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Juve, la corazzata bianconera vuole lo scudetto

Juve_Torino

Una Juve da record, una squadra senza punti deboli che vola verso il quinto scudetto consecutivo. La vittoria nello scontro diretto con il Napoli pesa come un macigno, un pizzico di fortuna che come sempre aiuta le grandi squadre. Juve da record dopo un avvio di stagione da dimenticare.

DOPO IL KO CON IL SASSUOLO L’INIZIO DELLA SCALATA DELLA JUVE

Solo pochi mesi fa la sconfitta contro il Sassuolo, le voci di esonero di Allegri e una società pronta a blindare squadra e tecnico. Una prova di forza nei momenti difficili, quella sera nella testa dei calciatori bianconeri è scattato qualcosa. L’inizio della riscossa e la scalata in classifica, vittorie a raffica e un primo posto in classifica meritatissimo. La Juve è forte e lo ha dimostrato. Per battere i bianconeri servirà un Napoli perfetto, si preannuncia un finale di stagione ad alta tensione. Juve favorita, agli altri il compito di fermare la corazzata vincente.

Palermo senza pace, torna Iachini

Iachini

Non c’è pace in casa Palermo, nuovo cambio in panchina. Questa volta è un ritorno, dopo oltre un mese di cambi e… pasticci, sulla panchina dei rosanero torna Beppe Iachini.

AL PALERMO TORNA IACHINI

L’allenatore riprende in mano la squadra dopo esser stato esonerato, il patron del Palermo Zamparini torna sui suoi passi e richiama Iachini. Quanto durerà? Queste le parole di Zamparini:”Chiedo scusa per questo mese di caos”

Roma e Milan a caccia del terzo posto

Milan

Dzeko

Il campionato entra nel vivo, mentre Napoli e Juve si contendono lo scudetto dietro è bagarre. Si lotta per il terzo posto valido per l’accesso alla prossima Champions League, per l’Europa League e… per la salvezza.

MILAN E ROMA SOGNANO IL TERZO POSTO

La lotta al terzo posto è accesissima, non solo Inter e Fiorentina in corsa, tornano prepotentemente in lotta anche Milan e Roma. I giallorossi sembrano una squadra tutta nuova, la cura Spalletti funziona e bene. Risultati positivi e punti pesanti che fanno sognare, la condizione fisica dei giallorossi non è ottimale ma la squadra c’è, e sognare è possibile. Dopo un avvio di stagione da incubo il Milan di Mihajlovic sembra aver trovato il giusto assetto. 4-4-2 e una squadra di carattere, i risultati premiano il lavoro dei rossoneri e quel terzo posto che solo poco tempo fa sembrava impossibile adesso è a portata di mano. Con un’Inter in calo e la sola Fiorentina da puntare sognare sembra possibile.

SAMPDORIA E GENOA NELLA ZONA CALDA DELLA CLASSIFICA

Dietro è bagarre, in zona retrocessione l’aria è caldissima. In mischia anche le formazioni ligure. Sampdoria e Genoa nella zona caldissima della classifica, una posizione in graduatoria impensabile ad inizio stagione.

Inter, solo colpa degli arbitri?

Mazzoleni

L’Inter si è sciolta come neve al sole, la squadra capace di guidare la classifica per gran parte del campionato si è smarrita. La formazione di Mancini dimostra di aver poche idee e confuse, continui cambi di uomini e modulo ed un gioco che latita. Risultati deludenti, una classifica che non sorride più ai colori nerazzurri e un terzo posto che si allontana. Una qualificazione alla prossima Champions che sembrava scontata dopo la prima parte del torneo che al momento diventa difficile. Fiorentina, Roma e Milan sono avversarie agguerrite e al momento più in forma dei nerazzurri.

SILENZIO STAMPA, SCELTA GIUSTA?

Inter in silenzio stampa dopo la sconfitta di ieri sera contro la Fiorentina, Mancini e la società non hanno gradito l’arbitraggio di Mazzoleni, soprattutto la gestione dei cartellini. Il rosso a Telles e qualche giallo di troppo hanno fatto infuriare i milanesi, e quel rosso a Kondogbia a gara ormai terminata hanno spinto il club ad optare per il silenzio stampa.

ARBITRI SOTTO ACCUSA, MA LA SQUADRA NON GIRA

Giusto prendersela con gli arbitri? Colpa delle ‘giacchette nere’ il momento no dell’Inter? Al di la di un arbitraggio certamente insufficiente in casa Inter converrebbe forse concentrarsi sul lavoro durante la settimana, individuare uno schema di gioco preciso e gli uomini giusti in grado di risollevare i nerazzurri e ritrovare punti e vittorie necessari per tentare l’aggancio al terzo posto. Senza Champions i programmi del club di Thohir potrebbero cambiare, gli introiti derivanti dalla Champions League son necessari, il club punta sull’Europa che conta. A Mancini e alla dirigenza nerazzurra il compito di trovare le giuste soluzioni per invertire la rotta. Contro la Sampdoria il riscatto? Staremo a vedere.

Lazio, basta scuse. E’ il momento della svolta

Ciro Immobile

Lazio

Squadra che vince non si cambia.” Recita così uno dei detti più conosciuti del gergo calcistico, legge non scritta del variopinto mondo del pallone. Rispetto alla scorsa stagione, la Lazio ha cambiato molto poco, anzi, se non fosse per il grave infortunio di De Vrij a Lotito e Tare andrebbe convenuto il merito di non aver modificato proprio nulla.

LAZIO IN CERCA DI SE STESSA

Circa un anno fa i biancocelesti aprivano una serie di grandi partite che hanno valso, a fine campionato, terzo posto e conseguente qualificazione ai preliminari di Champions. Quella squadra correva, pressava, palleggiava divinamente e andava in gol con estrema facilità, attirando le attenzioni di numerosi appassionati europei.

La quasi totalità di quei ragazzi è ancora lì, a Formello ad allenarsi e a rappresentare la società nata nel 1900 la domenica e negli impegni internazionali. Giovedì c’è l’Europa League, c’è il Galatasaray, e la missione della Lazio dev’essere semplicemente una: ritrovare se stessa.

Nella stagione in corso tutto (o quasi) è andato storto, con la comparsa di limiti preoccupanti che costringono, ora, ad inseguire un misero sesto posto in Serie A. Fragilità difensiva, manovra lenta e bomber poco prolifici sono chiari segni del passo indietro che è stato fatto da tutti, compreso Stefano Pioli, comandante di un equipaggio senza armonia. Il basso livello delle avversarie affrontate nel girone di coppa avrà ingannato molti, generando speranze e sogni smorzati sul nascere, prima ancora di entrare nel vivo.

La fortuna, tuttavia, è che siamo ancora a febbraio e non tutto è perduto. Una piccola scintilla ha mostrato la gara contro il Verona, ultimissima forza del campionato nostrano (a proposito di basso livello delle avversarie), quando ad andare in rete sono stati tutti gli uomini offensivi dei biancocelesti ad eccezione di Miro Klose, ma ciò oramai non fa più notizia. Una piccola scintilla ha mostrato la voglia di fare, di mettersi in gioco, di lasciarsi alle spalle la negatività della seconda parte del 2015.

Un De Vrij in meno può giustificare le insicurezze del reparto arretrato, non la fluidità di gioco dalla metà campo in su. L’assenza di un vice-Biglia intaccherà qualche meccanismo, ma anche senza l’argentino la qualità in mezzo al campo non manca affatto.

Credere in se stessi, tirare fuori l’orgoglio e, magari, rivedersi qualche partita di fine campionato scorso. Forse basterebbe questo. Sarebbe sufficiente, forse, guardarsi allo specchio, ricordarsi le proprie capacità e dare tutto per esprimerle. Questa Lazio vale di più, basta saperlo.