie il prossimo 28 maggio a San Siro.

A CACCIA DELLA CHAMPIONS

Il top del mondo calcistico è, probabilmente, tutto qui se si escludono, forse, un paio di sorprese uscite fuori dai gironi di qualificazione: la logica avrebbe voluto che Manchester United e Valencia fossero della contesa ma tanto di cappello a Psv Eindhoven e Gent che hanno meritato la qualificazione.

SCOPRIAMO LE PROTAGONISTE

C’è chi arriva al top, chi incerottato, chi con un nuovo tecnico o con nuovi giocatori: tutte e sedici le regine, però, hanno un chiodo fisso, lo stadio di San Siro. Per alcune apparirà un miraggio, per altre una reale possibilità fatto sta che alzare al cielo la Champions League numero 51 è ciò che ogni giocatore o allenatore spera in cuor suo.

Le danze si apriranno al Parco dei Principi di Parigi e al Da Luz di Lisbona. In Francia il PSG di Ibra e Di Maria cercherà di proseguire la sua corsa verso l’Eldorado affrontando un Chelsea che ha salutato lo Special One. I tanti milioni spesi da Nasser Al-Khelaïfi non hanno ancora dato i risultati agognati: vincere in Francia è ormai diventata routine e la speranza è quella di trionfare fuori dai confini nazionali ma probabilmente il sogno di Ibra e soci resterà tale. Come resterà tale quello del Chelsea che sembra essere in una fase di transizione e di confusione, come dimostrano il dodicesimo posto in Champions e la scelta di affidarsi ad un traghettatore come Hiddink. C’è chi si affida alla cabala dalle parti di Stamford Bridge: nel 2012, infatti, i Blues trionfarono proprio dopo aver esonerato Villas-Boas ma stavolta la situazione appare decisamente più complicata.

Proprio lo Special Two sarà protagonista, con il suo Zenit, dell’altro match in programma stasera: i russi tornano a calcare i campi dopo due mesi di inattività e si affidano a Hulk, Danny e l’ex Garay per proseguire nella cavalcata europea. Il Benfica, dal canto suo, non ha trovato grande feeling con il nuovo tecnico Rui Vitoria tant’è che le Aquile lusitane non sono certo tra le favorite né quelle che negli Anni 60 dominavano la scena europea grazie ad Eusebio.

Domani inizieranno i fuochi d’artificio. Con tutto il rispetto per la sfida tra Gent e Wolfsburg, all’Olimpico andrà in scena una delle gare più attese: Roma contro Real Madrid. Entrambe hanno cambiato tecnico, Spalletti per Garcia e Zidane al posto di Rafa Benitez, ma se i giallorossi puntano a ripetere l’impresa del 2008 quando, proprio con l’uomo di Certaldo in panchina, eliminarono i Galacticos, i Blancos puntano a riprendersi lo scettro europeo. Cristiano Ronaldo e soci partono con tutti i favori del pronostico ma i capitolini sognano il clamoroso colpaccio contro una della favorite per la vittoria finale.

La prossima settimana sarà poi la volta delle altre quattro gare. Martedì 23 febbraio sarà un vero e proprio martedì da leoni: Arsenal – Barcellona e Juventus – Bayern Monaco sono due sfide che avrebbero potuto rappresentare, al meglio, l’atto finale del 28 maggio. L’urna di Ginevra ha invece decretato che si incontrassero prima.

I ragazzi di Wenger proveranno a fermare la corazzata catalana che, oggi, sembra non avere rivali al mondo: Messi, Suarez e Neymar stanno distruggendo ogni avversario che si pone loro di fronte. Eppure proprio questa sicurezza potrebbe ritorcersi loro contro: i Gunners sognano ancora di vendicare la finale del 2006 e quale occasione migliore di questa dove partono da vittime sacrificali?

L’altro big match è quello tra i bianconeri di Allegri ed i teutonici di Guardiola. Al momento del sorteggio tutti pensarono ad una sfida a senso unico: tutti tranne il tecnico juventino ed i suoi ragazzi. Oggi i fatti sembrano dar loro ragione. Sebbene le Pep Truppen dispongano ancora di mezzi illimitati, il fatto di scendere a Torino senza centrali di ruolo e con una Juventus che ha riconquistato la testa della Serie A dopo una rincorsa lunghissima, rendono la doppia sfida tra bianconeri e Bayern una delle più equilibrate ed affascinanti. Non crediamo di dire un’eresia affermando che, chi uscirà vincitore da questi due scontri, potrebbe arrivare fino in fondo alla Champions.

Le sfide tra Psv ed Atletico Madrid e quella tra Dinamo Kiev e Manchester City completeranno il quadro degli ottavi di finale: nessuna delle quattro squadre appare attrezzata per centrare la vittoria finale.

Tre spagnole, tre inglesi, due tedesche, due italiane, una olandese, una ucraina, una russa, una portoghese, una francese ed una belga: tra loro si nasconde la regina del 2016, quella che alzerà al cielo la Coppa delle Orecchie e per la quale risuoneranno le note composte da Tony Britten…

Roma vs Real Madrid, i dubbi di Spalletti

Qarabag-Roma

Dzeko

Parte la fase a eliminazione diretta di Champions League e la prima italiana a scendere in campo è la Roma di Spalletti, che domani ospita il Real Madrid. Fiducia tra i giallorossi, reduci da quattro vittorie consecutive in campionato condite da prestazioni a tratti davvero convincenti.

LA NUOVA ROMA

Dopo un periodo difficile iniziato quando in panchina sedeva ancora Rudi Garcia, la squadra capitolina sembra aver trovato le misure per interpretare adeguatamente ciò che chiede il nuovo (vecchio) allenatore, identificando in Dzeko il fulcro della manovra offensiva. Il bosniaco a Carpi ha toccato più palloni del solito premiando con costanza gli inserimenti dei centrocampisti, su tutti Nainggolan, e mettendo anche la firma sulla rete del 2-1. Lo strapotere dei tempi d’oro pare ancora un ricordo, ma per adesso va bene così.

I DUBBI DI SPALLETTI

Tutti a disposizione per la gara contro i Blancos, visto che l’unico assente a Trigoria è Norbert Gyömber che non figura in lista UEFA (così come Strootman). Le prove tattiche effettuate negli ultimi giorni lasciano pensare che la Roma sarà disposta con il 4-2-3-1 che tante gioie ha regalato a Spalletti nella sua prima avventura in giallorosso. In difesa dovrebbero agire Manolas e Rüdiger con Florenzi e Digne sugli esterni, mentre secondo VoceGiallorossa.it Keita insidia De Rossi per affiancare Pjanic in mezzo al campo. È questo il primo grande dubbio della vigilia, anche a causa della non perfetta condizione di Capitan Futuro. L’altro ballottaggio riguarda la linea della trequarti: data per scontata la presenza di Salah, in caso di panchina per El Shaarawy vedremmo Perotti largo e Nainggolan centrale “alla Perrotta”, d’altro canto l’italo-egiziano potrebbe presidiare la fascia sinistra e a quel punto Perotti si metterebbe al centro e Nainggolan scivolerebbe in mediana al posto di Pjanic. Più probabile la prima opzione. Davanti, per confermare i segnali di crescita, Edin Dzeko.

Probabili formazioni

Roma (4-2-3-1): Szczesny; Florenzi, Manolas, Rüdiger, Digne; De Rossi, Pjanic; Salah, Nainggolan, Perotti; Dzeko

Real Madrid (4-3-3): Navas; Danilo, Varane, Sergio Ramos, Marcelo; Kroos, Modric, Isco; James Rodriguez, Benzema, Cristiano Ronaldo

Juve, Cavani obiettivo di mercato

Edinson Cavani

Cavani

Cavani obiettivo di mercato della Juve, i bianconeri tornano sul Matador. Marotta e soci alla carica per l’attaccante del PSG, giocatore ideale per rinforzare il reparto avanzato dei Campioni d’Italia, i torinesi si muovono in largo anticipo per intavolare sin da subito la trattativa con il club francese.

CAVANI PRONTO A TORNARE IN ITALIA

Cavani pronto a tornare in Italia, l’attaccante gradisce la destinazione Juve, dopo l’esperienza con Palermo e Napoli il matador pronto a vestire bianconero. Ostacolo principale l’ingaggio, la Juve proverà a proporre al calciatore un quadriennale da 7 milioni di euro per strappare il definitivo si. Convincere il PSG a cedere il giocatore sembra impresa più facile, il club campione di Francia pronto a rivoluzionare la squadra in estate.

Inter, Moratti punta su Mancini: “Ma serve tranquillità”

Moratti

Moratti

L’Inter vive un momento difficile, un silenzio stampa che fa rumore con il tecnico Roberto Mancini nel mirino della critica. L’ex patron dei nerazzurri Massimo Moratti punta in ogni caso sul tecnico di Jesi, secondo l’ex patron l’uomo su cui puntare.

MORATTI PUNTA SU MANCINI

Moratti consiglia di puntare ancora su Mancini, queste le parole riportate da mediaset: “Ci vuole una responsabilità forte, liberarsi di complessi e paure, ricominciare da capo con la leggerezza di chi sa essere un buon professionista. C’è troppa tensione, mancanza di fiducia in se stessi. Mancini avrà le idee giuste per rimettere la squadra in piedi, importante che è si senta tranquillo anche lui per poter svolgere il suo lavoro”.

MORATTI DICE NO AL POSSIBILE RITORNO

Moratti aggiunge: “Bisogna diventare molto pratici e le partite si giocano fino alla fine. Tornare a guidare l’Inter? Penso di poterlo escludere, non voglio creare situazioni scomode alla attuale proprietà. Come tifoso sono sempre vicino. Se mi chiedono di tornare a gestire la squadra? Ma non è un lavoro, non la potrei vedere come tale. Non potrei farlo per conto di un altro, bisogna guardare al futuro e a persone che faranno tutto il necessario per il bene dell’Inter”.